MILANO - "Il credito si sta contraendo rapidamente in Italia e Spagna". A lanciare l'allarme è - ancora una volta - il Fmi. Il credito alle Pmi, per gli economisti del Fondo monetario internazionale, è una "priorità" e può essere migliorato anche riducendo i pagamenti arretrati del governo, come deciso dall'Italia con lo stanziamento di 40 miliardi di euro. "Da un lato - afferma il Fmi - la domanda si contrae per le incertezze macro-economiche, dall'altra parte eventuali restrizioni nell'offerta di credito vanno affrontate come una priorità". Il Fondo monetario internazionale ha quindi promosso la decisione dell'Italia di intervenire con un decreto per velocizzare il pagamento dei debiti pregressi: "Il cumulo di passività del Governo non pagate in Grecia, Italia e Spagna è un problema notevole, in particolare a livello di enti locali".
Credito. Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria globale, i tecnici di Washington sottolineano però che i costi del credito nell'Eurozona restano "alti". In particolare, osserva lo studio, "il credito continua a contrarsi (di circa il 5% dallo scoppio della crisi), con il risultato di affamare il vitale settore delle piccole e medie imprese e di bloccare la ripresa economica". Per questo, secondo il Fondo, bisognerebbe "ridurre i costi dei prestiti alle Pmi nell'area dell'euro, allargando la gamma di finanziamenti che possono essere usati come collaterali presso la Bce".
Debito. Gli economisti di Washington hanno quindi rilevato come le condizioni finanziarie e di mercato globali siano migliorati "apprezzabilmente negli ultimi sei mesi, ma molto lavoro resta ancora da fare. Se i progressi compiuti nell'affrontare le sfide di medio periodo dovessero rallentare, i rischi potrebbero ripresentarsi e la crisi finanziaria globale potrebbe entrare in una fase cronica, segnata da un deterioramento delle condizioni finanziarie da ricorrenti crisi di instabilità". Nel frattempo, però "gli investitori internazionali sono tornati in forza sui mercati del debito sovrano" dei paesi periferici dell'Eurozona.
Banche. In questo contesto, per l'Eurozona è cruciale rafforzare il suo sistema bancario. Di più: è una priorità. Il Fmi sottolinea anche che "le banche nella periferia dell'area dell'euro devono adottare misure significative che stanno mettendo in crisi la loro capacità di sostenere la ripresa economica". Secondo l'Fmi, le banche europee potrebbero vedersi costrette a ridurre le proprie attività di 1.500 miliardi di dollari per ristrutturare i loro bilanci. Anche per questo - prosegue il Fmi - la politica monetaria deve restare molto accomodante per centrare gli obiettivi macroeconomici.
Italia. Il sistema bancario italiano è "solido" ma il Paese deve proseguire con le riforme, soprattutto alla luce della debole crescita economica. Il giudizio è stato espresso dal direttore del Dipartimento monetario del Fondo monetario internazionale, Josè Vinals, secondo cui l'Italia si sta comunque muovendo nella "giusta direzione". Il dirigente dell'Fmi ha ricordato che
l'istituto di Washington ha appena chiuso una missione in Italia che ha dimostrato come il comparto creditizio "sia solido" e "abbia adeguati livelli di capitale che gli stress test hanno dimostrato sufficienti a reggere anche uno scenario particolarmente avverso". Più in generale, ha aggiunto Vinals, "lo stato dell'economia è negativo dal punto di vista della crescita e quindi l'Italia deve continuare con le riforme, avendo comunque già fatto un lavoro molto importante in questo senso".
Credito. Nel Rapporto sulla stabilità finanziaria globale, i tecnici di Washington sottolineano però che i costi del credito nell'Eurozona restano "alti". In particolare, osserva lo studio, "il credito continua a contrarsi (di circa il 5% dallo scoppio della crisi), con il risultato di affamare il vitale settore delle piccole e medie imprese e di bloccare la ripresa economica". Per questo, secondo il Fondo, bisognerebbe "ridurre i costi dei prestiti alle Pmi nell'area dell'euro, allargando la gamma di finanziamenti che possono essere usati come collaterali presso la Bce".
Debito. Gli economisti di Washington hanno quindi rilevato come le condizioni finanziarie e di mercato globali siano migliorati "apprezzabilmente negli ultimi sei mesi, ma molto lavoro resta ancora da fare. Se i progressi compiuti nell'affrontare le sfide di medio periodo dovessero rallentare, i rischi potrebbero ripresentarsi e la crisi finanziaria globale potrebbe entrare in una fase cronica, segnata da un deterioramento delle condizioni finanziarie da ricorrenti crisi di instabilità". Nel frattempo, però "gli investitori internazionali sono tornati in forza sui mercati del debito sovrano" dei paesi periferici dell'Eurozona.
Banche. In questo contesto, per l'Eurozona è cruciale rafforzare il suo sistema bancario. Di più: è una priorità. Il Fmi sottolinea anche che "le banche nella periferia dell'area dell'euro devono adottare misure significative che stanno mettendo in crisi la loro capacità di sostenere la ripresa economica". Secondo l'Fmi, le banche europee potrebbero vedersi costrette a ridurre le proprie attività di 1.500 miliardi di dollari per ristrutturare i loro bilanci. Anche per questo - prosegue il Fmi - la politica monetaria deve restare molto accomodante per centrare gli obiettivi macroeconomici.
Italia. Il sistema bancario italiano è "solido" ma il Paese deve proseguire con le riforme, soprattutto alla luce della debole crescita economica. Il giudizio è stato espresso dal direttore del Dipartimento monetario del Fondo monetario internazionale, Josè Vinals, secondo cui l'Italia si sta comunque muovendo nella "giusta direzione". Il dirigente dell'Fmi ha ricordato che
l'istituto di Washington ha appena chiuso una missione in Italia che ha dimostrato come il comparto creditizio "sia solido" e "abbia adeguati livelli di capitale che gli stress test hanno dimostrato sufficienti a reggere anche uno scenario particolarmente avverso". Più in generale, ha aggiunto Vinals, "lo stato dell'economia è negativo dal punto di vista della crescita e quindi l'Italia deve continuare con le riforme, avendo comunque già fatto un lavoro molto importante in questo senso".