Benzina, 217 euro di aumenti dal 2010
Spaventa l'incremento dell'Iva
Lo studio della Cgia di Mestre: "A fine anno l'aggravio salirebbe a 223 euro per arrivare a 230 nel 2014". Rincari a cascata sulle merci che viaggiano su gomma. Bortolussi: "I consumi caleranno ancora". Capezzone: "Grave un altro aumento"
MILANO - Sette aumenti delle accisi e uno dell'Iva in due anni. E dal primo luglio potrebbe scattare un nuovo incremento dell'Iva: una mazzata sulle tasche degli automobilisti italiani. Secondo la Cgia di Mestre rispetto al 2010 una famiglia spende in benzina circa 217 euro in più l'anno, ma se venisse confermato l'aumento dell'Iva l'aggravio salirebbe a 223 euro per il 2013 e 230 per l'anno prossimo. Va peggio per usa il diesel: dal 2010 il rincaro è stato di 379 euro, per salire a 388 quest'anno e a 397 il prossimo. Nella sua eleborazione la Cgia ha considerato le spese di una famiglia media italiana che - secondo l'Istat - percorre circa 15mila chilometri l'anno con un consumo di circa 900 litri di carburante che salgono a 25mila chilometri e 1.300 litri di gasolio quando si tratta di auto alimentate a diesel.
La situazione, però, potrebbe anche peggiorare. Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni secondo cui nell'ultima versione del Decreto Fare ci sar…
La situazione, però, potrebbe anche peggiorare. Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni secondo cui nell'ultima versione del Decreto Fare ci sar…
MILANO - Sette aumenti delle accisi e uno dell'Iva in due anni. E dal primo luglio potrebbe scattare un nuovo incremento dell'Iva: una mazzata sulle tasche degli automobilisti italiani. Secondo la Cgia di Mestre rispetto al 2010 una famiglia spende in benzina circa 217 euro in più l'anno, ma se venisse confermato l'aumento dell'Iva l'aggravio salirebbe a 223 euro per il 2013 e 230 per l'anno prossimo. Va peggio per usa il diesel: dal 2010 il rincaro è stato di 379 euro, per salire a 388 quest'anno e a 397 il prossimo. Nella sua eleborazione la Cgia ha considerato le spese di una famiglia media italiana che - secondo l'Istat - percorre circa 15mila chilometri l'anno con un consumo di circa 900 litri di carburante che salgono a 25mila chilometri e 1.300 litri di gasolio quando si tratta di auto alimentate a diesel.
La situazione, però, potrebbe anche peggiorare. Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni secondo cui nell'ultima versione del Decreto Fare ci sarebbe un nuovo aumento delle accise. Un'ipotesi contro la quale si scaglia Daniele Capezzone, presidente della comissione Finanze della Camera: "Sarebbe sorprendente. Di tutto ha bisogno l'Italia, tranne che di aumenti fiscali di qualunque tipo, e meno che mai su beni storicamente gravati da sistematici incrementi dell'imposizione".
Per il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, i risultati emersi dall'elaborazione devono servire da monito: "L'80% circa delle merci in Italia viaggia su gomma. Se l'aumento dell'Iva non venisse bloccato, quasi sicuramente registreremo un rincaro generalizzato dei prezzi di tutti i beni che quotidianamente troviamo sugli scaffali dei negozi o dei supermercati e non dimentichiamo che dall'inizio della crisi alla fine del 2012, il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questa caduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non scongiuriamo il ritocco dell'Iva corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di consumi interni".
La situazione, però, potrebbe anche peggiorare. Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni secondo cui nell'ultima versione del Decreto Fare ci sarebbe un nuovo aumento delle accise. Un'ipotesi contro la quale si scaglia Daniele Capezzone, presidente della comissione Finanze della Camera: "Sarebbe sorprendente. Di tutto ha bisogno l'Italia, tranne che di aumenti fiscali di qualunque tipo, e meno che mai su beni storicamente gravati da sistematici incrementi dell'imposizione".
Per il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, i risultati emersi dall'elaborazione devono servire da monito: "L'80% circa delle merci in Italia viaggia su gomma. Se l'aumento dell'Iva non venisse bloccato, quasi sicuramente registreremo un rincaro generalizzato dei prezzi di tutti i beni che quotidianamente troviamo sugli scaffali dei negozi o dei supermercati e non dimentichiamo che dall'inizio della crisi alla fine del 2012, il Pil nazionale è diminuito di 7 punti percentuali e la spesa delle famiglie di 5. Questa caduta di 5 punti corrisponde, in termini assoluti, ad una diminuzione media della spesa pari a circa 3.700 euro a famiglia. Se non scongiuriamo il ritocco dell'Iva corriamo il pericolo di penalizzare ulteriormente la domanda peggiorando la situazione economica delle famiglie e quella delle piccole imprese e dei lavoratori autonomi che vivono quasi esclusivamente di consumi interni".