✕

La guerra del Lusso contro i falsari:
Richemont fa chiudere 2.700 siti

Colpo inferto dal Tribunale di New York a un gruppo di falsari cinesi, che avevano creato un impero sul web per la contraffazione di orologi di alta gamma
1 minuti di lettura
LUGANO - Il gruppo svizzero del lusso, Richemont, ha inflitto un micidiale colpo a una banda di falsari cinesi. Una banda guidata da due personaggi misteriosi, Tony Chen e Fan Bao Dian, i quali avevano messo in piedi, su internet, un lucrosissimo mercato di orologi di marca contraffatti, Stiamo parlando di prodotti che portavano, indebitamente, il nome di Cartier, Baume & Mercier e Jaeger-LeCoultre.

Ebbene, grazie all'intervento del Tribunale di New York, cui Richemont si è rivolto, 2700 siti internet, attraverso cui i due cinesi gestivano il loro traffico di falsi, sono stati chiusi. Come rivela il domenicale elvetico, Le Matin Dimanche, alla coppia, processata in contumacia, è stata inflitta una multa di 100 milioni di dollari. Ma l'offensiva anti-contraffazioni del gruppo svizzero non finisce qui, visto che la giustizia statunitense ha, pure, individuato e bloccato 1400 conti bancari sui quali gli acquirenti online delle "patacche" versavano quanto richie…
LUGANO - Il gruppo svizzero del lusso, Richemont, ha inflitto un micidiale colpo a una banda di falsari cinesi. Una banda guidata da due personaggi misteriosi, Tony Chen e Fan Bao Dian, i quali avevano messo in piedi, su internet, un lucrosissimo mercato di orologi di marca contraffatti, Stiamo parlando di prodotti che portavano, indebitamente, il nome di Cartier, Baume & Mercier e Jaeger-LeCoultre.

Ebbene, grazie all'intervento del Tribunale di New York, cui Richemont si è rivolto, 2700 siti internet, attraverso cui i due cinesi gestivano il loro traffico di falsi, sono stati chiusi. Come rivela il domenicale elvetico, Le Matin Dimanche, alla coppia, processata in contumacia, è stata inflitta una multa di 100 milioni di dollari. Ma l'offensiva anti-contraffazioni del gruppo svizzero non finisce qui, visto che la giustizia statunitense ha, pure, individuato e bloccato 1400 conti bancari sui quali gli acquirenti online delle "patacche" versavano quanto richiesto, dai cinesi, per poter esibire, al polso, un orologio di marca taroccato. Sborsando, ad esempio, la miseria di 99 euro e pochi centesimi, per un oggetto che, in versione originale, costa 100 volte di più.

"Solo di recente - dichiarano alla Federazione orologiera svizzera - abbiamo aggiunto, al nostro arsenale anti-contraffazioni, la confisca dei siti internet che propongono la vendita, online, di nostri prodotti falsificati". Una misura - spiegano - che chiediamo alla giustizia di applicare, quando tutte le altre, innanzitutto l'intimazione di chiusura di un determinato sito, non hanno dato risultati". Nella sua guerra senza quartiere contro i falsari, ovvero a un fenomeno il cui giro d'affari è di un miliardo di euro all'anno con circa 40 milioni di pezzi venduti, i fabbricanti svizzeri sono arrivati, pure, a coprire i siti, implicati nello smercio di "patacche", con la scritta "Don't buy Swiss replica watches!".

L'esito dell'operazione, portata a termine da Richemont, dimostra intanto che il ricorso alla giustizia, soprattutto quando è severa come quella statunitense, è pagante. Anche Omega, marchio del gruppo Swatch, ha deciso di intraprenderla, sempre contro un inefferrabile cinese, che usa il web alla stregua di un banchetto in un mercato. Gente cui non manca il 'sense of humour' come ha potuto sperimentare proprio Omega. Alla ricerca dell'indirizzo del titolare del sito omegaoutlet.com, lo 007 californiano, ingaggiato dal fabbricante elvetico, nella sua caccia ai falsari, è arrivato a Fauburg du Lac 6, nella cittadina svizzera di Bienne. Guardacaso lo stesso indirizzo dove ha la propria sede il gruppo Swatch.