Economia

Btp, rendimenti al minimo dal 2010
Piazza Affari debole con la galassia Fiat

I mercati europei chiedono un piano di crescita, per l'Italia e il resto del Vecchio continente. L'Europa teme un allentamento del vigore, spread stabile intorno a quota 270 punti. Tokyo chiude il migliore aprile degli ultimi 20 anni. Debole Wall Street

2 minuti di lettura
MILANO - Il governo guidato da Enrico Letta mette l'accento sulla crescita dell'Italia e i mercati del debito approvano. Certo negli Stati Uniti e nel resto d'Europa molti iniziano a chiedersi dove l'esecutivo troverà la copertura finanziarie per i propri progetti, a cominciare dalla sospensione dell'Imu che a giugno non si pagherà. Secondo le prime stime, il piano presentato da Letta costerà 10 miliardi di euro che per l'Italia significa la rinuncia all'uscita dalla procedura comunitaria per eccesso di deficit. Temi che il premier affronterà giovedì a Bruxelles in un incontro con il presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Barroso.

I mercati del debito però non si preoccupano della rinuncia al rigore, ma chiedono la crescita promessa e danno credito al Paese. Lo spread, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, scende a quota 265 con i titoli italiani che sul mercato secondario rendono il 3,8% ai minimi dal 2010, quando l'Italia era considerato un paese quasi immune dal rischio contagio. Sui listini pesano però le prime tensioni politiche tra Pd e Pdl. A Milano, Piazza Affari, anche a causa della giornata negativa della galassia Fiat, chiude in calo dello 0,96%, dopo aver sfondato in giornata quota 17mila punti. Londra ha ceduto lo 0,43%, Parigi lo 0,31%, mentre Francoforte è salita dello 0,31%, spinta da Deutsche Bank, che ieri ha annunciato un aumento di capitale da 2,8 miliardi di euro. In lieve calo l'euro scambiato a 1,307 dollari (1,3099 ieri sera dopo la chiusura di Wall Street). Contro lo yen la moneta unica passa di mano a 127,96. Wall Street viaggia sulla soglia della parità alla chiusura delle Borse europee.

Non basta ai mercati americani l'indice S&P Case-Shiller sui prezzi delle case, relativo alle prime 20 città Usa, che ha registrato un incremento non destagionalizzato dello 0,3% a febbraio su base mensile e del 9,3% su base annua. Il dato mensile destagionalizzato è di +1,2%. La variazione annua registra l'incremento più significativo da maggio 2006. A pesare sul sentiment degli investitori, in attesa della riunione del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, è l'indice dei responsabili degli acquisti di Chicago (Ism) che scende in aprile a 49 da 52,4 di marzo. Il dato è inferiore alle attese degli analisti che scommettevano su 51. La soglia dei 50 è lo spartiacque fra crescita (sopra 50) e contrazione (sotto 50).

Sul fronte macroeconomico, in Francia si registra un forte aumento della spesa per consumi a marzo, incremento nettamente superiore alle previsioni. La spesa per consumi delle famiglie francesi è infatti cresciuta dell'1,3% su base mensile a fronte di una stima di consenso che indicava solo un marginale rialzo (+0,1%). A trainare la spesa sono stati i consumi alimentari ed energetici. Su base tendenziale l'incremento è dell'1,2 per cento. In calo per il secondo mese consecutivo, invece, le vendite al dettaglio in Germania. A marzo l'indice, corretto da effetti stagionali e dell'inflazione, ha registrato una flessione dello 0,3% dopo il -0,6% di febbraio (dato rivisto in peggio da +0,4%). Stabile al 6,9% la disoccupazione, trend identico anche in Italia dove il tasso resta all'11,5%.

In Asia, seduta in lieve calo per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei dei 225 titoli guida termina a 13.860,96 punti in calo di 23,2 punti (-0,17%). A pesare sulla tendenza della seduta, negativa già in avvio, sono stati, secondo gli operatori, il rialzo dello yen e l'attesa per una serie di risultati finanziari di alcune tra le maggiori aziende quotate. Copiosi i volumi di scambi con oltre 3,4 miliardi di azioni scambiate sul mercato primario: Tokyo ha comunque festeggiato la miglior performance di aprile degli ultimi 20 anni, con un guadagno dell'11,3%. In Giappone, intanto,  la disoccupazione è calata di 0,2 punti percentuali al 4,1%.

Sul fronte delle materie prime il petrolio in lieve calo a 94 dollari al barile. Sulla stessa lunghezza d'onda l'oro che fa segnare un lieve ribasso a 1.466 dollari l'oncia.