MILANO - Avvio di settimana cauto per le Borse del Vecchio continente, che hanno chiuso l'ultima ottava in grande spolvero in scia alla performance di Wall Street dove i listini industriali hanno aggiornato i massimi storici e il Nasdaq è tornato ai livelli del 2000. Oggi - invece - gli indici americani sono piatti: alla chiusura delle Piazze europee il Dow Jones cede lo 0,1%, lo S&P 500 guadagna lo 0,1% e il listino tecnologico recupera lo 0,2%. Una menzione particolare va a Google, che sale per la prima volta sopra 850 dollari per azione. Con Tokyo chiusa per festività, le Borse asiatiche hanno chiuso una seduta all'insegna degli acquisti, mentre in Europa si guarda con attenzione alle tensioni in Medio oriente. Il raid israeliano in Siria ha spinto inizialmente al rialzo il prezzo del petrolio, che poi ha leggermente ritracciato: il riacutizzarsi delle tensioni nell'area potrebbe essere un'altra minaccia alla già debole ripresa economica.
In questo contesto, a Milano Piazza Affari termina gli scambi in moderato ribasso: -0,35%. Tra i singoli titoli, in luce Autogrill in scia alla spearazione delle attività di ristorazione da quelle dei duty free ed Enel Green Power dopo i conti trimestrali. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp decennali e bund tedeschi, prima infrange a ribasso quota 260 punti, poi risale a 267 punti, con i titoli italiani che rendono il 3,9%: gli investitori restano in attesa di capire dove il governo troverà la copertura finanziaria per la sospensione dell'Imu e lo stop all'aumento dell'Iva. Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha promesso un provvedimento ad hoc, che rifinanzi anche la cassa integrazione in deroga e sostenga l'occupazione. Nel resto del Vecchio Continente, mentre Londra resta chiusa per festività, Francoforte lima lo 0,13% e Parigi cede lo 0,15%. L'Istat ha intanto diramato le previsioni macroeconomiche sull'Italia: il Pil dovrebbe contrarsi dell'1,4% quest'anno e crescerà dello 0,7% l'anno prossimo, quando però la disoccupazione registrerà un preoccupante 12,4% - stima peggiore di quella diffusa dall'Ue la scorsa settimana. Un calo dei senza lavoro, leggero ma sotto la soglia psicologica di 5 milioni di persone, si è nel frattempo registrato in Spagna ad aprile.
Sul fronte dei consumi, intanto, continua a marzo il calo del volume delle vendite al dettaglio nell'Eurozona rilevato da Eurostat: -0,1% rispetto al mese precedente, -0,2% nella Ue a 27. D'altra parte restano deboli anche le indicazioni dell'indice Pmi, che raccoglie le stime dei direttori degli acquisti nelle aziende: l'indicatore si attesta a 46,9 punti, meglio dei 46,6 punti delle stime flash e dei 46,5 punti di marzo, ma, per il 20esimo mese consecutivo, rimane sotto la soglia dei 50 punti che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione economica.
L'euro chiude in ribasso a 1,3057 dollari e 129,69 yen sulla scia delle dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, che si è detto pronto a abbassare nuovamente il costo del denaro, se necessario. I positivi dati sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdì scorso continuano a trainare il biglietto verde, che avanza a quota 99,31 sullo yen. Seduta in rialzo, si diceva, nell'area Asia Pacifico per le Borse che si lasciano guidare dai titoli minerari. Chiusa Tokyo, gli scambi di Hong Kong terminano in rialzo dello 0,99%. Simile anche la chiusura di Shanghai, con l'indice Composite che segna +1,16%.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio - che ha trattato a lungo sopra 96 dollari al barile dopo i raid israeliani in Siria - è poi ridisceso: il Wti è praticamente invariato a 95,6 dollari. Comunque i valori dell'oro nero, secondo un broker, "dovrebbero rimanere elevati fino all'allentarsi delle tensioni in Medio Oriente, anche per l'ipotesi di eventuali problemi per la produzione o le spedizioni del petrolio". Quanto all'oro, il metallo prezioso tratta a 1.467 dollari l'oncia, in rialzo dello 0,2%.
In questo contesto, a Milano Piazza Affari termina gli scambi in moderato ribasso: -0,35%. Tra i singoli titoli, in luce Autogrill in scia alla spearazione delle attività di ristorazione da quelle dei duty free ed Enel Green Power dopo i conti trimestrali. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp decennali e bund tedeschi, prima infrange a ribasso quota 260 punti, poi risale a 267 punti, con i titoli italiani che rendono il 3,9%: gli investitori restano in attesa di capire dove il governo troverà la copertura finanziaria per la sospensione dell'Imu e lo stop all'aumento dell'Iva. Il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, ha promesso un provvedimento ad hoc, che rifinanzi anche la cassa integrazione in deroga e sostenga l'occupazione. Nel resto del Vecchio Continente, mentre Londra resta chiusa per festività, Francoforte lima lo 0,13% e Parigi cede lo 0,15%. L'Istat ha intanto diramato le previsioni macroeconomiche sull'Italia: il Pil dovrebbe contrarsi dell'1,4% quest'anno e crescerà dello 0,7% l'anno prossimo, quando però la disoccupazione registrerà un preoccupante 12,4% - stima peggiore di quella diffusa dall'Ue la scorsa settimana. Un calo dei senza lavoro, leggero ma sotto la soglia psicologica di 5 milioni di persone, si è nel frattempo registrato in Spagna ad aprile.
Sul fronte dei consumi, intanto, continua a marzo il calo del volume delle vendite al dettaglio nell'Eurozona rilevato da Eurostat: -0,1% rispetto al mese precedente, -0,2% nella Ue a 27. D'altra parte restano deboli anche le indicazioni dell'indice Pmi, che raccoglie le stime dei direttori degli acquisti nelle aziende: l'indicatore si attesta a 46,9 punti, meglio dei 46,6 punti delle stime flash e dei 46,5 punti di marzo, ma, per il 20esimo mese consecutivo, rimane sotto la soglia dei 50 punti che separa le fasi di espansione da quelle di contrazione economica.
L'euro chiude in ribasso a 1,3057 dollari e 129,69 yen sulla scia delle dichiarazioni del presidente della Bce, Mario Draghi, che si è detto pronto a abbassare nuovamente il costo del denaro, se necessario. I positivi dati sul mercato del lavoro Usa diffusi venerdì scorso continuano a trainare il biglietto verde, che avanza a quota 99,31 sullo yen. Seduta in rialzo, si diceva, nell'area Asia Pacifico per le Borse che si lasciano guidare dai titoli minerari. Chiusa Tokyo, gli scambi di Hong Kong terminano in rialzo dello 0,99%. Simile anche la chiusura di Shanghai, con l'indice Composite che segna +1,16%.
Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio - che ha trattato a lungo sopra 96 dollari al barile dopo i raid israeliani in Siria - è poi ridisceso: il Wti è praticamente invariato a 95,6 dollari. Comunque i valori dell'oro nero, secondo un broker, "dovrebbero rimanere elevati fino all'allentarsi delle tensioni in Medio Oriente, anche per l'ipotesi di eventuali problemi per la produzione o le spedizioni del petrolio". Quanto all'oro, il metallo prezioso tratta a 1.467 dollari l'oncia, in rialzo dello 0,2%.