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Pil Italia, sette trimestri in calo: è record.
La Francia torna in recessione

A fine marzo perso il 2,3% sul 2012 L'economia italiana è in rosso da giugno 2011, la serie più lunga mai rilevata dall'Istat. Si attenua la discesa rispetto alla fine dello scorso anno, ma i numeri dell'istituto di statistica sono ancora peggiori delle attese degli economisti. Pesanti industria e servizi, cresce l'agricoltura. La Francia entra in recessione
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MILANO - L'Italia non riesce a rialzare la testa e resta in profonda recessione. Nel primo trimestre 2013, il Pil è caduto dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,3% sullo stesso periodo dello scorso anno: è il settimo trimestre consecutivo in calo. Una recessione così lunga non si era verificata dal primo trimestre del 1990, ma soprattutto significa che l'Italia non registra alcuna crescita economica dalla seconda metà del 2011. Peggio: ancora una volta i dati rilevati dall'Istat sono più negativi delle attese degli economisti. Gli addetti ai lavori avevano previsto un calo dello 0,4% rispetto alla fine dello scorso anno e del 2,2% sui primi tre mesi del 2012. A fine marzo, quindi, la variazione acquisita per l'anno in corso è dell'1,5%, in negativo: si tratta del calo del Pil in assenza di qualunque aggiustamento fino da qui alla fine dell'anno.

L'unico aspetto positivo rilevato dalle stime dell'Istat è l'attenuarsi del calo…
MILANO - L'Italia non riesce a rialzare la testa e resta in profonda recessione. Nel primo trimestre 2013, il Pil è caduto dello 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti e del 2,3% sullo stesso periodo dello scorso anno: è il settimo trimestre consecutivo in calo. Una recessione così lunga non si era verificata dal primo trimestre del 1990, ma soprattutto significa che l'Italia non registra alcuna crescita economica dalla seconda metà del 2011. Peggio: ancora una volta i dati rilevati dall'Istat sono più negativi delle attese degli economisti. Gli addetti ai lavori avevano previsto un calo dello 0,4% rispetto alla fine dello scorso anno e del 2,2% sui primi tre mesi del 2012. A fine marzo, quindi, la variazione acquisita per l'anno in corso è dell'1,5%, in negativo: si tratta del calo del Pil in assenza di qualunque aggiustamento fino da qui alla fine dell'anno.

L'unico aspetto positivo rilevato dalle stime dell'Istat è l'attenuarsi del calo rispetto all'ultimo trimestre 2012 (-0,9% sul periodo luglio-settembre) e sull'anno precedente (-2,3% contro il -2,8%). Nel dettaglio, il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto nei comparti dell'industria e dei servizi e di un aumento nel settore dell'agricoltura.

La debolezza dell'Italia  risulta ancora peggiore se confrontata con le performance dei Paesi anglosassoni. Nel confronto con il trimestre precedente, il Pil Usa è salito dello 0,6% e quello inglese dello 0,3%. In Europa, invece, si mette in evidenza il lieve progresso della Germania (+0,1%), seppure sotto le attese, che si confronta con l'ingresso in recessione della Francia in  calo dello 0,2%. Si tratta della seconda recessione in un anno. L'ingresso della Francia in zona recessione "non è una sorpresa": è "largamente dovuto al contesto dell'area euro", sono state le parole del ministro dell'economia francese Pierre Moscovici, che ha assicurato che il Paese manterrà al tempo stesso la previsione di una crescita dello 0,1% nel 2013 e il suo obiettivo di invertire la curva della disoccupazione entro l'anno.

Eurozona.  Nel primo trimestre 2013 il Pil è diminuito dello 0,2% nell'Eurozona (Ue a 17) e dello 0,1% nella Ue a 27, rispetto al trimestre precedente. Nel quarto trimestre 2012, secondo le stime di eurostat, i tassi di crescita erano rispettivamente pari a -0,6% e -0,5%. Nel confronto con il primo trimestre 2012 il Pil (al netto delle variazioni stagionali) è sceso nel primo quarto 2013 dell'1% nell'area euro e dello 0,7% nella Ue27, dopo i -0,9% e -0,6% del quarto trimestre 2012.