Borse europee caute con Wall Street.
Lo spread risale verso 255 punti base
di GIULIANO BALESTRERI
Dopo il rally delle ultime seduta i mercati tirano il fiato in attesa della pubblicazione dei verbali dell'ultima riunione del Fomc e dell'audizione al Congresso di Ben Bernanke. Milano chiude in rosso di mezzo punto. Al via la due giorni della Banca del Giappone. Il rendimento dei decennali risale oltre il 3,9%
MILANO - Seduta debole per le Borse del Vecchio continente in attesa di evoluzioni in arrivo dal Giappone e dagli Stati Uniti. In assenza di dati macroeconomici di rilievo si attende la conclusione della riunione di due giorni della Banca del Giappone chiamata a confermare la sua politica espansiva, ma che domani potrebbe fornire aggiornamenti sulla situazione economica del Paese. Sull'altra sponda dell'Atlantico si aspettano - sempre per domani - la pubblicazione dei verbali dell'ultima seduta del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, e l'audizione al Congresso del presidente della Banca centrale Usa, Ben Bernanke. La sensazione tra gli addetti ai lavori è che si spinga verso un progressivo abbandono delle politiche di austerity ancora adottate in Europa che hanno sollevato la recente polemica tra il premio Nobel Paul Krugman e l'economista Alberto Alesina.
In questo contesto a Milano, dopo lo stacco delle cedole che ieri hanno pesato per l'1,6% del listino, Piazza…
In questo contesto a Milano, dopo lo stacco delle cedole che ieri hanno pesato per l'1,6% del listino, Piazza…
MILANO - Seduta debole per le Borse del Vecchio continente in attesa di evoluzioni in arrivo dal Giappone e dagli Stati Uniti. In assenza di dati macroeconomici di rilievo si attende la conclusione della riunione di due giorni della Banca del Giappone chiamata a confermare la sua politica espansiva, ma che domani potrebbe fornire aggiornamenti sulla situazione economica del Paese. Sull'altra sponda dell'Atlantico si aspettano - sempre per domani - la pubblicazione dei verbali dell'ultima seduta del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, e l'audizione al Congresso del presidente della Banca centrale Usa, Ben Bernanke. La sensazione tra gli addetti ai lavori è che si spinga verso un progressivo abbandono delle politiche di austerity ancora adottate in Europa che hanno sollevato la recente polemica tra il premio Nobel Paul Krugman e l'economista Alberto Alesina.
In questo contesto a Milano, dopo lo stacco delle cedole che ieri hanno pesato per l'1,6% del listino, Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,45%, con Mediaset tra le più colpite dalle vendite dopo l'underperform di Bernstein. Nel resto del Vecchio continente i listini chiudono in ordine sparso: Londra guadagna mezzo punto, Parigi lo 0,1% e Francoforte è di fatto invariata. Incerta Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,1%, l'S&P 500 è invariato, mentre il Nasdaq arretra dello 0,1% in attesa delle parole di Bernanke. In difficoltà Apple, al centro del caso sull'elusione fiscale. Sul fronte macroeconomico si registra il calo dei prezzi alla produzione, scesi in Germania dello 0,2% rispetto al precedente mese di marzo. Su base annua, invece, si è registrato un aumento dello 0,1%. In Gran Bretagna, invece, l'inflazione è aumentata dello 0,2% mensile ad aprile e la variazione dei prezzi annua si porta così al 2,4%. L'euro chiude sopra 1,28 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,2873. Lo yen torna invece a scendere sulla prospettiva che la BoJ non tiri il freno sull'allentamento fa arretrare la divisa nipponica a 132,07 sull'euro e a 102,60 sul dollaro.
Dai dati diffusi dall'Ocse è emersa nel frattempo tutta la debolezza dell'economica italiana. Nei primi tre mesi dell'anno il Pil dell'area Ocse è infatti salito dello 0,4% sul trimestre precedente, ma nel Belpaese l'economia si è contratta dello 0,5%. Ancor più netto il tracollo annuo: -2,3%, peggior performance tra i Paesi del G7. Ciononostante lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si è mantenuto a livelli moderati, anche se oggi si registra un leggero aumento a 253 punti base con i titoli italiani che sono scambiati con un rendimento del 3,9%. Il Tesoro spagnolo ha intanto collocato titoli a tre mesi per 892 milioni di euro e titoli a nove mesi per 2,62 miliardi di euro e i rendimenti sono leggermente saliti.
