Wall Street record con il lavoro Usa.
Il Btp biennale scende al minimo storico
Il rendimento dei decennali scende al 3,8%, lo spread con i Bund tedeschi sotto quota 260 punti dopo la decisione della Bce di ritoccare il minimo storico del costo del denaro. I titoli a due anni sotto l'1%. Rally dei listini americani dopo il calo dei disoccupati al 7,5% ai minimi dal 2008. Si rafforzano le Borse Ue: nuovo massimo per Francoforte, Londra torna ai livelli del 2007
MILANO - La decisione di tagliare i tassi adottata dalla Bce di Mario Draghi, con il costo del denaro sceso al minimo storico dello 0,5%, lascia il palcoscenico agli attesi dati americani sulla disoccupazione, che battono le attese e innescano il turbo dei mercati. L'Eurotower ha rafforzato il fronte della Banche centrali attive per sostenere l'economia, nel quale già si collocavano da tempo Fed e Bank of Japan. La mossa era attesa dalla maggior parte degli economisti, ma il governatore è andato un po' oltre lasciando intendere che potrebbe anche non trattarsi dell'ultimo taglio, se le condizioni del Vecchio continente non dovessero avviarsi verso la ripresa. Dubbi alimentati dalle stime della Commissione europea sulle prospettive economiche ed occupazionali del Vecchio continente.
Nell'Eurozona, tra le altre cose, è prevista una disoccupazione sopra il 12% nel 2014. Condizione ben diversa rispetto agli Usa. Oggi il dipartimento del Lavoro americano ha diffuso dati…
Nell'Eurozona, tra le altre cose, è prevista una disoccupazione sopra il 12% nel 2014. Condizione ben diversa rispetto agli Usa. Oggi il dipartimento del Lavoro americano ha diffuso dati…
MILANO - La decisione di tagliare i tassi adottata dalla Bce di Mario Draghi, con il costo del denaro sceso al minimo storico dello 0,5%, lascia il palcoscenico agli attesi dati americani sulla disoccupazione, che battono le attese e innescano il turbo dei mercati. L'Eurotower ha rafforzato il fronte della Banche centrali attive per sostenere l'economia, nel quale già si collocavano da tempo Fed e Bank of Japan. La mossa era attesa dalla maggior parte degli economisti, ma il governatore è andato un po' oltre lasciando intendere che potrebbe anche non trattarsi dell'ultimo taglio, se le condizioni del Vecchio continente non dovessero avviarsi verso la ripresa. Dubbi alimentati dalle stime della Commissione europea sulle prospettive economiche ed occupazionali del Vecchio continente.
Nell'Eurozona, tra le altre cose, è prevista una disoccupazione sopra il 12% nel 2014. Condizione ben diversa rispetto agli Usa. Oggi il dipartimento del Lavoro americano ha diffuso dati incoraggianti e di ben altro tenore: ad aprile sono stati creati 165mila posti di lavoro (contro attese per 148mila), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 7,5%. Si tratta del dato più basso dal dicembre 2008 ed è migliore delle aspettative di una conferma al 7,6%.
Le Borse - incerte fino alla pubblicazione di questi rilievi - si sono rafforzate proprio con i dati americani e il conseguente exploit di Wall Street. Piazza Affari ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,04% appena sotto quota 17mila punti ai livelli di lunedì scorso e ai massimi da inizio febbraio. Lo spread tra Btp e Bund si restringe si restringe a 257 punti base con i decennali italiani che rendono poco più del 3,8% sul mercato secondario, dopo aver rivisto livelli del febbraio 2006. Tassi record per i titoli a due anni calati allo 0,9%, ai minimi dal 1993, prima di risalire all'1%. Il rendimento dei Bonos spagnoli decennali è sceso sotto il 4%. Tra i singoli titoli milanesi, Telecom si è messa inizialmente in evidenza sull'ipotesi di accelerata al dossier dello scorporo della rete, con eventuale quotazione di una sua parte, ma una precisazione della società ha poi smorzato gli entusiasmi. Nel resto d'Europa, Francoforte è maglia rosa con l'indice Dax che guadagna il 2,02% a 8.122,29 punti, fissando il nuovo massimo storico. Il Cac 40 di Parigi cresce dell'1,4% a 3.912,95 punti, l'Ftse 100 di Londra segna +0,94% a 6.521,46 punti al top dal 2007.
