MILANO - Nuova falsa partenza per l'ambizioso piano di privatizzazioni della Grecia. L'asta per la vendita della Depa, il gruppo nazionale del gas, è andata a sorpresa deserta. I russi della Gazprom, che avevano messo sul tavolo un'offerta preliminare da 900 milioni di euro, si sono ritirati all'ultimo minuto dopo che il Governo di Atene aveva allungato i termini della vendita proprio per cercare di trovare una soluzione soddisfacente per tutti. Il colosso energetico russo ha dichiarato di essersi tirato indietro a fronte dei rischi di un deterioramento della situazione finanziaria di Depa prima dell'effettiva cessione e perchè la società "non è redditizia". Fonti dell'esecutivo di Antonis Samaras accreditano però un'altra versione. A mettere i bastoni tra le ruote all'operazione sarebbe stato l'intervento a gamba tesa della Ue che ha aperto da tempo un dossier sull'attivismo sul mercato europeo della Gazprom. Il premier ha comunque assicurato che la mancata vendita non verrà compensata di sicuro con nuove misure d'austerità.
Il rischio, per Bruxelles, sarebbe la creazione di una sorta di monopolio virtuale che legherebbe il continente a una sorta di dipendenza energetica dalla Russia. Ipotesi inaccettabile per la Comunità. Sul tavolo della privatizzazione della Depa c'era anche un'altra offerta (500 milioni) del consorzio nazionale Motor Oil Mytilineos. Ma anche questa cordata non si è materializzata con una proposta formale. A parziale consolazione di Atene, è arrivata invece un'offerta d'acquisto per la Desfa, la rete di gasdotti nazionale, da parte della Socar, azienda pubblica dell'Azerbajian. Un'altra svolta sul fronte dello scacchiere geopolitico dell'energia continentale visto che se l'operazione andrà in porto, la rete ellenica entrerà nella ragnatela del Tap, il gasdotto che da Baku arriva in Italia a scapito del progetto Nabucco.
Lo schiaffo della Gazprom lascia con il cerino in mano i funzionari delle privatizzazioni di Atene. La Troika ha obbligato la Grecia a mettere in pista un piano di vendite da 50 miliardi, che fino a pochi mesi fa, complice il disastroso stato dell'economia nazionale, aveva stentato a decollare. Le cose sembravano essersi incanalate sulla giusta strada con la cessione della Opap (lotterie), operazione che aveva messo il primo tassello verso l'obiettivo di raccogliere 2,6 miliardi entro fine anno. Ma ora Samaras dovrà trovare altre formule epr arrvivare a questo risultato. Sul tavolo ci sono l'addio ai terreni dell'ex aeroporto di Atene Ellinikon (uno splendido pezzo di costa a meno di venti minuti dal centro della città) e la privatizzazione del nuovo scalo Elefteris Venizelos. I rappresentanti della Troika sono in queste ore ad Atene proprio per monitorare il piano di austerity del Paese in vista dello sblocco di nuovi aiuti.
Il rischio, per Bruxelles, sarebbe la creazione di una sorta di monopolio virtuale che legherebbe il continente a una sorta di dipendenza energetica dalla Russia. Ipotesi inaccettabile per la Comunità. Sul tavolo della privatizzazione della Depa c'era anche un'altra offerta (500 milioni) del consorzio nazionale Motor Oil Mytilineos. Ma anche questa cordata non si è materializzata con una proposta formale. A parziale consolazione di Atene, è arrivata invece un'offerta d'acquisto per la Desfa, la rete di gasdotti nazionale, da parte della Socar, azienda pubblica dell'Azerbajian. Un'altra svolta sul fronte dello scacchiere geopolitico dell'energia continentale visto che se l'operazione andrà in porto, la rete ellenica entrerà nella ragnatela del Tap, il gasdotto che da Baku arriva in Italia a scapito del progetto Nabucco.
Lo schiaffo della Gazprom lascia con il cerino in mano i funzionari delle privatizzazioni di Atene. La Troika ha obbligato la Grecia a mettere in pista un piano di vendite da 50 miliardi, che fino a pochi mesi fa, complice il disastroso stato dell'economia nazionale, aveva stentato a decollare. Le cose sembravano essersi incanalate sulla giusta strada con la cessione della Opap (lotterie), operazione che aveva messo il primo tassello verso l'obiettivo di raccogliere 2,6 miliardi entro fine anno. Ma ora Samaras dovrà trovare altre formule epr arrvivare a questo risultato. Sul tavolo ci sono l'addio ai terreni dell'ex aeroporto di Atene Ellinikon (uno splendido pezzo di costa a meno di venti minuti dal centro della città) e la privatizzazione del nuovo scalo Elefteris Venizelos. I rappresentanti della Troika sono in queste ore ad Atene proprio per monitorare il piano di austerity del Paese in vista dello sblocco di nuovi aiuti.