FRANCOFORTE - Almeno settemila persone sono scese in piazza a Francoforte per il secondo giorno di proteste contro il capitalismo e la finanza indette da Blockupy, in una marcia inizialmente pacifica ma poi degenerata in scontri fra la polizia e una minoranza di dimostranti, contro i quali gli agenti hanno usato manganelli e gas al peperoncino. Fra i manifestanti - che ieri hanno bloccato per diverso tempo la sede della Bce - molti cartelli con gli slogan "Fate l'amore, non la guerra" e "Fmi fuori dalla Grecia".
E la protesta, oggi, tocca 80 città europee. Contro il "colpo di stato della Troika", cioè i tagli e l'austerity imposti dalla Commissione Europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale, gli indignados si sono dati appuntamento nel tardo pomeriggio per una mobilitazione "contro i tagli e per una vera democrazia".
Oltre a Francoforte, da Madrid a Lisbona, da Atene a Roma, da Dublino a Parigi a Bruxelles e l'Aja in simultanea gli indignati manifestano contro i tagli imposti dal Memorandum d'intesa del salvataggio bancario iberico, che definiscono "brutali e inumani".
Obiettivo delle mobilitazioni è "costruire dal basso alternative alle politiche neoliberali" ed evidenziare "il grande fallimento che hanno comportato le politiche economiche e finanziarie di tagli, sgomberi per insolvenza delle ipoteche, riforma del lavoro e privatizzazioni imposte dalla Troika, così come l'allarmante corruzione istituzionale".
In Spagna gli indignados accusano il premier conservatore Mariano Rajoy di essere "complice" della Troika, perchè, assecondando le sue richieste, applica tagli della spesa, "condannando milioni di persone alla disoccupazione, alla povertà".
E la protesta, oggi, tocca 80 città europee. Contro il "colpo di stato della Troika", cioè i tagli e l'austerity imposti dalla Commissione Europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale, gli indignados si sono dati appuntamento nel tardo pomeriggio per una mobilitazione "contro i tagli e per una vera democrazia".
Oltre a Francoforte, da Madrid a Lisbona, da Atene a Roma, da Dublino a Parigi a Bruxelles e l'Aja in simultanea gli indignati manifestano contro i tagli imposti dal Memorandum d'intesa del salvataggio bancario iberico, che definiscono "brutali e inumani".
Obiettivo delle mobilitazioni è "costruire dal basso alternative alle politiche neoliberali" ed evidenziare "il grande fallimento che hanno comportato le politiche economiche e finanziarie di tagli, sgomberi per insolvenza delle ipoteche, riforma del lavoro e privatizzazioni imposte dalla Troika, così come l'allarmante corruzione istituzionale".
In Spagna gli indignados accusano il premier conservatore Mariano Rajoy di essere "complice" della Troika, perchè, assecondando le sue richieste, applica tagli della spesa, "condannando milioni di persone alla disoccupazione, alla povertà".