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La Bce finanzia i graffiti sul cantiere
e apre alla contestazione degli artisti

La Banca centrale europea ha messo a disposizione circa 10mila euro per contribuire a un progetto di arte popolare guidato da operatori sociali al servizio del comune di Francoforte. La città approva, mentre i graffittari sono sorpresi: "Sembra di fare un patto con il diavolo"

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BERLINO - La Banca centrale europea è ormai abituata a sentirsi sotto tiro, nel mirino di ogni critica. Critiche degli ortodossi monetaristi stile Bundesbank, o critiche di movimenti radicali stile no global. E adesso che la sua nuova sede è in avanzato stato di costruzione a Francoforte, nella zona dei vecchi mercati generali di Markthalle si è decisa a un gesto di apertura agli ambienti più anticonvenzionali della società di oggi. Cioè ai "graffitari", i giovani artisti improvvisati che con le bombolette spray (e spesso con alta competenza tecnica e artistica) imbrattano o decorano, a seconda dei punti di vista, muri dei palazzi delle metropoli di oggi, vagoni delle metropolitane, tram, autobus, muri di cinta o qualsiasi altro obiettivo.

Sembrerà strano, ma la Bce ha messo a disposizione circa 10mila euro per contribuire a un progetto di arte popolare guidato da operatori sociali al servizio del comune di Francoforte, come Stefan Mohr. Dipingete liberi, giovani graffitari, dite la vostra sull'eurocrisi con murales sulle pareti di cinta del grande cantiere della Bce. E' un vero e proprio bando di concorso: il lungo muro di cinta che protegge sulla strada il cantiere dove è in costruzione l'enorme grattacielo sede futura della Bce è la tela offerta ai giovani artisti per dare sfogo alla loro immaginazione. Per cui i giovani graffitari, abituati a dipingere di notte, sempre temendo pattuglie della polizia, vigilantes o telecamere di sorveglianza, questa volta operano alla luce del sole in piena legalità. Il lungo muro di recinzione del cantiere della nuova Eurotower (quella vecchia, nel centro di Francoforte, è ormai troppo piccola e logisticamente inadeguata ai compiti dell'istituto) è già colmo dei murales più diversi.

Le foto del cantiere.

In uno dei disegni il presidente della Bce, l'italiano Mario Draghi, è raffigurato come James Bond nel film "Casino royal", sorride con accanto la sua inseparabile pistola automatica Walther o Glogg, e accanto a lui è raffigurata nientemeno che la cancelliera Angela Merkel, ma sexy e in abiti succinti come si conviene a una "Bond girl". In un altro mural Draghi appare come una macchinetta, di quelle che nei parchi di divertimenti distribuiscono caramelle o cioccolatini inserendovi monete. Lui però distribuisce lingotti d'oro. Altri graffiti sono più contestatari, denunciano il potere del denaro, o raffigurano i signori dell'euro nelle ben poco lusinghiere sembianze del Gollum - lo Hobbit degenerato de "Il signore degli anelli" - che sogghigna stringendo in pugno il suo prezioso e potentissimo anello d'oro.

Le reazioni della gente sono positive. "Io di solito sono d'accordo più con le scelte della Bce che non con chi la contesta", dichiara al Wall Street Journal-tv online Beate Goebel, "ma è bello dare così agli artisti la possibilità di mostrare il loro talento". D'accordo un anziano abitante della zona, il pensionato Robert Westerink: "Mi piace, ho tempo e vengo spesso a passeggiare qui e a guardarmi i murales, è una bella idea di interazione tra la Bce e la città, specie i suoi ambienti giovanili".

Chi si pone scrupoli morali, ma poi li supera pur di dipingere, sono alcuni dei giovani graffitari. Specie quelli che vengono dall'Europa mediterranea in crisi, come Jorge Labrana: "Dipingere murales col sostegno della Bce è quasi far patti col diavolo, però che soddisfazione". Resta aperta la risposta all'interrogativo, che fine farà l'arte murale dei contestatori sponsorizzati dalla Bce quando la nuova sede sarà aperta e il muro di cinta verrà abbattuto. Finora è stato soltanto deciso di salvare almeno uno dei murales. Ritrae due galli da combattimento in lotta l'un contro l'altro. Chi sa a chi allude, se al confronto tra Francia e Germania, a quello tra Nord iperrigorista e Sud iperindebitato dell'eurozona, o magari a Mario Draghi e al suo rivale al vertice dell'Eurotower, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Che ognuno scelga la risposta che preferisce.