Economia

I ricchi somigliano a zio Paperone:
vivono in America e accumulano

Secondo il World Wealth Report 2013 la ricchezza mondiale è cresciuta, cosi come i milionari. L'Asia però incalza il Nord America, migliora l'Europa. L'Italia è al decimo posto nella classifica per Stati

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MILANO - Sempre più ricchi e sempre di più. A dispetto della crisi che non passa e dell'austerity che ogni mese taglia i consumi privati, i Paperoni aumentano ovunque, dall'Italia agli Stati Uniti, dalla Cina al Medio Oriente abbattendo la soglia dei 12 milioni. Dodici milioni di persone con una ricchezza investibile, nel 2012, pari a 46.200 miliardi di dollari, in aumento del 10% sull'anno prima. Sono i dati che emergono dal World Wealth Report 2013 (Wwr), pubblicato da Capgemini e Rbc Wealth Management, secondo cui lo scorso anno un milione di persone è entrato far parte della popolazione globale degli Hnwi: gli individui ad alto pratrimonio netto, quelli con almeno un milione di dollari immediatamente disponibile, con esclusione di residenze private, oggetti da collezione, beni di consumo e altri beni durevoli.

Il Nord America si conferma l'area più ricca, ma l'Asia ha messo la freccia per il sorpasso accelerando sulla crescita: i patrimoni a oriente cresciuti del 12,2% a 12mila miliardi (3,68 milioni i paperoni), contro il +11,7% americano a 12.700 miliardi (3,73 milioni di super ricchi). In Europa, invece, gli Hnwi sono saliti a 3,4 milioni (+7,5%) con una ricchezza totale di 10.900 miliardi (+8,2%). L'Italia - che arranca per restare nel G8 delle potenze industriali a produce 615 nuovi poveri al giorno - si difende invece bene sul fronte dei milionari: mantiene la decima piazza con una crescita dei ricchi del 4,5%, a 176.000 individui, per un totale di 336 miliardi di dollari.

La geografia dei Paperoni nel mondo.


Soprende, o forse no, che i super ricchi siano sopratutto super parsimoniosi: preferiscono non avventurarsi in investimenti rischiosi e si concentrano sulla difesa del proprio patrimonio. E d'altra parte lo dimostrano gli investimenti di tipo conservativo con quasi il 30% della ricchezza tra contanti e depositi. Certo ogni regione ha le sue peculiarità, ma anche negli Stati Uniti dove il richiamo per la Borsa è forte, solo il 37% investe in azioni. Gli immobili vincono, invece, in America Latina, in Asia e in Italia dove assieme agli investimenti a reddito fisso assorbono il 51,1% del portafoglio.

Di certo, almeno come stile di vita, gli Hnwi assomigliano più a Paperone che a Rockerduck: lasciano poco spazio ai divertimenti e si concentrano solo su investimenti sicuri. Basti pensare che tra quelli definiti "investimenti di passione", lo sport e gli oggetti da collezione, come i grandi vini, pesano "solo" per il 32%, tutto il resto viene destinato a pietre preziose o al mercato dell'arte. Ma anche in questo caso si dimostrano tutti prudenti scommettendo solo sui "grandi maestri". Per la gioia di Christie's e Sotheby's, che nel 2012 hanno registrato un aumento nelle vendite di grandi opere del 56,5%.