MILANO - Piccolo spiraglio di sereno sul mondo dell'economia italiana, che sta attraversando uno dei periodi più difficili della sua storia testimoniato dalle 3.500 procedure di fallimento già avviate nel corso del 2013. A maggio, segnala l'Istat, è cresciuto l'indice complessivo della fiducia delle imprese rispetto al mese precedente, in particolare grazie ai servizi di mercato. Resta il fatto che, considerando che la base dell'indice è il 2005 a quota 100, siamo ancora a livello di 79,8, seppure in crescita rispetto ai 74,9 punti di aprile.
Aumenta comunque l’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, passando da 87,9 di aprile a 88,5. I giudizi sugli ordini e le attese di produzione migliorano (i saldi aumentano da -45 a -44 e da -4 a -2, rispettivamente), e il dato relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -1 a 1. Quanto al settore delle costruzioni, il progresso è da 78,4 a 81,8 punti; migliorano sensibilimente - ma restano in valore assoluto negativi - in questo caso anche i guidizi sugli ordini e le attese occupazionali, passando rispettivamente da -51 a -49 e da -17 a -13.

(Istat)
Per quanto riguarda i servizi di mercato, che vanno dalle attività immobiliari alla vigilanza, passando per la selezione del personale e la ricerca, l'indice cresce in misura significativa, da 68,4 di aprile a 76,5. Migliorano i giudizi (da -32 a -25) e, meno sensibilmente, le attese (da -15 a -12) sugli ordini; migliorano anche le attese sull’andamento dell’economia in generale (da -56 a -42, il saldo). Nel commercio al dettaglio, infine, la fiducia sale da 78,1 di aprile a 80,5, sia per la grande distribuzione (da 68,8 a 70,3), che per la distribuzione tradizionale (da 88,6 a 91,4).
L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie indica un miglioramento dell’indicatore in tutti i principali raggruppamenti: in particolare, nei beni di consumo sale da 89,3 a 91,4, nei beni intermedi da 86,7 a 88,4 e nei beni strumentali da 86,5 a 87,1.
Aumenta comunque l’indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere, passando da 87,9 di aprile a 88,5. I giudizi sugli ordini e le attese di produzione migliorano (i saldi aumentano da -45 a -44 e da -4 a -2, rispettivamente), e il dato relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino passa da -1 a 1. Quanto al settore delle costruzioni, il progresso è da 78,4 a 81,8 punti; migliorano sensibilimente - ma restano in valore assoluto negativi - in questo caso anche i guidizi sugli ordini e le attese occupazionali, passando rispettivamente da -51 a -49 e da -17 a -13.
(Istat)
Per quanto riguarda i servizi di mercato, che vanno dalle attività immobiliari alla vigilanza, passando per la selezione del personale e la ricerca, l'indice cresce in misura significativa, da 68,4 di aprile a 76,5. Migliorano i giudizi (da -32 a -25) e, meno sensibilmente, le attese (da -15 a -12) sugli ordini; migliorano anche le attese sull’andamento dell’economia in generale (da -56 a -42, il saldo). Nel commercio al dettaglio, infine, la fiducia sale da 78,1 di aprile a 80,5, sia per la grande distribuzione (da 68,8 a 70,3), che per la distribuzione tradizionale (da 88,6 a 91,4).
L’analisi del clima di fiducia per raggruppamenti principali di industrie indica un miglioramento dell’indicatore in tutti i principali raggruppamenti: in particolare, nei beni di consumo sale da 89,3 a 91,4, nei beni intermedi da 86,7 a 88,4 e nei beni strumentali da 86,5 a 87,1.