LUGANO - Chi l'ha detto che la Svizzera strizza l'occhio agli evasori fiscali? Almeno per stanare i propri cittadini, che cercano di farla franca pagando meno tasse possibili, ogni mezzo, pare, sia lecito. Ne ha fatto le spese, di recente, un ricco contribuente di Zurigo, il quale aveva denunciato, nella propria dichiarazione dei redditi, la ristrutturazione di una terrazza: non aspettandosi che gli efficienti agenti delle imposte, utilizzando le immagini di Google Earth, l'avrebbero sbugiardato, dimostrando che quella terrazza non aveva subito dei semplici lavori di ritrutturazione, bensì era stata ingrandita.
"Il fisco - ha fatto presente l'ufficio preposto alla protezione dei dati - ha il diritto di utilizzare, nel caso in cui sospetti un caso di evasione, tutte le immagini pubbliche, comprese le riprese aeree di Google Earth e le quelle di Street View". E non c'è alcuna legge, rendono attenti i tutori della privacy elvetica, che impedisca di gettare un'occhiata attenta anche ai messaggi dei social network, a Twitter e a Facebook, in particolare. Non tutti sono d'accordo, però, sul fatto che ogni metodo sia lecito, per stanare un evasore.
"I contribuenti devono essere informati della possibilità di essere perseguiti, in base ad immagini presenti su internet", mette in guardia l'avvocato di Zurigo, Bruno Baeriswyl. "Anche perché -accusa il legale - esiste il rischio concreto che vengano commessi abusi, utilizzando delle foto o dei filmati manipolati". Insomma, in Svizzera, c'è il timore che si arrivi ad una situazione simile a quella italiana, ovvero alla possibilità che gli ispettori fiscali si convincano che, dietro ogni piscina, ogni giardino ben curato, si possa nascondere un evasore.
Fatto sta che, oltre a scrutare il web, alla ricerca di abusi edilizi, si sta pensando ad abolire il segreto bancario, per consentire agli uffici delle imposte di ficcare il naso nei conti dei cittadini elvetici. La proposta, fatta di recente, dalla Ministra delle Finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, ha sollevato un putiferio. Tanto che la destra ha proposto un referendum, per ancorare il segreto bancario alla Costituzione. "L'etica fiscale in Svizzera è elevata, tuttavia, le nostre armi sono spuntate contro gli evasori", ha ammonito, imperterrita, la signora Widmer-Schlumpf. Nel frattempo, in attesa che il suo progetto passi, ci pensa la rete, nella misura del possibile, a mettere in riga chi fa il furbo.
"Il fisco - ha fatto presente l'ufficio preposto alla protezione dei dati - ha il diritto di utilizzare, nel caso in cui sospetti un caso di evasione, tutte le immagini pubbliche, comprese le riprese aeree di Google Earth e le quelle di Street View". E non c'è alcuna legge, rendono attenti i tutori della privacy elvetica, che impedisca di gettare un'occhiata attenta anche ai messaggi dei social network, a Twitter e a Facebook, in particolare. Non tutti sono d'accordo, però, sul fatto che ogni metodo sia lecito, per stanare un evasore.
"I contribuenti devono essere informati della possibilità di essere perseguiti, in base ad immagini presenti su internet", mette in guardia l'avvocato di Zurigo, Bruno Baeriswyl. "Anche perché -accusa il legale - esiste il rischio concreto che vengano commessi abusi, utilizzando delle foto o dei filmati manipolati". Insomma, in Svizzera, c'è il timore che si arrivi ad una situazione simile a quella italiana, ovvero alla possibilità che gli ispettori fiscali si convincano che, dietro ogni piscina, ogni giardino ben curato, si possa nascondere un evasore.
Fatto sta che, oltre a scrutare il web, alla ricerca di abusi edilizi, si sta pensando ad abolire il segreto bancario, per consentire agli uffici delle imposte di ficcare il naso nei conti dei cittadini elvetici. La proposta, fatta di recente, dalla Ministra delle Finanze, Eveline Widmer-Schlumpf, ha sollevato un putiferio. Tanto che la destra ha proposto un referendum, per ancorare il segreto bancario alla Costituzione. "L'etica fiscale in Svizzera è elevata, tuttavia, le nostre armi sono spuntate contro gli evasori", ha ammonito, imperterrita, la signora Widmer-Schlumpf. Nel frattempo, in attesa che il suo progetto passi, ci pensa la rete, nella misura del possibile, a mettere in riga chi fa il furbo.