LONDRA - Sembra una delle professioni più piene di glamour che esistano, forse una volta lo era davvero e in certi casi magari lo è ancora. Ma a parte i rischi, le responsabilità e lo stress che, al di là dello stereotipo, comporta per chi la pratica, fare la hostess può diventare qualche volta una forma di schiavitù. E' l'accusa che una parlamentare britannica ha sollevato in un'interrogazione alla camera dei Comuni nei confronti della Ryanair, la compagnia di voli a basso costo più grande d'Europa. Lo "spietato sfruttamento" delle attendenti del cielo (e degli steward che come loro fanno parte dell'equipaggio) è una delle ragioni che hanno permesso all'azienda irlandese di realizzare profitti da record di quasi mezzo miliardo di sterline (circa 600 milioni di euro), afferma la deputata laburista Luciana Berger.
Tutto nasce dall'esposto che una hostess della Ryanair, Sophie Growcoot, 20 anni, ha fatto recentemente al membro del parlamento di Westminster. La hostess ha vuotato il sacco sulle condizioni di lavoro a cui è costretta dalla compagnia: ogni anno è obbligata a prendere tre mesi di ferie non pagate, in inverno per di più, durante i quali ha la proibizione di cercare un altro impiego; prima di essere assunta ha dovuto pagare di tasca propria 360 sterline per acquistare l'uniforme di bordo; ha dovuto pagare altre 1.800 sterline per seguire un corso obbligatorio sulle misure di sicurezza; viene pagata soltanto per le ore in cui lavora "in aria", mentre non riceve alcun salario per i briefing prima dei voli, per gli spostamenti tra un volo e l'altro e per altri incontri e riunioni a terra, né per il tempo perduto a terra a causa di voli cancellati o ritardi.
Inoltre viene pagata soltanto per quattro giorni di lavoro alla settimana, ma nel quinto deve rimanere "a disposizione" per chiamate di emergenza a cui deve essere in grado di rispondere presentandosi eventualmente al lavoro nel giro di un'ora. Una volta ha ricevuto una chiamata del genere alle 4 del mattino, ha dovuto prendere un taxi per raggiungere l'aeroporto perché a quell'ora non funzionavano i trasporti pubblici, ha speso 10 sterline per la corsa, ma poi il volo è stato annullato perché non c'erano abbastanza passeggeri. E' stata rimandata a casa senza ricevere un soldo, nemmeno il rimborso del taxi, e senza che nessuno le chiedesse nemmeno scusa.
A ciò si aggiunge che il salario medio è di soltanto 13 sterline lorde (meno di 15 euro) all'ora, senza possibilità di aumenti per almeno tre anni. Un portavoce della Ryanair commenta che la hostess in questione non è una dipendente diretta dell'azienda, ma lavora per una sussidiaria, la Crelink Inc., che fornisce talvolta personale alla compagnia aerea, definendo dunque "false" le accuse pronunciate dalla parlamentare del Labour. Magari nello sfogo della "signorina dei cieli", come le chiamavano un tempo, ci sarà qualche inesattezza, ma il quotidiano Independent le dedica oggi una pagina con un titolo ironico: "Vieni a lavorare per la Ryanair! Girerai il mondo! E sarai pagato solo nove mesi all'anno!" Sfruttamento o no, come minimo questa storia sembra la prova che spesso fare la hostess non corrisponde all'idea di glamour che si fanno molti passeggeri su questo mestiere.
Tutto nasce dall'esposto che una hostess della Ryanair, Sophie Growcoot, 20 anni, ha fatto recentemente al membro del parlamento di Westminster. La hostess ha vuotato il sacco sulle condizioni di lavoro a cui è costretta dalla compagnia: ogni anno è obbligata a prendere tre mesi di ferie non pagate, in inverno per di più, durante i quali ha la proibizione di cercare un altro impiego; prima di essere assunta ha dovuto pagare di tasca propria 360 sterline per acquistare l'uniforme di bordo; ha dovuto pagare altre 1.800 sterline per seguire un corso obbligatorio sulle misure di sicurezza; viene pagata soltanto per le ore in cui lavora "in aria", mentre non riceve alcun salario per i briefing prima dei voli, per gli spostamenti tra un volo e l'altro e per altri incontri e riunioni a terra, né per il tempo perduto a terra a causa di voli cancellati o ritardi.
Inoltre viene pagata soltanto per quattro giorni di lavoro alla settimana, ma nel quinto deve rimanere "a disposizione" per chiamate di emergenza a cui deve essere in grado di rispondere presentandosi eventualmente al lavoro nel giro di un'ora. Una volta ha ricevuto una chiamata del genere alle 4 del mattino, ha dovuto prendere un taxi per raggiungere l'aeroporto perché a quell'ora non funzionavano i trasporti pubblici, ha speso 10 sterline per la corsa, ma poi il volo è stato annullato perché non c'erano abbastanza passeggeri. E' stata rimandata a casa senza ricevere un soldo, nemmeno il rimborso del taxi, e senza che nessuno le chiedesse nemmeno scusa.
A ciò si aggiunge che il salario medio è di soltanto 13 sterline lorde (meno di 15 euro) all'ora, senza possibilità di aumenti per almeno tre anni. Un portavoce della Ryanair commenta che la hostess in questione non è una dipendente diretta dell'azienda, ma lavora per una sussidiaria, la Crelink Inc., che fornisce talvolta personale alla compagnia aerea, definendo dunque "false" le accuse pronunciate dalla parlamentare del Labour. Magari nello sfogo della "signorina dei cieli", come le chiamavano un tempo, ci sarà qualche inesattezza, ma il quotidiano Independent le dedica oggi una pagina con un titolo ironico: "Vieni a lavorare per la Ryanair! Girerai il mondo! E sarai pagato solo nove mesi all'anno!" Sfruttamento o no, come minimo questa storia sembra la prova che spesso fare la hostess non corrisponde all'idea di glamour che si fanno molti passeggeri su questo mestiere.