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Il paradiso degli scommettitori
travolto dal crack finanziario

Si chiama Intrade ed era il sito di riferimento per gli amanti delle puntate di mezzo mondo. Tanto da diventare una fonte di "previsioni" per l'avverarsi o meno di ipotesi e scenari. Ma il dissesto dei conti l'ha portato a un passo dalla bancarotta. Con tanto di sospetti sulla distrazione di fondi da parte del fondatore
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ROMA - Tranne che sullo sport, si poteva puntare su tutto. Dagli spettacoli (Leonardo Di Caprio vincerà l'Oscar?) alla scienza (troveranno il bosone di Higgs?). Dalla classica finanza (l'oro sfonderà quota 2mila dollari?) alla politica. E, per la gioia dei giornalisti, spesso gli scommettitori ci azzeccavano, come nel caso delle ultime presidenziali americane. Adesso però anche chi ha vinto rischia di non incassare più: Intrade, una delle piattaforme per scommesse più conosciute del web, è sull'orlo del fallimento. Chiusa dallo scorso 10 marzo, dopo che un'agenzia di revisione ha segnalato transazioni finanziarie sospette e un buco di liquidità di 700mila dollari. In pratica, la somma a disposizione in cassa è inferiore al credito che i clienti hanno versato sul sito. Puntate congelate dunque e conti bloccati: al momento nessuno può recuperare i propri soldi.

"Se la società non sarà in grado in tempi brev…
ROMA - Tranne che sullo sport, si poteva puntare su tutto. Dagli spettacoli (Leonardo Di Caprio vincerà l'Oscar?) alla scienza (troveranno il bosone di Higgs?). Dalla classica finanza (l'oro sfonderà quota 2mila dollari?) alla politica. E, per la gioia dei giornalisti, spesso gli scommettitori ci azzeccavano, come nel caso delle ultime presidenziali americane. Adesso però anche chi ha vinto rischia di non incassare più: Intrade, una delle piattaforme per scommesse più conosciute del web, è sull'orlo del fallimento. Chiusa dallo scorso 10 marzo, dopo che un'agenzia di revisione ha segnalato transazioni finanziarie sospette e un buco di liquidità di 700mila dollari. In pratica, la somma a disposizione in cassa è inferiore al credito che i clienti hanno versato sul sito. Puntate congelate dunque e conti bloccati: al momento nessuno può recuperare i propri soldi.

"Se la società non sarà in grado in tempi brevi di rimediare a questo ammanco diventerà insolvente, quindi è probabile che finisca in liquidazione", recita l'ultimo annuncio comparso sul sito, firmato Ronald Bernstein, direttore generale. Messaggio oscuro, in verità. La società, dice il dirigente, è alla ricerca di nuovi finanziatori. Ma per non fallire subito ha bisogno che una maggioranza dei creditori le conceda tempo. A chi ha un conto superiore ai mille dollari Intrade ha proposto ufficialmente un concordato, attraverso un sondaggio. Ma la consultazione doveva concludersi il 16 aprile e ad oggi il risultato non è stato ancora diffuso. Brutto segno.

Intanto si è conclusa un'indagine interna sui motivi dell'ammanco. "Siamo abbastanza sicuri delle circostanze che l'hanno prodotto - dice Bernstein - ma non possiamo comunicarle per ragioni legali". Sul suo blog Rajiv Sethi, professore di Economia alla Columbia University, ipotizza che l'errore sia operativo: la società non avrebbe separato le poste dei clienti dalle risorse proprie. Ma c'è anche una pista diversa, dolosa: qualcuno potrebbe aver distratto i soldi degli utenti. E il qualcuno sembra proprio John Delaney, il fondatore del sito, morto nel maggio del 2011 durante una scalata al monte Everest. I revisori dei conti hanno infatti segnalato trasferimenti sospetti per 2,6 milioni di dollari, partiti tra il 2010 e il 2011 della società verso i conti di Delaney. "Ci sarà una causa contro parti terze - scrive Bernstein - del valore di 3,5 miliardi di dollari". Ma a questo punto anche un eventuale risarcimento rischia di arrivare tardi.

A questo si aggiungono i guai con le autorità americane. Perché quelle condotte sulla piattaforma erano molto più di semplici scommesse. Veri contratti future, legati all'avverarsi di un determinato evento, che negli Stati Uniti possono essere scambiati solo con apposita autorizzazione. Intrade, società basata in Irlanda, non l'aveva mai ottenuta, così a novembre la Commodity Futures Trading Commission aveva promosso una causa civile nei suoi confronti. Il blocco del sito agli utenti americani, nocciolo duro degli scommettitori, aveva provocato un crollo delle attività. Da gennaio appena 52mila scommesse eseguite, contro il milione e più del 2012. Mentre il numero di visitatori, dai 287mila di ottobre, a novembre era precipitato a 67mila e a gennaio era troppo basso per essere misurato.
@filipposantelli