La Borsa di Tokyo, in mattinata, ha tirato il fiato, ma ha comunque aggiornato i massimi degli ultimi 5 anni e mezzo chiudendo, grazie all'allungo nel finale sostenuto proprio dalla debolezza dello yen, in rialzo dello 0,13%. L'indice Nikkei sale così di 20,21 punti, a quota 15.381,02, nel giorno dell'avvio del board monetario di due giorni della Bank of Japan (BoJ) che domani, mantenendo ferma la politica di allentamento ultra espansivo, potrebbe annunciare l'aggiornamento dei giudizi sull'economia in scia alla ripresa di consumi ed esportazioni.
Sul fronte delle materie prime - dopo un iniziale recupero - arretrano tanto l'oro che il petrolio. Il primo, alla chisura dei mercati Ue, cede oltre un punto percentuale a 1.365 dollari l'oncia, mentre l'oro nero Wti passa di mano sotto quota 96 dollari al barile.
In questo contesto a Milano, dopo lo stacco delle cedole che ieri hanno pesato per l'1,6% del listino, Piazza Affari chiude in ribasso dello 0,45%, con Mediaset tra le più colpite dalle vendite dopo l'underperform di Bernstein. Nel resto del Vecchio continente i listini chiudono in ordine sparso: Londra guadagna mezzo punto, Parigi lo 0,1% e Francoforte è di fatto invariata. Incerta Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,1%, l'S&P 500 è invariato, mentre il Nasdaq arretra dello 0,1% in attesa delle parole di Bernanke. In difficoltà Apple, al centro del caso sull'elusione fiscale. Sul fronte macroeconomico si registra il calo dei prezzi alla produzione, scesi in Germania dello 0,2% rispetto al precedente mese di marzo. Su base annua, invece, si è registrato un aumento dello 0,1%. In Gran Bretagna, invece, l'inflazione è aumentata dello 0,2% mensile ad aprile e la variazione dei prezzi annua si porta così al 2,4%. L'euro chiude sopra 1,28 dollari: la moneta europea passa di mano a 1,2873. Lo yen torna invece a scendere sulla prospettiva che la BoJ non tiri il freno sull'allentamento fa arretrare la divisa nipponica a 132,07 sull'euro e a 102,60 sul dollaro.
Dai dati diffusi dall'Ocse è emersa nel frattempo tutta la debolezza dell'economica italiana. Nei primi tre mesi dell'anno il Pil dell'area Ocse è infatti salito dello 0,4% sul trimestre precedente, ma nel Belpaese l'economia si è contratta dello 0,5%. Ancor più netto il tracollo annuo: -2,3%, peggior performance tra i Paesi del G7. Ciononostante lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni, si è mantenuto a livelli moderati, anche se oggi si registra un leggero aumento a 253 punti base con i titoli italiani che sono scambiati con un rendimento del 3,9%. Il Tesoro spagnolo ha intanto collocato titoli a tre mesi per 892 milioni di euro e titoli a nove mesi per 2,62 miliardi di euro e i rendimenti sono leggermente saliti.
La Borsa di Tokyo, in mattinata, ha tirato il fiato, ma ha comunque aggiornato i massimi degli ultimi 5 anni e mezzo chiudendo, grazie all'allungo nel finale sostenuto proprio dalla debolezza dello yen, in rialzo dello 0,13%. L'indice Nikkei sale così di 20,21 punti, a quota 15.381,02, nel giorno dell'avvio del board monetario di due giorni della Bank of Japan (BoJ) che domani, mantenendo ferma la politica di allentamento ultra espansivo, potrebbe annunciare l'aggiornamento dei giudizi sull'economia in scia alla ripresa di consumi ed esportazioni.
Sul fronte delle materie prime - dopo un iniziale recupero - arretrano tanto l'oro che il petrolio. Il primo, alla chisura dei mercati Ue, cede oltre un punto percentuale a 1.365 dollari l'oncia, mentre l'oro nero Wti passa di mano sotto quota 96 dollari al barile.