Economia

Multa da 25 milioni
per i rifiuti in Campania

Bruxelles ha chiesto la sanzione nei confronti dell'Italia in quanto nella regione italiana i rifiuti non sarebbero stati smaltiti senza mettere in pericolo la salute umana. Se le norme non saranno rispettate, la multa crescerà di 250mila euro al giorno. Il ministro Orlando: "Risposta in tempi brevi"

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MILANO - La Commissione europea ha deciso di deferire l'Italia alla Corte di Giustizia Ue per la seconda volta per il mancato adeguamento alle norme Ue nella gestione dei rifiuti in Campania. Bruxelles chiede una multa forfettaria di 25 milioni di euro per le passate violazioni delle regole Ue e un'ulteriore sanzione di oltre 250 mila euro al giorno dal momento in cui la Corte confermerà la sentenza di condanna e fino a che l'Italia non si adeguerà alle richieste Ue.

Su raccomandazione di Janez Potocnik, commissario per l'Ambiente, Bruxelles ha deciso di "avviare un ricorso dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione europea contro l'Italia per il suo prolungato inadempimento in materia di gestione dei rifiuti nella regione Campania. Ai sensi del diritto dell'Unione, gli stati membri devono recuperare e smaltire i rifiuti in modo tale da non mettere in pericolo la salute umana e l'ambiente". Così recita la nota della Commissione europea.

Nel pronunciarsi contro l'Italia nel marzo 2010, la Corte aveva espresso particolare preoccupazione riguardo all'assenza di una rete di dispositivi di smaltimento integrati e adeguati, che costituiscono un obbligo ai sensi della direttiva quadro sui rifiuti. "La Commissione - si legge nel documento - si è tenuta costantemente in contatto con le autorità italiane dopo la sentenza, nell'intento di assicurare che l'Italia prendesse le misure necessarie per eseguire la sentenza. Alcuni progressi sono stati compiuti: l'Italia ha adottato un nuovo piano di gestione dei rifiuti per la Campania nel gennaio 2012 e a giugno ha presentato un programma di misure destinate a gestire i rifiuti nella regione fino al 2016, quando dovrebbero diventare operativi nuovi impianti di trattamento".

"Abbiamo ricevuto una condanna al pagamento di 25 milioni di euro, e la risposta deve essere data in tempi rapidi". Così il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando a Caserta, parlando con i giornalisti della multa inflitta dall'Ue all'Italia per la vicenda rifiuti in Campania. "La questione è trovare la metodologia più rapida - aggiunge - io credo che in un paio di mesi si possa dare una risposta organica, globale sull'impiantistica sui siti del compost, eccetera. I tempi di risposta devono essere rapidi".

La Ue comunque è molto dura nel suo documento. "Dall'estate 2011 le
autorità locali hanno dirottato grandi quantità di rifiuti verso impianti in altre regioni, soluzione questa di natura meramente temporanea a problemi che caratterizzano la regione ormai da anni. Non sono però da escludersi nuove emergenze, dato che il trasporto dei rifiuti fuori dalla regione non risolve in modo adeguato i problemi endemici di questo territorio". La Commissione "guarda con preoccupazione i ritardi che hanno portato all'arresto della costruzione della maggior parte degli impianti previsti per il recupero dei rifiuti organici, degli inceneritori e delle discariche.
Il rischio ora è che molte delle installazioni previste non siano pronte per la fine del 2016, cioè in tempi ancora ragionevoli dalla prima sentenza della Corte".

"Preoccupanti sono altresì la sorte incerta di sei milioni di tonnellate di rifiuti imballati e stoccati presso vari siti in Campania, in attesa di un inceneritore che deve ancora essere costruito, e il basso tasso di raccolta differenziata nella provincia di Napoli: pur essendo la città della Campania che produce più rifiuti, Napoli ha un tasso di raccolta differenziata solo di circa il 20%". La Commissione ricorda che "la direttiva quadro sui rifiuti costituisce uno strumento fondamentale di tutela della salute umana e dell'ambiente contro gli effetti negativi della raccolta, del trasporto, dello stoccaggio, del trattamento e dello smaltimento dei rifiuti. La direttiva obbliga gli Stati membri ad eliminare i rifiuti senza mettere in pericolo la salute umana e l'ambiente".