MILANO - La dichiarazione odierna dell'Unione europea sulla flessibilità nel rapporto deficit/Pil "è un primo segnale che il messaggio di una necessità di un cambio di passo è stato recepito e credo che, se si può fare un po' di previsione sui prossimi mesi, una volta superato il giro di boa delle elezioni tedesche a settembre, un consiglio europeo a ottobre farà il punto sulla congiuntura e credo che in quella sede sarà possibile fare un esame dell'evoluzione della congiuntura economica e della necessità di ulteriori misure correttive". Secondo l'ex direttore generale di Bankitalia e capo dell'Ivass, occorre "avviare un processo di graduale cambiamento dei vincoli di bilancio e, nella salvaguardia degli equilibri di finanza pubblica, arrivare a un superamento delle attuali regole del patto di stabilità interno". Saccomanni ha rigettato i rilievi dei parlamentari che lo accusavano di pessimismo e sguardo rivolto al passato: "Credo di essere l'unico che continua a vedere un pò di luce in fondo al tunnel e a pensare che non sia il treno che ci sta venendo incontro".
Conti pubblici e tetto del 3%. "Il Tesoro deve collocare in media 40 miliardi di titoli pubblici ogni mese e quindi l'aggiustamento dei conti pubblici resta una priorità assolutamente importante", ha detto Saccomanni spiegando che l'andamento dei conti pubblici nel primo semestre "è coerente con un rapporto indebitamento/pil del 2,9% a fine anno". Il governo ha ribadito che intende rispettare il limite del 3% di rapporto fra indebitamento e Pil e quindi "altri interventi potranno esserci solo con risorse che consentano di mantenere i saldi invariati", ha ribadito il ministro dell'economia.
Derivati. "Non vorrei apparire elusivo ma sui derivati la stampa ha fatto una drammatizzazione eccessiva", ha detto Saccomanni, ricordando che "negli anni la preoccupazione prevalente era contenere il rischio di tassi di interesse e quindi sono state fatte operazioni di copertura di questi rischi. Come tutte le forme di assicurazione comportano un costo, ma hanno ottenuto le loro finalità, perchè ci hanno consentito di proseguire senza interruzione le emissioni". Il ministro, come già la sua struttura, non ha affrontato i numeri, che in base a elaborazioni di Repubblica e del Financial Times al 20 giugno indicavano una perdita potenziale di mercato di 8,1 miliardi su 31 in derivati rinegoziati: "Si ritiene che il mark to market sia sinonimo di perdita o debito segreto nascosto, mentre ci sono sentenze che testimoniano come si tratti di proiezioni finanziarie basate su un valore teorico in caso di risoluzione anticipata". Come quando Morgan Stanley, nel gennaio 2012, ottenne la risoluzione di un derivato incassando 3,1 miliardi dal Tesoro. "Si è trattato di un intermediario che aveva particolari condizioni: questo tipo di condizioni oggi non è presente se non in misura minima nel portafoglio derivati". Saccomanni non ha quantificato l'ammontare di questi minimi; l'anno scorso un sottosegretario del governo Monti aveva negato in Parlamento l'esistenza di altre "clausole Morgan Stanley". L'inquilino del Tesoro comunque s'è detto disponibile a una maggiore trasparenza: "Abbiamo sempre dato piena informazione alla Corte dei conti, fornendo tutti i dati analitici per ricostruire le posizioni in derivati. Come altri paesi, non pubblichiamo quei dati perché di difficile interpretazione e perché possono essere usati a fini speculativi da altre controparti. Ma se c'è l'orientamento da parte della Corte dei conti a una maggiore trasparenza noi siamo assolutamente disponibili, come pure in caso di modifiche della normativa".
Debiti della Pa. "Un'accelerazione ulteriore dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione è certamente auspicabile per il sostegno che darebbe al sistema produttivo. Un provvedimento di aumento del plafond 2013 avrebbe anche effetti sul gettito Iva". Così il ministro dell'economia, che ha aggiunto che "una valutazione sarà fatta nelle prossime settimane sulla base dell'attuazione del decreto legge 35, dei margini di collocamento dei titoli di stato, della disponibilità degli intermediari creditizi di effettuare finanziamenti in alternativa ai pagamenti diretti dello stato".
Tagliare la spesa per tagliare le tasse. Secondo Saccomanni, la revisione della struttura della spesa pubblica "è la priorità principale del ministero dell'economia: è la condizione essenziale per poter allentare un prelievo fiscale molto elevato". Per esempio, il governo conferma l'impegno ad attuare politiche di valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico. Tuttavia, "nel Def 2013 gli impegni programmati di riduzione del rapporto scontano dismissioni per circa un punto di Pil all'anno; nel 2013, date anche le condizioni congiunturali, l'importo delle dismissioni risulterà modesto".
