MILANO - Giornata di bilanci per la Banca d'Italia del governatore Ignazio Visco che, chiamato a tracciare la salute dell'economia italiana nelle sue considerazioni finali sull'attività di Palazzo Koch, lancia un appello: "Ora le riforme. Il Paese è indietro di 25 anni, servono più lavoro e meno tasse". Gli ultimi mesi hanno senza dubbio riportato all'attenzione globale l'azione dei numeri uno delle banche centrali, che hanno iniettato ingenti quantità di liquidità sui mercati finanziari nel tentativo di supportare l'economia. L'effetto è stato creare una corsa dei listini, accompagnata da grande volatilità, mentre la trasmissione delle misure al tessuto economico vero e proprio è ancora parziale. Prova ne sono i dati continuamente allarmanti sulla disoccupazione in Italia, che è a livelli record dal 1977 e il tasso per i giovani supera il 40%. Non a caso si guarda con preoccupazione all'idea che le Banche centrali - a cominciare dalla Fed - smettano di "stampare denaro".
In questo panorama ci sono situazioni che paiono sbloccarsi con maggiore rapidità; l'Europa ne è ancora esclusa, e proprio oggi il consiglio dei ministri italiano ha varato nuove misure e sgravi fiscali per rimettere in moto l'edilizia. Ma il Giappone sta beneficiando della cosiddetta Abenomics - l'insieme di politiche aggressive adottate dal premier Shinzo Abe e dalla Bank of Japan - per mettersi alle spalle la stagnazione economica. Oggi è arrivata anche l'approvazione del Fmi, che ha parlato di "opportunità unica, che non accadeva da tempo": l'uscita dalla deflazione, con gli sforzi della BoJ per un'inflazione al 2% in due anni, "potrebbe essere raggiunto" se il governo nipponico mettesse in campo misure per la crescita e per il consolidamento fiscale.
Non abbastanza, però per spingere le Borse europee. A fine giornata il Dax di Francoforte perde lo 0,61%, il Cac 40 di Parigi cede l'1,19% e il Ftse 100 di Londra arretra dell'1,11%. In rosso anche Milano con il Ftse Mib che ha terminato le seduta in calo dello 0,79%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari forti vendite su Telecom Italia, dopo l'ufficializzazione dello scorporo della rete. Acquisti, invece, su Fiat nel giorno dell'incontro tra Marchionne e Zanonato al ministero dello Sviluppo economico sul futuro del gruppo in Italia. Lo spread tra Btp e Bund, dopo una tre giorni di aste positiva per il Tesoro, si stabilizza in area 265 punti base con un rendimento del 4,15% per il decennale italiano.
Alla chiusura dei mercati europei, Wall Street vira in lieve rialzo: l'indice Dow Jones avanza dello 0,2% come il Nasdaq, mentre lo S&P 500 guadagna lo 0,1%. A sostenere gli acquisti la fiducia dei consumatori americani che ha battuto le previsioni a maggio: è stata rivista al rialzo e sale a 84,5 punti - dagli 83,7 punti della lettura preliminare -, facendo segnare il miglior risultato dal luglio del 2007. Sotto le attese, invece, i redditi personali: sono rimasti fermi ad aprile, mentre le spese sono calate dello 0,2%. Balzo infine per l'indice Ism Pmi di Chicago, che misura l'attività manifatturiera della regione: è salito a maggio a 58,7 punti dai 49 di aprile.
Oltre ai dati Usa, a livello macroeconomico si è guardato all'andamento dei prezzi in Italia, con l'inflazione in leggera crescita a maggio. In Francia, nel frattempo, le spese per consumi sono calate ad aprile dello 0,3% mensile, mentre nel raffronto annuo sono cresciute dello 0,2%. Calo anche per le vendite al dettaglio in Germania: -0,4% rispetto a marzo, quando registrarono il -0,1% e rispetto a febbraio con il -0,8%. Su base annuale, le vendite al dettaglio sono invece aumentate dell'1,8%, ma ciò è dovuto al fatto che ad aprile di quest'anno, rispetto al 2012, ci sono stati due giorni di shopping in più.
Tornando al Giappone, confermate le stime sul Pil (+1,6% nel 2013 e +1,4% nel 2014), il Fondo monetario ha dato un giudizio positivo nel complesso sulla Abenomics. I dati macro diffusi oggi parlano in effetti di un'economia nipponica in ripresa, con la produzione industriale cresciuta dell'1,7% ad aprile e una disoccupazione che tiene al 4,1% e si attesta ai minimi da quattro anni. Ancora lunga la strada sul fronte dei prezzi al consumo, scesi dello 0,4% nel mese scorso, anche se in un'area cruciale come quella di Tokyo si vedono i primi segnali di ripresa (+0,1%). La Borsa di Tokyo recupera così parte del terreno perduto ieri (-5,15%) e chiude con un progresso dell'1,37%. Nel complesso, le azioni asiatiche raggruppate nel Msci Asia Pacific sono avviate alla prima chiusura mensile negativa da sette mesi; non è un caso che ciò avvenga quando l'India annuncia la crescita del Pil (5%) nell'anno fiscale 2012-2013 più bassa dell'ultimo decennio.
