Economia

Squinzi invita a cena il Parlamento
"Suicidio aggrapparsi al presente"

Il numero uno di Confindustria incontrerà nella foresteria dell'associazione i presidenti di Camera, Senato e di tutte le commissioni: "ll Paese ha bisogno di una stagione di real politik. I nostri squilibri sono noti, siamo in recessione da nove trimestri". Il ministro del Lavoro Giovannini: "Ci sono segnali di ripresa"

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MILANO - La politica incontri l'industria. L'idea è partita dal presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che ha invitato, domani, per cena i presidente di Camera, Senato e di tutte le Commissioni in una sorta di inedito confronto tra gli industriali e il Parlamento. L'incontro si terrà nella foresteria di Confindustria in via Veneto a Roma. 

L'invito è arrivato dopo l'intervento di Squinzi all'assemblea degli industriali di Torino: "Siamo in recessione da nove trimestri. Non vediamo la luce in fondo al tunnel, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del ministro Saccomanni. Il Paese ha un gran bisogno di buon governo. Di una stagione di real politik: i nostri squilibri sono noti, grande debito, bassa crescita ed erosione progressiva della competitività. Ma il nostro difetto più pericoloso è una propensione quasi naturale a conservare lo status quo".

Dal governo, però, arrivano segnali di fiducia: "Siamo in una situazione ancora molto difficile ma le speranze di ripresa sono più solide rispetto a qualche mese fa, anche grazie ad un atteggiamento diverso dell'Unione Europea" ha detto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini spiegando si aspettarsi una ripresa per l'autunno.

Il presidente di Confindustria, però, ha intenzione di ribadire alla politica che per l'Italia sono necessarie"istituzioni salde, buona politica e governo" ed ancora "idee chiare, senza fermarsi alle convenienze elettorali di parte" ha affermato Squinzi aggiungendo che "aggrapparsi a un precario presente in attesa del ritorno del passato è un comportamento suicida".

Squinzi ha poi attaccato l'Unione europea "incerta nel completare l'integrazione politica ed economica ha penalizzato i Paesi più deboli come il nostro e si è chiusa in un ostinatio quanto dannoso rigorismo".