Lo scossone maggiore è arrivato per Wall Street: dopo il rally di ieri i listini, alla chiusura dei mercati europei, guadagnano più dell'1% e segnano nuovi record. Lo S&P 500 (+1,2%) ha superato per la prima volta nella storia la soglia di 1.600 punti, il Dow Jones quella di 15mila (+1%). Bene anche il Nasdaq, in crescita dell'1,3%. Insomma i mercati non danno troppo peso all'indice Ism servizi sceso ad aprile a 53,1 punti da 54,4 punti a marzo. Il dato è peggiore delle attese degli analisti che stimavano una flessione più contenuta a 54 punti. Gli ordini all'industria sono, invece, calati del 4%. Con Tokyo chiusa per festività, sulle altre Borse asiatiche si è sentito l'influsso positivo dell'azione di Draghi: Seul termina in rialzo dello 0,43%, a Shanghai si registra un progresso dell'1,44%.
L'effetto della Bce e dei dati americani si vede anche sul mercato delle valute; l'euro chiude in rialzo a 1,3120 dollari e 129,86 yen grazie ai dati migliori del previsto sul mercato del lavoro Usa, che aumentano la propensione al rischio degli investitori. La moneta nipponica, considerata un bene rifugio, arretra quindi anche sul dollaro a quota 98,98. Il prezzo del petrolio Wti è a 95,74 dollari, in progresso dell'1,7% a New York. Movimento al ribasso invece per l'oro (-0,2%), che passa di mano a 1.467 dollari l'oncia.
Nell'Eurozona, tra le altre cose, è prevista una disoccupazione sopra il 12% nel 2014. Condizione ben diversa rispetto agli Usa. Oggi il dipartimento del Lavoro americano ha diffuso dati incoraggianti e di ben altro tenore: ad aprile sono stati creati 165mila posti di lavoro (contro attese per 148mila), mentre il tasso di disoccupazione è sceso al 7,5%. Si tratta del dato più basso dal dicembre 2008 ed è migliore delle aspettative di una conferma al 7,6%.
Le Borse - incerte fino alla pubblicazione di questi rilievi - si sono rafforzate proprio con i dati americani e il conseguente exploit di Wall Street. Piazza Affari ha chiuso la seduta in rialzo dell'1,04% appena sotto quota 17mila punti ai livelli di lunedì scorso e ai massimi da inizio febbraio. Lo spread tra Btp e Bund si restringe si restringe a 257 punti base con i decennali italiani che rendono poco più del 3,8% sul mercato secondario, dopo aver rivisto livelli del febbraio 2006. Tassi record per i titoli a due anni calati allo 0,9%, ai minimi dal 1993, prima di risalire all'1%. Il rendimento dei Bonos spagnoli decennali è sceso sotto il 4%. Tra i singoli titoli milanesi, Telecom si è messa inizialmente in evidenza sull'ipotesi di accelerata al dossier dello scorporo della rete, con eventuale quotazione di una sua parte, ma una precisazione della società ha poi smorzato gli entusiasmi. Nel resto d'Europa, Francoforte è maglia rosa con l'indice Dax che guadagna il 2,02% a 8.122,29 punti, fissando il nuovo massimo storico. Il Cac 40 di Parigi cresce dell'1,4% a 3.912,95 punti, l'Ftse 100 di Londra segna +0,94% a 6.521,46 punti al top dal 2007.
Lo scossone maggiore è arrivato per Wall Street: dopo il rally di ieri i listini, alla chiusura dei mercati europei, guadagnano più dell'1% e segnano nuovi record. Lo S&P 500 (+1,2%) ha superato per la prima volta nella storia la soglia di 1.600 punti, il Dow Jones quella di 15mila (+1%). Bene anche il Nasdaq, in crescita dell'1,3%. Insomma i mercati non danno troppo peso all'indice Ism servizi sceso ad aprile a 53,1 punti da 54,4 punti a marzo. Il dato è peggiore delle attese degli analisti che stimavano una flessione più contenuta a 54 punti. Gli ordini all'industria sono, invece, calati del 4%. Con Tokyo chiusa per festività, sulle altre Borse asiatiche si è sentito l'influsso positivo dell'azione di Draghi: Seul termina in rialzo dello 0,43%, a Shanghai si registra un progresso dell'1,44%.
L'effetto della Bce e dei dati americani si vede anche sul mercato delle valute; l'euro chiude in rialzo a 1,3120 dollari e 129,86 yen grazie ai dati migliori del previsto sul mercato del lavoro Usa, che aumentano la propensione al rischio degli investitori. La moneta nipponica, considerata un bene rifugio, arretra quindi anche sul dollaro a quota 98,98. Il prezzo del petrolio Wti è a 95,74 dollari, in progresso dell'1,7% a New York. Movimento al ribasso invece per l'oro (-0,2%), che passa di mano a 1.467 dollari l'oncia.