Economia

Hollande delude la Francia:
la disoccupazione aumenta

Il presidente francese aveva promesso il calo dei senza lavoro, ma il tasso dei disoccupati si avvicinerà a un record storico. E il paese fatica a uscire dalla recessione

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PARIGI - François Hollande ha scommesso coi francesi che la disoccupazione comincerà a scendere entro fine anno, ma tutto lascia pensare che perderà, alimentando così l’ennesima disillusione dei suoi concittadini. Stavolta è l’Istituto di statistica (Insee) a gelare le speranze del presidente: in dicembre, il tasso dei senza lavoro sarà ancora più alto di quello attuale e si avvicinerà a un record storico. Il volontarismo e l'assistenzialismo non bastano: senza crescita, non si crea occupazione, dice il documento. E di crescita, nella seconda parte dell’anno, ce ne sarà pochina.
 
Dopo la recessione dell'inverno, l'economia transalpina registrerà un'espansione a dosi omeopatiche: +0,2 per cento nel secondo trimestre, poi 0 e +0,1 per cento nei due trimestri successivi. Un'attività "spenta", come dicono gli economisti dell'istituto: il 2013 si chiudera con un complessivo -0,1 per cento. E poiché occorre fra uno e due punti di crescita per invertire la curva della disoccupazione, Hollande sembra destinato a perdere la sua scommessa.

Secondo la nota dell'Insee, a fine anno i senza lavoro saranno il 10,7% delle popolazione attiva, cifra che sale all'11,1% se si considerano anche i territori d'Oltremare. Nel secondo semestre, dovrebbero essere distrutti 76mila posti di lavoro, il doppio rispetto alla prima metà dell'anno. Un fenomeno dovuto ai miglioramenti della competitività. Soltanto la messa in opera dei contratti sovvenzionati per i giovani e per l'uscita graduale dei senior dal processo produttivo riusciranno a limitare l'aumento della disoccupazione, ma non saranno sufficienti per invertire la tendenza.

Il ministro del Lavoro, Michel Sapin, ha tentato di relativizzare: "Sono previsioni, quel che conta è il risultato. Il governo è deciso a mettere il turbo per invertire la curva della disoccupazione. Siamo qui per cambiare la realtà". Ma il sentimento prevalente fra gli economisti è lo scetticismo.