MILANO - La Lettonia "ha raggiunto un alto grado di convergenza economica con l'Eurozona" di conseguenza la Commissione europea propone al Consiglio di dare il via libera alla partecipazione all'Unione monetaria adottando l'euro da gennaio 2014. "Dopo la profonda recessione del 2008-2009 la Lettonia ha preso misure decisive sostenute dal programma di assistenza finanziaria Ue-Fmi che ha migliorato la flessibilità e la capacità di aggiustamento dell'economia", ha dichiarato il commissario agli Affari economici Olli Rehn: "Ciò - ha aggiunto - ha pagato, la Lettonia è prevista essere l'economia europea a crescita più veloce quest'anno". Bruxelles, in sostanza, ritiene che la Lettonia possa essere un modello virtuoso.
Per Rehn "il desiderio della Lettonia di adottare l'euro è un segnale della fiducia nella moneta comune e una ulteriori dimostrazione che chi prediceva la disintegrazione dell'Eurozona sbagliava". Il rapporto della Commissione passa in rassegna gli elementi di riferimento per il via libera: tasso di inflazione negli ultimi 12 mesi ad aprile 2013 all'1,3% sotto la soglia del 2,7%; deficit/pil all'1,2% nel 2012 e nel 2013; debito/pil al 40,7%; media dei tassi di interesse a lungo al 3,8% sotto la soglia del 5,5%; il tasso di cambio non ha subito deviazioni negli ultimi due anni dal tasso centrale con l'euro superiori o inferiori all'1%. L'Ecofin deciderà a luglio dopo che il Parlamento europeo avrà dato la sua opinione, in seguito alla raccomandazione dell'Eurogruppo e al vertice europeo di fine giugno.
Per Rehn "il desiderio della Lettonia di adottare l'euro è un segnale della fiducia nella moneta comune e una ulteriori dimostrazione che chi prediceva la disintegrazione dell'Eurozona sbagliava". Il rapporto della Commissione passa in rassegna gli elementi di riferimento per il via libera: tasso di inflazione negli ultimi 12 mesi ad aprile 2013 all'1,3% sotto la soglia del 2,7%; deficit/pil all'1,2% nel 2012 e nel 2013; debito/pil al 40,7%; media dei tassi di interesse a lungo al 3,8% sotto la soglia del 5,5%; il tasso di cambio non ha subito deviazioni negli ultimi due anni dal tasso centrale con l'euro superiori o inferiori all'1%. L'Ecofin deciderà a luglio dopo che il Parlamento europeo avrà dato la sua opinione, in seguito alla raccomandazione dell'Eurogruppo e al vertice europeo di fine giugno.