MILANO - E' stata violenta, ma pare già archiviata la correzione dei mercati finanziari registrata giovedì scorso e durata - sulla Borsa di Tokyo - fino a ieri. In un clima che resta comunque volatile, viste le oscillazioni repentine degli indici e l'incertezza che domina sull'andamento delle materie prime, le Borse di tutto il mondo hanno registrato una seduta all'insegna degli acquisti dal Nikkei (+1,2% questa mattina) a Wall Street, passando per l'Europa. Le Borse del Vecchio continente si sono accodate - come Wall Street all'ottimismo dell'Asia sostenuto dall'indebolimento dello yen. Bene anche l'Italia soddisfatta per l'esito dell'asta di Ctz e Btp, alla vigilia dell'uscita dalla procedura per deficit eccessivo di Bruxelles. Un passaggio che permetterà di allentare - anche se non di molto - i cordoni del rigore di bilancio, seguendo l'invito della stessa Corte dei Conti, che ha additato l'austerity come principle ragione della crisi economica.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso la seduta guadagnando il 2,1% e consolidando i rialzi della giornata in scia a Wall Street. A trainare il listino è per il secondo giorno consecutivo Fiat, acquistata dopo l'accelerata sul dossier della fusione con Chrysler. Bene le banche, si guarda a Rcs, l'editore del Corriere della Sera, in rosso dopo la riunione del patto di sindacato e alla vigilia del consiglio di amministrazione che potrebbe ratificare l'accordo di ristrutturazione del debito, mentre si avvicina la cessione dei periodici del gruppo. Negli Usa gli investitori hanno brindato all'ondata di dati macroeconomici: l'indice manifatturiero della Fed di Chicago è sceso ad aprile di 0,5 punti rispetto al mese precedente. Quello Case-Shiller sui prezzi delle case è invece salito dell'1,4%, per un +10,9% annuo, picco dall'aprile 2006; la fiducia dei consumatori a maggio sale a 76,2 da 69, al livello più alto dal febbraio 2008. E così Wall Street è in netto rialzo: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones avanza dell'1,1%, l'S&P 500 l'1,2%, il Nasdaq l'1,3%. Segnali incoraggianti per la piazza finanziaria Usa sono arrivati anche da Moody's, che ha lazato l'outlook sul sistema bancario americano da "negativo" a "stabile".
Quanto all'Italia, dopo aver incassato la fiducia di Olli Rehn, che ha ufficializzato la richiesta di far uscire il Paese dalla procedura per deficit eccessivo - verrà presentata effettivamente domani a Bruxelles -, il Tesoro è tornato alla prova dei mercati in una tre giorni di aste cominciata oggi. Sono stati venduti tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz in asta, con scadenza dicembre 2014, con tassi in calo al minimo storico all' 1,113%, dall'1,167% dell'asta precedente. Assegnati poi 987 milioni di euro di Btp a 5 anni indicizzati all'inflazione ad un tasso dell'1,83%, anche in questo caso in calo. Domani toccherà ai Bot semestrali e giovedì sarà la prova del fuoco con i Btp a cinque e dieci anni per un massimo complessivo di 5,75 miliardi. Lo spread tra Btp e Bund si restringe a 253 punti base, con un rendimento per il decennale italiano al 4%. Sul fronte valutario, l'euro chiude in calo sotto quota 1,29 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2863 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,2949.
Positivi anche gli altri listini azionari del Vecchio Continente: il Ftse 100 di Londra sale dell'1,83%, il Cac 40 di Parigi cresce dell'1,39% e il Dax 30 di Francoforte registra un + 1,23%. I dati macroeconomici nell'agenda europea non hanno quindi spostato gli equilibri dei mercati: non hanno frenato gli acquisti nè il calo della fiducia dei consumatori francesi sceso a 79 punti, sotto le attese e ai minimi dal 2008, nè l'andamento dei mutui in Spagna che a marzo sono crollati del 34% sul 2012, ai nuovi minimi storici.
