Economia

Istat: fatturato e ordini dell'industria
recuperano ad aprile grazie all'estero

Rimbalzo dello 0,6% mensile per entrambi gli indicatori. Tracollo annuo del fatturato (-7,2%) con un calo in doppia cifra per il mercato interno. Stessa dinamica per gli ordinativi

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MILANO - Recuperano ordini e fatturato dell'industria italiana ad aprile, ma il raffronto con lo stesso mese dell'anno scorso resta impietoso. Come emerge dai dati Istat, infatti, il fatturato dell'industria ad aprile (al netto della stagionalità) ha registrato un incremento mensione dello 0,6%, trainato dal +2,4% del mercato estero. Resta invece il fiato lungo sul fronte interno, dove si registra una diminuzione dello 0,3%.

Nella nota dell'Istituto di statistica si spiega che nella media degli ultimi tre mesi, l'indice complessivo registra una flessione del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 19 di aprile 2012), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali - cioè nel raffronto annuo - del 7,2%, con un calo dell'11,3% sul mercato interno ed un aumento del 2,1% su quello estero.

A guardare i raggruppamenti, si segnala "un calo congiunturale per i beni strumentali (-2,3%), mentre sono in aumento l'energia (+2,6%), i beni intermedi (+1,7%) e i beni di consumo (+1,1%)". Tra i vari settori di attività economica, il maggior incremento tendenziale del fatturato si registra nell'estrazione di minerali da cave e miniere (+6,9%), mentre la diminuzione più marcata riguarda la fabbricazione di mezzi di trasporto (-29,7%).


(Istat)

Per quel che riguarda poi gli ordinativi totali, si registra un aumento congiunturale dello 0,6%, sintesi di una riduzione dell'1,3% degli ordinativi interni ed una crescita del 3,2% di quelli esteri. Nella media degli ultimi tre mesi gli ordinativi totali diminuiscono del 2,1% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con il mese di aprile 2012, l'indice grezzo degli ordinativi segna una variazione negativa dell'1,6%. Gli aumenti più significativi si registrano nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori e nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+8,1%), mentre il calo più rilevante si osserva nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-14,2%).