Economia

Edilizia, l'allarme di Confartigianato:
"In un anno persi 122mila addetti"

Il presidente del settore costruzioni, Arnaldo Redaelli: "Dal 2008 investimenti diminuiti del 40%, attività produttiva ai livelli di 40 anni fa. Servono interventi urgenti e una nuova politica per riavviare il settore"

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MILANO - Nell'ultimo anno il settore delle costruzioni ha perso 122.000 addetti, pari ad un calo del 6,7%. Saldo negativo anche per le imprese: il 2012 si è chiuso con la perdita di 61.844 aziende, pari ad una diminuzione dell'1,88%. Non è andata meglio per le imprese artigiane, che rappresentano la fetta più consistente delle costruzioni: 571.336  aziende, vale a dire il 63,9% del totale. Nel 2012 hanno chiuso 54.832 costruttori artigiani, con un calo dell'1,96%. E' il quadro presentato all'Assemblea di Anaepa Confartigianato.

Il settore delle costruzioni, ha sottolineato il presidente rieletto Arnaldo Redaelli, negli ultimi 6 anni "si è avvitato in una spirale negativa entrando, come il resto dell'economia, nella più dura recessione mai vista dal dopoguerra. Dal 2008 gli investimenti sono diminuiti del 40%, portando l'attività produttiva ai livelli di 40 anni fa. Dall'inizio della crisi le costruzioni hanno perso circa 360mila posti di lavoro, che raggiungono i 550mila considerando anche i settori collegati. La situazione rischia di peggiorare ulteriormente se non si metteranno subito in campo azioni dirette ad arrestare il declino. Il tempo è scaduto: il comparto da solo non può più resistere. Servono interventi urgenti da attuare subito, nell'ambito di una nuova politica economica che rimetta in moto il settore delle costruzioni".

Interventi irrinunciabili sono, dunque, l'allentamento delle regole del patto di stabilità per rimettere in moto gli investimenti e per pagare rapidamente i debiti accumulati dagli Enti pubblici nei confronti delle imprese, il varo di un piano per il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato, credito più accessibile per le imprese, riduzione del cuneo fiscale sul costo del lavoro. In particolare, Redaelli ha insistito sulla necessità di rendere strutturali le detrazioni fiscali per gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica in edilizia.

L'efficacia di queste misure, che il Governo ha prorogato a fine anno con il provvedimento sull'ecobonus e le ristrutturazioni in edilizia, è dimostrato dall'aumento del 5,5% della produzione delle costruzioni tra marzo e aprile 2013, da attribuirsi soprattutto all'accelerazione di interventi di riqualificazione avviati dalle famiglie italiane in prossimità della scadenza delle agevolazioni originariamente prevista per il 30 giugno, cioè prima della proroga.