Evasione fiscale e criminalità. "L'evasione fiscale è per sua natura sinergica a corruzione e criminalità organizzata", ha detto il ministro del Tesoro, annunciando "strategie per l'emersione imponibili e adempimento spontaneo", ad esempio un "rapporto annuale sull'andamento dell'economia sommersa che fornisca una stima ufficiale del tax gap per tutti i tributi".
Conti pubblici e tetto del 3%. "Il Tesoro deve collocare in media 40 miliardi di titoli pubblici ogni mese e quindi l'aggiustamento dei conti pubblici resta una priorità assolutamente importante", ha detto Saccomanni spiegando che l'andamento dei conti pubblici nel primo semestre "è coerente con un rapporto indebitamento/pil del 2,9% a fine anno". Il governo ha ribadito che intende rispettare il limite del 3% di rapporto fra indebitamento e Pil e quindi "altri interventi potranno esserci solo con risorse che consentano di mantenere i saldi invariati", ha ribadito il ministro dell'economia.
Derivati. "Non vorrei apparire elusivo ma sui derivati la stampa ha fatto una drammatizzazione eccessiva", ha detto Saccomanni, ricordando che "negli anni la preoccupazione prevalente era contenere il rischio di tassi di interesse e quindi sono state fatte operazioni di copertura di questi rischi. Come tutte le forme di assicurazione comportano un costo, ma hanno ottenuto le loro finalità, perchè ci hanno consentito di proseguire senza interruzione le emissioni". Il ministro, come già la sua struttura, non ha affrontato i numeri, che in base a elaborazioni di Repubblica e del Financial Times al 20 giugno indicavano una perdita potenziale di mercato di 8,1 miliardi su 31 in derivati rinegoziati: "Si ritiene che il mark to market sia sinonimo di perdita o debito segreto nascosto, mentre ci sono sentenze che testimoniano come si tratti di proiezioni finanziarie basate su un valore teorico in caso di risoluzione anticipata". Come quando Morgan Stanley, nel gennaio 2012, ottenne la risoluzione di un derivato incassando 3,1 miliardi dal Tesoro. "Si è trattato di un intermediario che aveva particolari condizioni: questo tipo di condizioni oggi non è presente se non in misura minima nel portafoglio derivati". Saccomanni non ha quantificato l'ammontare di questi minimi; l'anno scorso un sottosegretario del governo Monti aveva negato in Parlamento l'esistenza di altre "clausole Morgan Stanley". L'inquilino del Tesoro comunque s'è detto disponibile a una maggiore trasparenza: "Abbiamo sempre dato piena informazione alla Corte dei conti, fornendo tutti i dati analitici per ricostruire le posizioni in derivati. Come altri paesi, non pubblichiamo quei dati perché di difficile interpretazione e perché possono essere usati a fini speculativi da altre controparti. Ma se c'è l'orientamento da parte della Corte dei conti a una maggiore trasparenza noi siamo assolutamente disponibili, come pure in caso di modifiche della normativa".
Debiti della Pa. "Un'accelerazione ulteriore dei pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione è certamente auspicabile per il sostegno che darebbe al sistema produttivo. Un provvedimento di aumento del plafond 2013 avrebbe anche effetti sul gettito Iva". Così il ministro dell'economia, che ha aggiunto che "una valutazione sarà fatta nelle prossime settimane sulla base dell'attuazione del decreto legge 35, dei margini di collocamento dei titoli di stato, della disponibilità degli intermediari creditizi di effettuare finanziamenti in alternativa ai pagamenti diretti dello stato".
Tagliare la spesa per tagliare le tasse. Secondo Saccomanni, la revisione della struttura della spesa pubblica "è la priorità principale del ministero dell'economia: è la condizione essenziale per poter allentare un prelievo fiscale molto elevato". Per esempio, il governo conferma l'impegno ad attuare politiche di valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico. Tuttavia, "nel Def 2013 gli impegni programmati di riduzione del rapporto scontano dismissioni per circa un punto di Pil all'anno; nel 2013, date anche le condizioni congiunturali, l'importo delle dismissioni risulterà modesto".
Evasione fiscale e criminalità. "L'evasione fiscale è per sua natura sinergica a corruzione e criminalità organizzata", ha detto il ministro del Tesoro, annunciando "strategie per l'emersione imponibili e adempimento spontaneo", ad esempio un "rapporto annuale sull'andamento dell'economia sommersa che fornisca una stima ufficiale del tax gap per tutti i tributi".