L'euro chiude in calo a 1,2970 dollari e 130,81 yen sulla scia del nuovo record toccato dal tasso di disoccupazione nell'Eurozona. Il dollaro è stabile sullo yen a quota 100,82 dopo aver toccato un minimo da tre settimane a 100,59 per via dei positivi dati macro giunti dal Giappone. Per quanto riguarda le materie prime, l'oro è in calo a quota 1.392 dollari l'oncia (-1,3%). Ribasso anche per il petrolio Wti in attesa del summit dei Paesi Opec in programma per il fine settimana: il greggio - salito a 94 dollari in mattinata - ritraccia sotto quota 93 dollari al barile.
In questo panorama ci sono situazioni che paiono sbloccarsi con maggiore rapidità; l'Europa ne è ancora esclusa, e proprio oggi il consiglio dei ministri italiano ha varato nuove misure e sgravi fiscali per rimettere in moto l'edilizia. Ma il Giappone sta beneficiando della cosiddetta Abenomics - l'insieme di politiche aggressive adottate dal premier Shinzo Abe e dalla Bank of Japan - per mettersi alle spalle la stagnazione economica. Oggi è arrivata anche l'approvazione del Fmi, che ha parlato di "opportunità unica, che non accadeva da tempo": l'uscita dalla deflazione, con gli sforzi della BoJ per un'inflazione al 2% in due anni, "potrebbe essere raggiunto" se il governo nipponico mettesse in campo misure per la crescita e per il consolidamento fiscale.
Non abbastanza, però per spingere le Borse europee. A fine giornata il Dax di Francoforte perde lo 0,61%, il Cac 40 di Parigi cede l'1,19% e il Ftse 100 di Londra arretra dell'1,11%. In rosso anche Milano con il Ftse Mib che ha terminato le seduta in calo dello 0,79%. Tra i singoli titoli di Piazza Affari forti vendite su Telecom Italia, dopo l'ufficializzazione dello scorporo della rete. Acquisti, invece, su Fiat nel giorno dell'incontro tra Marchionne e Zanonato al ministero dello Sviluppo economico sul futuro del gruppo in Italia. Lo spread tra Btp e Bund, dopo una tre giorni di aste positiva per il Tesoro, si stabilizza in area 265 punti base con un rendimento del 4,15% per il decennale italiano.
Alla chiusura dei mercati europei, Wall Street vira in lieve rialzo: l'indice Dow Jones avanza dello 0,2% come il Nasdaq, mentre lo S&P 500 guadagna lo 0,1%. A sostenere gli acquisti la fiducia dei consumatori americani che ha battuto le previsioni a maggio: è stata rivista al rialzo e sale a 84,5 punti - dagli 83,7 punti della lettura preliminare -, facendo segnare il miglior risultato dal luglio del 2007. Sotto le attese, invece, i redditi personali: sono rimasti fermi ad aprile, mentre le spese sono calate dello 0,2%. Balzo infine per l'indice Ism Pmi di Chicago, che misura l'attività manifatturiera della regione: è salito a maggio a 58,7 punti dai 49 di aprile.
Oltre ai dati Usa, a livello macroeconomico si è guardato all'andamento dei prezzi in Italia, con l'inflazione in leggera crescita a maggio. In Francia, nel frattempo, le spese per consumi sono calate ad aprile dello 0,3% mensile, mentre nel raffronto annuo sono cresciute dello 0,2%. Calo anche per le vendite al dettaglio in Germania: -0,4% rispetto a marzo, quando registrarono il -0,1% e rispetto a febbraio con il -0,8%. Su base annuale, le vendite al dettaglio sono invece aumentate dell'1,8%, ma ciò è dovuto al fatto che ad aprile di quest'anno, rispetto al 2012, ci sono stati due giorni di shopping in più.
Tornando al Giappone, confermate le stime sul Pil (+1,6% nel 2013 e +1,4% nel 2014), il Fondo monetario ha dato un giudizio positivo nel complesso sulla Abenomics. I dati macro diffusi oggi parlano in effetti di un'economia nipponica in ripresa, con la produzione industriale cresciuta dell'1,7% ad aprile e una disoccupazione che tiene al 4,1% e si attesta ai minimi da quattro anni. Ancora lunga la strada sul fronte dei prezzi al consumo, scesi dello 0,4% nel mese scorso, anche se in un'area cruciale come quella di Tokyo si vedono i primi segnali di ripresa (+0,1%). La Borsa di Tokyo recupera così parte del terreno perduto ieri (-5,15%) e chiude con un progresso dell'1,37%. Nel complesso, le azioni asiatiche raggruppate nel Msci Asia Pacific sono avviate alla prima chiusura mensile negativa da sette mesi; non è un caso che ciò avvenga quando l'India annuncia la crescita del Pil (5%) nell'anno fiscale 2012-2013 più bassa dell'ultimo decennio.
L'euro chiude in calo a 1,2970 dollari e 130,81 yen sulla scia del nuovo record toccato dal tasso di disoccupazione nell'Eurozona. Il dollaro è stabile sullo yen a quota 100,82 dopo aver toccato un minimo da tre settimane a 100,59 per via dei positivi dati macro giunti dal Giappone. Per quanto riguarda le materie prime, l'oro è in calo a quota 1.392 dollari l'oncia (-1,3%). Ribasso anche per il petrolio Wti in attesa del summit dei Paesi Opec in programma per il fine settimana: il greggio - salito a 94 dollari in mattinata - ritraccia sotto quota 93 dollari al barile.