Economia

Il Qatar sale al 40% di Porta Nuova
e scommette sull'edilizia italiana

Il nuovo complesso è valutato due miliardi di euro, ma gran parte degli spazi sono rimasti invenduti. L'operazione verrà completata attraverso un aumento di capitale. Il fondo arabo aveva già rilevato i resort della Costa Smeralda

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MILANO - Il Qatar scommette sul real estate made in Italy. Dopo aver rilevato i resort della Costa Smeralda il fondo d'investimento dell'emirato, Qatar Holding, ha comprato il 40% del progetto di sviluppo immobiliare Porta Nuova a Milano: un'operazione che sarà completata attraverso un aumento di capitale. L'annuncio è arrivato da un comunicato congiunto del gruppo arabo e di Hines Italia Sgr che manterrà il 60% del capitale.

"L'investimento di Qatar Holding in Porta Nuova - spiega una nota - diversifica il portafoglio in generale e aumenta la presenza nel mercato immobiliare italiano in particolare. Il progetto imprimerà una trasformazione radicale per il paese e creerà valore per tutti soggetti coinvolti". Il controvalore dell'operazione non è stato reso noto, ma il valore di mercato di Porta Nuova si aggira intorno ai due miliardi di euro. L'operazione rientra perfettamente nella striscia di investimenti portati avanti nel settore edilizio europeo dal Qatar che tra il 2011 e il 2012 ha collocato più di 3,5 miliardi di euro concentrandosi soprattutto su complessi commerciali di alta fascia, a cominciare dal distretto finanziario di Londra e dagli hotel di lusso della City. 

Jeff Hines, presidente e ceo di Hines, ha commentato l'intesa spiegando che "nuova rappresenta uno dei più importanti progetti di sviluppo immobiliare per il nostro gruppo e per i nostri investitori. Hines ha investito nel futuro dell'Italia, non solo con Porta Nuova, ma anche costituendo un'importante piattaforma domestica di investimento e di gestione per conto di investitori nazionali ed internazionali". Il progetto è, infatti, inserito in tre fondi immobiliari gestiti da Hines Italia Sgr.

A spingere per la vendita, però, potrebbe essere la crisi economica che sta zavorrando l'intero mercato edilizio. Lo scorso anno la vendita di uffici è calata del 28% rispetto al 2007, ultimo anno prima della crisi con la quota di spazi non residenziali rimasti vuoti che è salita all'11,6%. Per il momento, Hines avrebbe venduto circa la metà dei nuovi appartamenti e circa il 60% degli spazi destinati all'uso d'ufficio: rilevato, peraltro, da Unicredit, tra i principali finanziatori del piano.