BERLINO - Centinaia e centinaia di giovani dell'Europa meridionale arriveranno da quest'estate in Germania per corsi di formazione professionale organizzati grazie a un programma finanziato dal governo federale. All'economia tedesca mancano infatti almeno trentamila posti di apprendista (l'apprendistato, che coincide con l'ultima fase degli studi, in Germania è di solito l'ingresso nella vita lavorativa) in diversi comparti, dall'industria alimentare ad altri.
Il programma, preannunciato nei giorni scorsi dalla Cancelliera Angela Merkel, prevede corsi di lingua, una partecipazione alle spese di viaggio, e un compenso aggiuntivo alla retribuzione offerta dai datori di lavoro agli apprendisti. La retribuzione dei giovani del sud Europa sarà quindi superiore a quella degli apprendisti tedeschi. Il programma lanciato dal governo federale si tradurrà (o dovrebbe tradursi, secondo la preferenza di Berlino) anche in accordi bilaterali tra la Germania stessa e i paesi mediterranei interessati. Oggi ad esempio la ministro del Lavoro Ursula von der Leyen firmerà a Madrid un accordo bilaterale in merito con la Spagna.
Il tema degli incentivi e aiuti ai giovani qualificati dell'Europa meridionale era stato annunciato e affrontato già la settimana scorsa, il 14 maggio, dalla cancelliera Angela Merkel in persona. Parlando alla conferenza sull'evoluzione demografica del paese, la capo dell'esecutivo aveva sottolineato che la Germania ha necessità assoluta di aprirsi il più possibile all'emigrazione qualificata. Nel 2025 infatti, dato che i tedeschi fanno sempre meno figli e che il numero dei pensionati in rapporto al totale della popolazione continua a crescere, nonostante la recente elevazione dell'età di pensionamento da 65 a 67 anni, nel 2025 mancheranno alla prima economia europea almeno sei milioni di lavoratori. Specie lavoratori qualificati. "Purtroppo resta molto complicato per i lavoratori stranieri venire a stabilirsi da noi", aveva detto Merkel criticando lentezze e ostacoli burocratici, e annunciando iniziative "per creare un clima di maggiore mobilità della forza lavoro nell'Unione europea".
Già attualmente, cioè senza il programma di incentivi ai giovani mediterranei proposto dalla cancelliera, l'immigrazione di giovani, specie qualificati, dal Sud Europa nella Repubblica federale è aumentata al massimo storico. L'arrivo di italiani è aumentato di oltre il 40 per cento. Nonostante il rallentamento della crescita economica, la Germania resta uno dei pochissimi paesi al mondo che in sostanza garantisce piena occupazione o quasi ai suoi giovani laureati o in possesso di equivalenti alte qualifiche di studio o professionali.
Il programma, preannunciato nei giorni scorsi dalla Cancelliera Angela Merkel, prevede corsi di lingua, una partecipazione alle spese di viaggio, e un compenso aggiuntivo alla retribuzione offerta dai datori di lavoro agli apprendisti. La retribuzione dei giovani del sud Europa sarà quindi superiore a quella degli apprendisti tedeschi. Il programma lanciato dal governo federale si tradurrà (o dovrebbe tradursi, secondo la preferenza di Berlino) anche in accordi bilaterali tra la Germania stessa e i paesi mediterranei interessati. Oggi ad esempio la ministro del Lavoro Ursula von der Leyen firmerà a Madrid un accordo bilaterale in merito con la Spagna.
Il tema degli incentivi e aiuti ai giovani qualificati dell'Europa meridionale era stato annunciato e affrontato già la settimana scorsa, il 14 maggio, dalla cancelliera Angela Merkel in persona. Parlando alla conferenza sull'evoluzione demografica del paese, la capo dell'esecutivo aveva sottolineato che la Germania ha necessità assoluta di aprirsi il più possibile all'emigrazione qualificata. Nel 2025 infatti, dato che i tedeschi fanno sempre meno figli e che il numero dei pensionati in rapporto al totale della popolazione continua a crescere, nonostante la recente elevazione dell'età di pensionamento da 65 a 67 anni, nel 2025 mancheranno alla prima economia europea almeno sei milioni di lavoratori. Specie lavoratori qualificati. "Purtroppo resta molto complicato per i lavoratori stranieri venire a stabilirsi da noi", aveva detto Merkel criticando lentezze e ostacoli burocratici, e annunciando iniziative "per creare un clima di maggiore mobilità della forza lavoro nell'Unione europea".
Già attualmente, cioè senza il programma di incentivi ai giovani mediterranei proposto dalla cancelliera, l'immigrazione di giovani, specie qualificati, dal Sud Europa nella Repubblica federale è aumentata al massimo storico. L'arrivo di italiani è aumentato di oltre il 40 per cento. Nonostante il rallentamento della crescita economica, la Germania resta uno dei pochissimi paesi al mondo che in sostanza garantisce piena occupazione o quasi ai suoi giovani laureati o in possesso di equivalenti alte qualifiche di studio o professionali.