MILANO - Le Borse marcano stretto le banche centrali del mondo: dalla Boj in Giappone, alla Fed negli Usa, passando per la Bce in Europa. Ma in attesa di nuovi stimoli all'economia o di più incoraggianti segnali di ripresa, che potrebbero arrivare la prossima settimana dalla riunione della Fed, si accontentano dell'aumento delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti e del calo delle richieste di sussidio alla disoccupazione diramate nella serata di giovedì. Tokyo ha rialzato la testa dopo il tonfo di giovedì (-6%), dando linfa ai listini del Vecchio Continente, che però sul finale soffrono la seduta negativa di Wall Street.
A Milano Piazza Affari, dopo aver girato in positivo, lima leggermente i guadagni sul finale. Chiude comunque in terreno positivo dello 0,22% e non subisce i pesanti rilievi emersi oggi sulla cassa integrazione e sul nuovo record del debito pubblico. Anche nel resto del Vecchio Continente i listini cedono qualcosa dai massimi. Londra e Parigi chiudono positive, ma con rialzi frazionali, mentre Francoforte porta a casa lo 0,4%. Sul fronte del debito sovrano, dopo il buon esito delle aste Bot (mercoledì) e Btp a tre e 15 anni (ieri), la differenza di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi a 10 anni è in discesa intorno ai 275 punti con i Btp che rendono sul mercato secondario il 4,25%. L'euro chiude in rialzo a 1,3334 dollari. Si rafforza anche sulla valuta nipponica a 126,28 yen. Tra i singoli titoli, sotto i riflettori Mps dopo che l'istituto senese ha convocato per il 18 luglio l'assemblea per abolire dallo statuto il tetto di voto dei soci privati al 4%. Crolla, invece, Rcs dopo che il cda ha fissato il prezzo dell'aumento di capitale con uno sconto del 30% sulle quotazioni degli ultimi 3 giorni.
Negli Stati Uniti i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,5% a maggio, oltre le attese. Sotto le aspettative, invece, la produzione industriale, che è rimasta stabile; ha deluso anche l'indice dell'università del Michigan sulla fiducia dei consumatori, calato a giugno a 82,7 punti. Alla chiusura delle Borse europee, Wall Street, altalenante in avvio, accelera al ribasso dopo che il Fmi ha abbassato le stime di crescita del Pil americano. La Piazza Usa è reduce da un rally (+1,2% per il Dow Jones) legato ai buoni dati sul fronte dell'occupazione e delle vendite al dettaglio, che hanno offuscato il taglio delle stime di crescita da parte della Banca Mondiale. All'orizzonte restano le riunioni della Federal Reserve della prossima settimana da cui gli investitori si attendono indicazioni sul futuro della politica monetaria.
In Asia, la Borsa di Tokyo, dopo aver aperto con un rialzo del 2,5%, ha concluso le contrattazioni limitando il rimbalzo all'1,94 per cento. Nella seduta precedente la Borsa aveva registrato un crollo dell'indice Nikkei del 6 per cento. Si tratta, quindi, di un guadagno tecnico probabilmente limitato dalla leggera tendenza al rialzo dello yen. A sostenere gli acquisti è stato anche il recupero di Wall Street che ieri ha interrotto la più lunga serie di ribassi per il Dow Jones dall'inizio dell'anno.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in crescita con il Wti che guadagna portandosi a ridosso di 98 dollari al barile. Segno positivo anche per l'oro, che sale in area 1.388 dollari l'oncia. Prima della seduta odierna, il prezzo dell'oro dall'inizio dell'anno era sceso del 17%.
A Milano Piazza Affari, dopo aver girato in positivo, lima leggermente i guadagni sul finale. Chiude comunque in terreno positivo dello 0,22% e non subisce i pesanti rilievi emersi oggi sulla cassa integrazione e sul nuovo record del debito pubblico. Anche nel resto del Vecchio Continente i listini cedono qualcosa dai massimi. Londra e Parigi chiudono positive, ma con rialzi frazionali, mentre Francoforte porta a casa lo 0,4%. Sul fronte del debito sovrano, dopo il buon esito delle aste Bot (mercoledì) e Btp a tre e 15 anni (ieri), la differenza di rendimento tra i titoli italiani e tedeschi a 10 anni è in discesa intorno ai 275 punti con i Btp che rendono sul mercato secondario il 4,25%. L'euro chiude in rialzo a 1,3334 dollari. Si rafforza anche sulla valuta nipponica a 126,28 yen. Tra i singoli titoli, sotto i riflettori Mps dopo che l'istituto senese ha convocato per il 18 luglio l'assemblea per abolire dallo statuto il tetto di voto dei soci privati al 4%. Crolla, invece, Rcs dopo che il cda ha fissato il prezzo dell'aumento di capitale con uno sconto del 30% sulle quotazioni degli ultimi 3 giorni.
Negli Stati Uniti i prezzi alla produzione sono saliti dello 0,5% a maggio, oltre le attese. Sotto le aspettative, invece, la produzione industriale, che è rimasta stabile; ha deluso anche l'indice dell'università del Michigan sulla fiducia dei consumatori, calato a giugno a 82,7 punti. Alla chiusura delle Borse europee, Wall Street, altalenante in avvio, accelera al ribasso dopo che il Fmi ha abbassato le stime di crescita del Pil americano. La Piazza Usa è reduce da un rally (+1,2% per il Dow Jones) legato ai buoni dati sul fronte dell'occupazione e delle vendite al dettaglio, che hanno offuscato il taglio delle stime di crescita da parte della Banca Mondiale. All'orizzonte restano le riunioni della Federal Reserve della prossima settimana da cui gli investitori si attendono indicazioni sul futuro della politica monetaria.
In Asia, la Borsa di Tokyo, dopo aver aperto con un rialzo del 2,5%, ha concluso le contrattazioni limitando il rimbalzo all'1,94 per cento. Nella seduta precedente la Borsa aveva registrato un crollo dell'indice Nikkei del 6 per cento. Si tratta, quindi, di un guadagno tecnico probabilmente limitato dalla leggera tendenza al rialzo dello yen. A sostenere gli acquisti è stato anche il recupero di Wall Street che ieri ha interrotto la più lunga serie di ribassi per il Dow Jones dall'inizio dell'anno.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è in crescita con il Wti che guadagna portandosi a ridosso di 98 dollari al barile. Segno positivo anche per l'oro, che sale in area 1.388 dollari l'oncia. Prima della seduta odierna, il prezzo dell'oro dall'inizio dell'anno era sceso del 17%.