La Polonia "chiama" i giovani italiani
"Venite, siamo un Paese in crescita"
dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI
In vista della visita ufficiale, giovedì prossimo a Varsavia di Enrico Letta, il vice premier polacco parla delle prospettive economiche dello Stato: "La domanda interna è solida, siamo una location attraente e vogliamo entrare nell'euro"
BERLINO - "La Polonia è un paese con solide basi economiche, produce quasi il 40 per cento del pil nell'Europa centro-orientale. I giovani europei, compresi italiani o spagnoli, sono benvenuti, contribuiscono col loro talento al dinamismo della nostra economia. Venite in Polonia, giovani italiani, il nostro paese può essere il vostro trampolino di lancio nel lavoro". Parla così, con Repubblica, il vicepremier e ministro dell'Economia polacco, Janusz Piechocinski, dopo il reportage su Wroclaw, location di eccellenze delle multinazionali e nuovo domicilio per 2000-2500 giovani italiani qualificati. Temi che saranno sul tavolo anche giovedì prossimo in occasione della visita ufficiale a Varsavia del presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta al primo ministro polacco Donald Tusk.
Ministro, che cosa offrite alla Ue e ai suoi giovani in cerca di lavoro?
Siamo uno dei paesi più grandi della Ue, con un vasto mercato interno dove la domanda r…
Ministro, che cosa offrite alla Ue e ai suoi giovani in cerca di lavoro?
Siamo uno dei paesi più grandi della Ue, con un vasto mercato interno dove la domanda r…
BERLINO - "La Polonia è un paese con solide basi economiche, produce quasi il 40 per cento del pil nell'Europa centro-orientale. I giovani europei, compresi italiani o spagnoli, sono benvenuti, contribuiscono col loro talento al dinamismo della nostra economia. Venite in Polonia, giovani italiani, il nostro paese può essere il vostro trampolino di lancio nel lavoro". Parla così, con Repubblica, il vicepremier e ministro dell'Economia polacco, Janusz Piechocinski, dopo il reportage su Wroclaw, location di eccellenze delle multinazionali e nuovo domicilio per 2000-2500 giovani italiani qualificati. Temi che saranno sul tavolo anche giovedì prossimo in occasione della visita ufficiale a Varsavia del presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta al primo ministro polacco Donald Tusk.
Ministro, che cosa offrite alla Ue e ai suoi giovani in cerca di lavoro?
Siamo uno dei paesi più grandi della Ue, con un vasto mercato interno dove la domanda resta alta, la nostra presenza nella Ue è percepita come fattore che limita rischi politici, sociali ed economici. L'economia polacca si rivela ben protetta contro gli effetti della recessione globale. Gestione prudente, politica finanziaria equilibrata, grande diversità dei comparti industriali, ci hanno permesso di venire a capo della crisi con molto più successo rispetto alla maggior parte dei paesi sviluppati.
La maggioranza dei paesi dell'eurozona e della Ue però affrontano la recessione, e voi?
Nonostante la situazione poco favorevole sui mercati mondiali, continuiamo a essere uno dei paesi-leader della Ue per quanto riguarda la crescita del prodotto interno lordo. Gli osservatori internazionali valutano in modo positivo le nostre prospettive di sviluppo: nonostante le previsioni di crescita per l'intera Ue siano al livello dello 0,1 per cento, quelle sul tasso di sviluppo economico polacco oscillano tra l'1,1 e l'1,7 per cento. Ciò è dovuto tra l'altro al consolidamento fiscale e al sostegno agli investitori.
Cosa offrite a chi investe da voi?
Una priorità del governo è mantenere il ruolo della Polonia come location attraente per gli investitori stranieri. Estendere il regime particolare delle zone economiche speciali fino al 2026 può rivelarsi fondamentale. Credo sia anche necessario elaborare nuovi principi di appoggio pubblico nell'ambito del Programma di sostegno agli investimenti significativi per l'economia nazionale nel decennio 2011-2020. Continuiamo, insisto, a essere una location attraente. E per questo teniamo così tanto ad appoggiare le grandi imprese straniere che vogliono investire da noi e assumere i migliori specialisti di tutta Europa, Italia compresa. Invito calorosamente i giovani a venire in Polonia: per molti giovani italiani il nostro paese può fare da trampolino di lancio per il lavoro; insieme possiamo fare di più, non solo nello spazio europeo.
Non è rischioso affidarsi soprattutto a investimenti esteri?
Negli ultimi anni, a seguito del nostro sostegno attivo agli investimenti, siamo diventati (grazie a progetti di aziende asiatiche) un paese leader nella produzione di schermi Lcd e di elettrodomestici. L'industria automobilistica va bene, producendo soprattutto auto piccole e medie. L'aumento costante della nostra competitività ha portato a uno sviluppo molto dinamico dei servizi moderni basati sulle tecnologie informatiche.
Non temete di dipendere troppo dal capitale straniero, che oggi viene e domani può delocalizzare, lasciarvi?
La presenza di imprese internazionali in Polonia rafforza il nostro mercato del lavoro con l'afflusso di personale europeo qualificato. Sempre più giovani vengono da noi da altri paesi europei, per acquistare esperienza e continuare poi a fare carriera, magari proprio da noi. Ciò anche grazie alla nostra posizione geografica centrale in Europa.
