Bundesbank taglia stime su Germania.
Il lavoro negli Usa traina le Borse Ue
di GIULIANO BALESTRERI
La banca centrale tedesca ha rivisto al ribasso le prospettive di crescita per Berlino sul 2013 e 2014: "Molto dipenderà dalla stabilizzazione dell'area euro". Negli Stati Uniti creati più impieghi del previsto. Lo spread sotto 265 punti, l'euro perde terreno sul dollaro
MILANO - Si addensano le nubi sull'Europa, mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti: a maggio sono stati creati 175mila posti di lavoro, livello superiore alle attese degli analisti (169 mila), ma il tasso di disoccupazione è salito al 7,6%, oltre le previsioni che indicavano rimanesse al 7,5%. I mercati hanno guardato con soddisfazione ai nuovi occupati oltre le aspettative - anche in considerazione del fatto che il tasso di disoccupazione elevato allontanta lo stop alle misure di sostegno all'economia da parte della Fed - e i listini hanno accelerato al rialzo. In ogni caso la volatilità resta padrona. Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, ha lasciato invariato allo 0,5% il costo del denaro, ma ha allontanato le prospettive di ripresa per l'Eurozona: non è più certa per fine anno, ma possibile. Come se non bastasse, questa mattina, la Bundesbank ha tagliato le stime di crescita per la Germania nel 2013 e nel 2014 spiegando come "m…
MILANO - Si addensano le nubi sull'Europa, mentre dagli Stati Uniti arrivano segnali contrastanti: a maggio sono stati creati 175mila posti di lavoro, livello superiore alle attese degli analisti (169 mila), ma il tasso di disoccupazione è salito al 7,6%, oltre le previsioni che indicavano rimanesse al 7,5%. I mercati hanno guardato con soddisfazione ai nuovi occupati oltre le aspettative - anche in considerazione del fatto che il tasso di disoccupazione elevato allontanta lo stop alle misure di sostegno all'economia da parte della Fed - e i listini hanno accelerato al rialzo. In ogni caso la volatilità resta padrona. Ieri il presidente della Bce, Mario Draghi, ha lasciato invariato allo 0,5% il costo del denaro, ma ha allontanato le prospettive di ripresa per l'Eurozona: non è più certa per fine anno, ma possibile. Come se non bastasse, questa mattina, la Bundesbank ha tagliato le stime di crescita per la Germania nel 2013 e nel 2014 spiegando come "molto dipenderà dalla stabilizzazione dell'area euro". La banca centrale tedesca prevede così un aumento del Pil dello 0,3% quest'anno contro lo 0,4% previsto precedenza e un +1,5% nel 2014 rispetto al +1,9% della vecchia stima.
A Wall Street, mentre in Europa chiudono gli scambi, il Dow Jones guadagna l'1,2%, mentre S&P 500 e Nasdaq salgono dello 0,9%. Gli acquisti negli Usa contagiano anche le Borse Ue, che chiude in terreno ampiamente positivo. A Milano, Piazza Affari chiude in rialzo di un punto, mentre Francoforte strappa sul finale il +1,92%, Parigi sale dell'1,53% e Londra dell'1,2%. In rapida contrazione lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, che dopo aver sfondato 285 punti torna a quota 263, con i titoli italiani che rendono il 4,2%. L'euro chiude in calo a 1,3196 dollari, prossimo ai minimi di seduta a causa dell'aumento dei nuovi occupati in Usa, che favorisce il biglietto verde. Sul fronte macroeconomico in in Germania si è registrato un avanzo commerciale in discesa a 18,1 miliardi. La bilancia commerciale francese ha registrato, invece, lo scorso aprile, un deficit pari a 4,51 miliardi di euro, in lieve calo rispetto allo scorso marzo.
Intanto le Borse di Asia e Pacifico ha chiuso un'altra giornata in calo, con Tokyo ancora preda di un'alta volatilità (-0,21%), sotto il peso del crollo del dollaro verso lo yen. Da parte sua il ministro delle Finanze, Taro Aso ha escluso interventi per raffreddare la divisa giapponese. Se il Nikkei ha chiuso poco sotto la parità, ben più pesanti si sono mostrate Hong Kong (-1,33%), Shanghai (-1,38%), Seul (-1,8%). Sul fronte delle materie prime il petrolio è in rialzo a New York: il Wti guadagna un punto percentuale a 95,7 dollari al barile. Dopo i guadagni degIi ultimi giorni, sulla debolezza dei listini azionari, l'oro cede oltre due punti e si porta a 1.383 dollari l'ondia.
A Wall Street, mentre in Europa chiudono gli scambi, il Dow Jones guadagna l'1,2%, mentre S&P 500 e Nasdaq salgono dello 0,9%. Gli acquisti negli Usa contagiano anche le Borse Ue, che chiude in terreno ampiamente positivo. A Milano, Piazza Affari chiude in rialzo di un punto, mentre Francoforte strappa sul finale il +1,92%, Parigi sale dell'1,53% e Londra dell'1,2%. In rapida contrazione lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, che dopo aver sfondato 285 punti torna a quota 263, con i titoli italiani che rendono il 4,2%. L'euro chiude in calo a 1,3196 dollari, prossimo ai minimi di seduta a causa dell'aumento dei nuovi occupati in Usa, che favorisce il biglietto verde. Sul fronte macroeconomico in in Germania si è registrato un avanzo commerciale in discesa a 18,1 miliardi. La bilancia commerciale francese ha registrato, invece, lo scorso aprile, un deficit pari a 4,51 miliardi di euro, in lieve calo rispetto allo scorso marzo.
Intanto le Borse di Asia e Pacifico ha chiuso un'altra giornata in calo, con Tokyo ancora preda di un'alta volatilità (-0,21%), sotto il peso del crollo del dollaro verso lo yen. Da parte sua il ministro delle Finanze, Taro Aso ha escluso interventi per raffreddare la divisa giapponese. Se il Nikkei ha chiuso poco sotto la parità, ben più pesanti si sono mostrate Hong Kong (-1,33%), Shanghai (-1,38%), Seul (-1,8%). Sul fronte delle materie prime il petrolio è in rialzo a New York: il Wti guadagna un punto percentuale a 95,7 dollari al barile. Dopo i guadagni degIi ultimi giorni, sulla debolezza dei listini azionari, l'oro cede oltre due punti e si porta a 1.383 dollari l'ondia.