Euro, un disoccupato su due
vive tra la Spagna e l'Italia
Giuliano Balestreri, di GIULIANO BALESTRERI
Tra Madrid e Roma, il 48% dei senza lavoro dell'intera Eurozona. I due paesi non riescono a invertire in alcun modo la rotta. Occupazione in aumento, invece, in Germania
MILANO - In tutta l'Eurozona crisi fa ancora rima con Grecia, ma in termini assoluti a fare davvero paura sono Italia e Spagna. Seguite a ruota dalla Francia. Tre grandi d'Europa che in nessun modo riescono ad arginare la piaga della disoccupazione. Al punto che all'ombra di Roma e Madrid c'è il 48% di disoccupati dell'intera area euro: oltre 9 milioni di persone sui 19,2 milioni complessivi. Tre milioni sono in Italia (il 16% del totale), altri 6 in Spagna (il 32%). Numeri da brividi anche perché insieme, i due paesi, rappresentano il 31,8% della popolazione dell'area euro.
A spaventare è soprattutto l'incapacità di arginare la piaga del lavoro. Mentre a livello europeo, dai dati Eurostat, si nota una generale stabilizzazione della situazione, Italia e Spagna restano in caduta libera, seguite proprio dalla Francia. In Germania, Estonia e Irlanda i senza lavoro sono in calo, aumentano in Olanda e Belgio (ma il tasso di dissocupazione resta abbondantemente s…
A spaventare è soprattutto l'incapacità di arginare la piaga del lavoro. Mentre a livello europeo, dai dati Eurostat, si nota una generale stabilizzazione della situazione, Italia e Spagna restano in caduta libera, seguite proprio dalla Francia. In Germania, Estonia e Irlanda i senza lavoro sono in calo, aumentano in Olanda e Belgio (ma il tasso di dissocupazione resta abbondantemente s…
MILANO - In tutta l'Eurozona crisi fa ancora rima con Grecia, ma in termini assoluti a fare davvero paura sono Italia e Spagna. Seguite a ruota dalla Francia. Tre grandi d'Europa che in nessun modo riescono ad arginare la piaga della disoccupazione. Al punto che all'ombra di Roma e Madrid c'è il 48% di disoccupati dell'intera area euro: oltre 9 milioni di persone sui 19,2 milioni complessivi. Tre milioni sono in Italia (il 16% del totale), altri 6 in Spagna (il 32%). Numeri da brividi anche perché insieme, i due paesi, rappresentano il 31,8% della popolazione dell'area euro.
A spaventare è soprattutto l'incapacità di arginare la piaga del lavoro. Mentre a livello europeo, dai dati Eurostat, si nota una generale stabilizzazione della situazione, Italia e Spagna restano in caduta libera, seguite proprio dalla Francia. In Germania, Estonia e Irlanda i senza lavoro sono in calo, aumentano in Olanda e Belgio (ma il tasso di dissocupazione resta abbondantemente sotto il 10%). Nell'elenco dei non virtuosi - oltre alla disastrata Grecia - entrano anche il Portogallo e la Slovenia, ma se Lisbona a maggio ha mostrato una prima, per quanto debole inversione di tendenza (i disoccupati sono iniziati a diminuire dopo mesi), Lubiana si è stabilizzata a un tasso dell'11,1% pari a 111mila persone.
L'Italia e la Spagna hanno mantenuto il loro inesorabile passo di decrescita economica. Nell'ultimo anno i disoccupati spagnoli sono passati da 5,7 a 6,1 milioni di euro (dal 24,8% al 26,9%), in Italia da 2,6 a 3,1 milioni (dal 10,4% al 12,2%). Numeri che si traducono in quel "quasi uno su due di tutti i senza lavoro dell'area euro". Un tasso che sale al 64% se nel computo entra la Francia: anche sotto la torre Eiffel i disoccupati hanno sfondato quota 3 milioni. La Germania, invece, è sempre più lontana dalle politiche e dall'economia del Vecchio continente: a Berlino i senza lavoro sono scesi a 2,2 milioni, il 5,3% della popolazione.
A spaventare è soprattutto l'incapacità di arginare la piaga del lavoro. Mentre a livello europeo, dai dati Eurostat, si nota una generale stabilizzazione della situazione, Italia e Spagna restano in caduta libera, seguite proprio dalla Francia. In Germania, Estonia e Irlanda i senza lavoro sono in calo, aumentano in Olanda e Belgio (ma il tasso di dissocupazione resta abbondantemente sotto il 10%). Nell'elenco dei non virtuosi - oltre alla disastrata Grecia - entrano anche il Portogallo e la Slovenia, ma se Lisbona a maggio ha mostrato una prima, per quanto debole inversione di tendenza (i disoccupati sono iniziati a diminuire dopo mesi), Lubiana si è stabilizzata a un tasso dell'11,1% pari a 111mila persone.
L'Italia e la Spagna hanno mantenuto il loro inesorabile passo di decrescita economica. Nell'ultimo anno i disoccupati spagnoli sono passati da 5,7 a 6,1 milioni di euro (dal 24,8% al 26,9%), in Italia da 2,6 a 3,1 milioni (dal 10,4% al 12,2%). Numeri che si traducono in quel "quasi uno su due di tutti i senza lavoro dell'area euro". Un tasso che sale al 64% se nel computo entra la Francia: anche sotto la torre Eiffel i disoccupati hanno sfondato quota 3 milioni. La Germania, invece, è sempre più lontana dalle politiche e dall'economia del Vecchio continente: a Berlino i senza lavoro sono scesi a 2,2 milioni, il 5,3% della popolazione.