Dopo i rialzi dei giorni passati, si registra una correzione per l'oro che cede un punto percentuale: lo spot è scambiato a 1.380 dollari l'oncia. Il petrolio, dopo il ribasso della mattinata sui mercati asiatici, riprende fiato a New York fa segnare un rialzo dell'1,17% a 95,26 dollari al barile. Sull'andamento delle materie prime ha influito recentemente anche l'aspettativa per la crescita cinese. Il premier Li Keqiang ha spiegato - in un incontro con gli imprenditori tedeschi - che l'ex Celeste Impero ha di fronte "sfide importanti" nel cercare di mantenere un tasso di crescita annuale del 7% in questo decennio, meno del +10% registrato mediamente nella scorsa decade.
A Piazza Affari il Ftse Mib ha chiuso la seduta guadagnando il 2,1% e consolidando i rialzi della giornata in scia a Wall Street. A trainare il listino è per il secondo giorno consecutivo Fiat, acquistata dopo l'accelerata sul dossier della fusione con Chrysler. Bene le banche, si guarda a Rcs, l'editore del Corriere della Sera, in rosso dopo la riunione del patto di sindacato e alla vigilia del consiglio di amministrazione che potrebbe ratificare l'accordo di ristrutturazione del debito, mentre si avvicina la cessione dei periodici del gruppo. Negli Usa gli investitori hanno brindato all'ondata di dati macroeconomici: l'indice manifatturiero della Fed di Chicago è sceso ad aprile di 0,5 punti rispetto al mese precedente. Quello Case-Shiller sui prezzi delle case è invece salito dell'1,4%, per un +10,9% annuo, picco dall'aprile 2006; la fiducia dei consumatori a maggio sale a 76,2 da 69, al livello più alto dal febbraio 2008. E così Wall Street è in netto rialzo: alla chiusura dei mercati europei, il Dow Jones avanza dell'1,1%, l'S&P 500 l'1,2%, il Nasdaq l'1,3%. Segnali incoraggianti per la piazza finanziaria Usa sono arrivati anche da Moody's, che ha lazato l'outlook sul sistema bancario americano da "negativo" a "stabile".
Quanto all'Italia, dopo aver incassato la fiducia di Olli Rehn, che ha ufficializzato la richiesta di far uscire il Paese dalla procedura per deficit eccessivo - verrà presentata effettivamente domani a Bruxelles -, il Tesoro è tornato alla prova dei mercati in una tre giorni di aste cominciata oggi. Sono stati venduti tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz in asta, con scadenza dicembre 2014, con tassi in calo al minimo storico all' 1,113%, dall'1,167% dell'asta precedente. Assegnati poi 987 milioni di euro di Btp a 5 anni indicizzati all'inflazione ad un tasso dell'1,83%, anche in questo caso in calo. Domani toccherà ai Bot semestrali e giovedì sarà la prova del fuoco con i Btp a cinque e dieci anni per un massimo complessivo di 5,75 miliardi. Lo spread tra Btp e Bund si restringe a 253 punti base, con un rendimento per il decennale italiano al 4%. Sul fronte valutario, l'euro chiude in calo sotto quota 1,29 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,2863 dollari dopo aver toccato un massimo di 1,2949.
Positivi anche gli altri listini azionari del Vecchio Continente: il Ftse 100 di Londra sale dell'1,83%, il Cac 40 di Parigi cresce dell'1,39% e il Dax 30 di Francoforte registra un + 1,23%. I dati macroeconomici nell'agenda europea non hanno quindi spostato gli equilibri dei mercati: non hanno frenato gli acquisti nè il calo della fiducia dei consumatori francesi sceso a 79 punti, sotto le attese e ai minimi dal 2008, nè l'andamento dei mutui in Spagna che a marzo sono crollati del 34% sul 2012, ai nuovi minimi storici.
Dopo i rialzi dei giorni passati, si registra una correzione per l'oro che cede un punto percentuale: lo spot è scambiato a 1.380 dollari l'oncia. Il petrolio, dopo il ribasso della mattinata sui mercati asiatici, riprende fiato a New York fa segnare un rialzo dell'1,17% a 95,26 dollari al barile. Sull'andamento delle materie prime ha influito recentemente anche l'aspettativa per la crescita cinese. Il premier Li Keqiang ha spiegato - in un incontro con gli imprenditori tedeschi - che l'ex Celeste Impero ha di fronte "sfide importanti" nel cercare di mantenere un tasso di crescita annuale del 7% in questo decennio, meno del +10% registrato mediamente nella scorsa decade.