Varsavia non è nell'eurozona, ma ha o sta per avere i numeri in regola per entrarci. Ma l'euro piace sempre meno alle opinioni pubbliche europee, non temete di rimetterci entrando?
L'introduzione della moneta unica sarà sicuramente un incentivo per i giovani, per restare a lavorare da noi. L'ingresso nell'Ume ci garantirà molti vantaggi, come ad esempio costi ridotti per le transazioni e meno rischi di cambio. Lo noteranno soprattutto gli imprenditori affrontando minori costi operativi. Specie aziende che lavorano su larga scala con multinazionali. Sarà anche un incentivo per gli investitori polacchi e stranieri a scegliere la Polonia come location.
Non è un gioco facile, visto l'ammontare dei fondi europei versati alla Polonia?
Per mantenere l'alto tasso di crescita economica sono sicuramente importanti i dondi europei. Dal 2014 al 2020 potremo ottenere quasi 73 miliardi di euro, che utilizzeremo per appoggiare progetti innovativi, migliorare la competitività di comparti selezionati, promuovere l'efficienza energetica, e sviluppare trasporti, comunicazioni, infrastrutture.
Ministro, che cosa offrite alla Ue e ai suoi giovani in cerca di lavoro?
Siamo uno dei paesi più grandi della Ue, con un vasto mercato interno dove la domanda resta alta, la nostra presenza nella Ue è percepita come fattore che limita rischi politici, sociali ed economici. L'economia polacca si rivela ben protetta contro gli effetti della recessione globale. Gestione prudente, politica finanziaria equilibrata, grande diversità dei comparti industriali, ci hanno permesso di venire a capo della crisi con molto più successo rispetto alla maggior parte dei paesi sviluppati.
La maggioranza dei paesi dell'eurozona e della Ue però affrontano la recessione, e voi?
Nonostante la situazione poco favorevole sui mercati mondiali, continuiamo a essere uno dei paesi-leader della Ue per quanto riguarda la crescita del prodotto interno lordo. Gli osservatori internazionali valutano in modo positivo le nostre prospettive di sviluppo: nonostante le previsioni di crescita per l'intera Ue siano al livello dello 0,1 per cento, quelle sul tasso di sviluppo economico polacco oscillano tra l'1,1 e l'1,7 per cento. Ciò è dovuto tra l'altro al consolidamento fiscale e al sostegno agli investitori.
Cosa offrite a chi investe da voi?
Una priorità del governo è mantenere il ruolo della Polonia come location attraente per gli investitori stranieri. Estendere il regime particolare delle zone economiche speciali fino al 2026 può rivelarsi fondamentale. Credo sia anche necessario elaborare nuovi principi di appoggio pubblico nell'ambito del Programma di sostegno agli investimenti significativi per l'economia nazionale nel decennio 2011-2020. Continuiamo, insisto, a essere una location attraente. E per questo teniamo così tanto ad appoggiare le grandi imprese straniere che vogliono investire da noi e assumere i migliori specialisti di tutta Europa, Italia compresa. Invito calorosamente i giovani a venire in Polonia: per molti giovani italiani il nostro paese può fare da trampolino di lancio per il lavoro; insieme possiamo fare di più, non solo nello spazio europeo.
Non è rischioso affidarsi soprattutto a investimenti esteri?
Negli ultimi anni, a seguito del nostro sostegno attivo agli investimenti, siamo diventati (grazie a progetti di aziende asiatiche) un paese leader nella produzione di schermi Lcd e di elettrodomestici. L'industria automobilistica va bene, producendo soprattutto auto piccole e medie. L'aumento costante della nostra competitività ha portato a uno sviluppo molto dinamico dei servizi moderni basati sulle tecnologie informatiche.
Non temete di dipendere troppo dal capitale straniero, che oggi viene e domani può delocalizzare, lasciarvi?
La presenza di imprese internazionali in Polonia rafforza il nostro mercato del lavoro con l'afflusso di personale europeo qualificato. Sempre più giovani vengono da noi da altri paesi europei, per acquistare esperienza e continuare poi a fare carriera, magari proprio da noi. Ciò anche grazie alla nostra posizione geografica centrale in Europa.
Varsavia non è nell'eurozona, ma ha o sta per avere i numeri in regola per entrarci. Ma l'euro piace sempre meno alle opinioni pubbliche europee, non temete di rimetterci entrando?
L'introduzione della moneta unica sarà sicuramente un incentivo per i giovani, per restare a lavorare da noi. L'ingresso nell'Ume ci garantirà molti vantaggi, come ad esempio costi ridotti per le transazioni e meno rischi di cambio. Lo noteranno soprattutto gli imprenditori affrontando minori costi operativi. Specie aziende che lavorano su larga scala con multinazionali. Sarà anche un incentivo per gli investitori polacchi e stranieri a scegliere la Polonia come location.
Non è un gioco facile, visto l'ammontare dei fondi europei versati alla Polonia?
Per mantenere l'alto tasso di crescita economica sono sicuramente importanti i dondi europei. Dal 2014 al 2020 potremo ottenere quasi 73 miliardi di euro, che utilizzeremo per appoggiare progetti innovativi, migliorare la competitività di comparti selezionati, promuovere l'efficienza energetica, e sviluppare trasporti, comunicazioni, infrastrutture.