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La Bce "aperta" ai tassi negativi.
Borse poco mosse in attesa della Fed

I mercati guardinghi in attesa delle'esito delle riunioni al Fomc, il braccio di politica monetario della Federal Reserve, che si riunisce oggi e domani. Da Gerusalemme parla il numero uno della Bce: "Guardiamo con mente aperta a ulteriori strumenti non convenzionali". Chiusura piatta per Piazza Affari, Wall Street positiva. Spread tra Btp e Bund in area 270 punti
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MILANO - Il G8 rilancia sull'evasione fiscale dopo che la prima giornata di incontri tra i grandi della terra riuniti a Lough Erne, in Irlanda del Nord, era passata sotto traccia, al netto dell'apertura alle trattative sul libero scambio tra Stati Uniti ed Europa. Ora l'attenzione si concentra sul tema dell'evasione fiscale e della trasparenza e l'auspicio è che arrivino risultati concreti. I mercati però guardano soprattutto alla crescita economica e restano appesi alle mosse delle Banche centrali. Proprio ieri il presidente americano Barack Obama ha lodato il lavoro del numero uno della Fed, Ben Bernanke: "E' stato fantastico, ci ha aiutati a recuperare una crisi di proporzioni epiche". Una presa di posizione che gli investitori valutano come una via libera alla progressiva riduzione degli stimoli economici. Il mercato guarda con ansia quindi alla due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che si concluderà domani sera. Poi entrer…
MILANO - Il G8 rilancia sull'evasione fiscale dopo che la prima giornata di incontri tra i grandi della terra riuniti a Lough Erne, in Irlanda del Nord, era passata sotto traccia, al netto dell'apertura alle trattative sul libero scambio tra Stati Uniti ed Europa. Ora l'attenzione si concentra sul tema dell'evasione fiscale e della trasparenza e l'auspicio è che arrivino risultati concreti. I mercati però guardano soprattutto alla crescita economica e restano appesi alle mosse delle Banche centrali. Proprio ieri il presidente americano Barack Obama ha lodato il lavoro del numero uno della Fed, Ben Bernanke: "E' stato fantastico, ci ha aiutati a recuperare una crisi di proporzioni epiche". Una presa di posizione che gli investitori valutano come una via libera alla progressiva riduzione degli stimoli economici. Il mercato guarda con ansia quindi alla due giorni del Fomc, il braccio di politica monetaria della Fed, che si concluderà domani sera. Poi entrerà nel vivo la corsa alla successione di Bernanke: a gennaio il suo posto potrebbe essere preso dalla sua vice Janet Yellen.

In Europa, da Gerusalemme, è intervenuto Mario Draghi, il numero uno della Bce, ribadendo che la Banca centrale "guarda con mente aperta" a ulteriori strumenti non convenzionali di politica monetaria e li dispiegherà se necessario. Insomma, mentre i mercati scalpitano in attesa del vertice della Fed di domani sera, l'Europa si prepara a studiare nuovi stimoli alla crescita. Anche perché per il numero uno dell'Eurtower, "i livelli di disoccupazione sono inaccettabili".

Nonostante i rialzi in scia alle parole di Draghi, Milano ha chiuso le contrattazioni a ridosso della parità: il Ftse Mib ha segnato alla fine +0,02%. Tra i singoli titoli ha sofferto nel corso della giornata Fiat, che paga i dati ancora negativi per quanto riguarda le immatricolazioni nel Vecchio Continente: il Lingotto ha perso l'11% delle vendite. Rcs, che ha avviato l'aumento di capitale, è stata ancora sospesa in rialzo ma poi ha virato in netto calo. Rimbalzo fallito per Saipem dopo il crollo per il secondo profit warning nel semestre, in territorio negativo anche la controllante Eni. Andamento sparso nel resto del Vecchio Continente: Londra alla fine si apprezza dello 0,69%, Francoforte guadagna lo 0,17% e Parigi lima lo 0,08%. Un contributo di fiducia, ma non decisivo, era arrivato dal fatto che in Germania la fiducia degli investitori è cresciuta e l'indice Zew è salito a 38,5 punti dai 36,4 di maggio, poco sopra le attese che prevedevano una crescita a 38 punti.

Meno incoraggiante, invece, l'ondata di dati macro dagli Stati Uniti: l'inflazione è cresciuta dello 0,1% contro l'atteso 0,2% e l'avvio dei nuovi cantieri è salito del 6,8% contro il preventivato 11,4%. Nonostante questi rilievi, Wall Street ha chiuso in territorio positivo, con il Dow Jones in progresso dello 0,91%, il Nasdaq dello 0,87% e lo S&P 500 dello 0,78%.

L'euro rafforza sulle parole di Draghi e sfiora quota 1,34 dollari: la moneta comune chiude a 1,3387, dopo aver sfiorato un massimo di seduta di 1,3398 dollari, e guadagna terreno anche sullo yen, a 128,01. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund tedeschi, dopo essere sceso momentaneamente sotto quota 270 punti base, risale a 272. I titoli italiani rendono poco meno del 4,3% sul mercato secondario. La Spagna ha intanto collocato titoli a sei e dodici mesi per circa 5 miliardi, con tassi in leggero rialzo ma buona copertura. Seduta contrastata in mattinata per le Borse asiatiche, divise tra modesti cali di Tokyo (-0,20%) e Hong Kong (-0,30%) e i moderati rialzi di Seul (+0,93%), Taiwan (+0,23%) e delle borse cinesi.

Sul fronte delle materie prime, il prezzo del petrolio è stabile a New York: il Wti si mantiene in area 98 dollari al barile. In calo invece l'oro: il metallo spot cede quasi un punto percentuale e mezzo a 1.364 dollari l'oncia, alla chiusura dei mercati europei.