Economia

Fiat prepara la quotazione.
Marchionne sfida il fondo Veba

Torna la sfida a colpi di rumors dell'amministratore delegato della casa torinese, Sergio Marchionne, al fondo dei sindacati Veba, azionista di minoranza di Chrysler. Una partita da 10 miliardi di dollari

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MILANO - L'annuncio di quanto si sapeva già. Ha un po' questo sapore il clamore con cui il giornale americano Wall Street Journal ha rilanciato l'intenzione della Fiat di quotarsi a New York. Da sempre l'amministratore delegato Sergio Marchionne non ha mai fatto mistero di voler sbarcare sulla Borsa statunitense, dopo aver raggiunto il 100% di Chrysler.

Non più tardi del 13 marzo scorso, infatti, ai giornalisti che gli chiedevano se sia più probabile la quotazione del gruppo negli Stati Uniti dopo la fusione tra le due case, Marchionne rispondeva: "In qualche modo dovremo guardare al mercato americano per i vantaggi ad esso legati". Quale sia la novità ora, è difficle dirlo, ma di certo l'uscita della notizia ha il sapore di un avvertimento alle parti in causa. 

Da tempo le quote di Chrysler in mano ai fondi dei sindacati della Chrysler sono nelle mire della casa torinese. Il fondo Veba è azionista della società con una quota del 41,5% e da mesi vuole uscire dall'investimento per bilanciare il proprio portafoglio. Sulla valutazione della quota Veba su cui Fiat intende esercitare l'opzione di acquisto, Marchionne ha sempre sostenuto che "occorre trovare un benchmark. Dobbiamo trovare una soluzione. Il processo è in evoluzione". Ma non è mai stato trovato un accordo sul prezzo.

Il fondo dei lavoratori valuta Chrysler 10 miliardi di dollari, mentre per Marchionne prima valeva poco più di 4 miliardi, ora circa 6 miliardi. Da qui la contesa sul prezzo. Fiat può acquistare fino al 3,3% di Chrysler da Veba ogni sei mesi tra il 1 luglio 2012 e il 30 giugno 2016, fino a una quota del 16,6%, e Marchionne ha detto di voler comprare. Nel mese di luglio, Fiat ha annunciato che avrebbe esercitato la prima opzione per aumentare la sua quota del 3,3% in Chrysler, portando la propria partecipazione in Chrysler al 61,8% dal 58,5%. Veba ha chiesto 342 milioni di euro, Marchionne ne ha offerti non più di 139 milioni. Per un altro 3,3% Marchionne a gennaio ha offerto 198 milioni di dollari. La questione ora giace presso il Tribunale del Delaware, che presto dovrebbe sciogliere la riserva.

L'alternativa per trovare un prezzo equo è mettere i due litiganti d'accordo è andare in Borsa. Non sembra quindi esserci nessuna novità nella notizia di una possibile quotazione, eppure il titolo in Borsa  ha compiuto un balzo di oltre due punti percentuali.