MILANO - "Il disagio sociale, la disoccupazione europea sono in alcuni Paesi una tragedia". Nel corso di un'audizione al Parlamento europeo, il presidente della Bce, Mario Draghi, torna a mettere l'accento sulla crisi europea e rilancia la sua politica monetaria espansiva: "La situazione dell'inflazione e dell'economia richiede tassi bassi. Un rialzo del costo del denaro tenderebbe a destabilizzare Paesi in situazione già deboli, rendendoli ancora più deboli".
Draghi ha anche rilevato che in Spagna e in Italia c'è stato "qualche segnale incoraggiante" per il miglioramento della competitività che però in generale ha fatto "pochi progressi" nell'Eurozona, mentre sono stati fatti "buoni progressi per il consolidamento di bilancio".
Tuttavia, avere coscienza del "disagio sociale" non cambia la necessità di consolidare i bilanci pubblici: "Il processo - ha detto Draghi - resta inevitabile, ma deve essere amico della crescita. Se fosse disfatto, sappiamo quale sarebbe la reazione dei mercati e porterebbe ad un'ulteriore depressione dell'economia dei paesi in difficolta".
Il presidente della Bce ha poi sottolineato che l'economia dell'Eurozona "si è contratta per il sesto trimestre consecutivo" e deve "ancora affrontare notevoli sfide" che possono "minare il mercato unico". Inoltre "le condizioni del mercato del lavoro restano deboli". Le condizioni finanziarie dell'area euro, però, "sono più stabili e resistenti di quanto lo fossero un anno fa, parzialmente grazie alle nostre azioni di politica monetaria".
Draghi ha poi lanciato una frecciata ai falchi olandesi allineati con i tedeschi nell'opposizione alla misure espansive della Bce: "Nel Paese è stato riconosciuto che l'indebitamento privato ha raggiunto livelli eccessivi" e quindi nel 2012 è stato dato mandato alle banche di ridurre di "un punto percentuale all'anno" il tasso 'loan-to-value', ma "le banche hanno valutato sistemicamente importante per l'economia che sia costruito un extra buffer di capitale di 1-3 punti percentuali dal 2016 in poi".
Draghi ha anche rilevato che in Spagna e in Italia c'è stato "qualche segnale incoraggiante" per il miglioramento della competitività che però in generale ha fatto "pochi progressi" nell'Eurozona, mentre sono stati fatti "buoni progressi per il consolidamento di bilancio".
Tuttavia, avere coscienza del "disagio sociale" non cambia la necessità di consolidare i bilanci pubblici: "Il processo - ha detto Draghi - resta inevitabile, ma deve essere amico della crescita. Se fosse disfatto, sappiamo quale sarebbe la reazione dei mercati e porterebbe ad un'ulteriore depressione dell'economia dei paesi in difficolta".
Il presidente della Bce ha poi sottolineato che l'economia dell'Eurozona "si è contratta per il sesto trimestre consecutivo" e deve "ancora affrontare notevoli sfide" che possono "minare il mercato unico". Inoltre "le condizioni del mercato del lavoro restano deboli". Le condizioni finanziarie dell'area euro, però, "sono più stabili e resistenti di quanto lo fossero un anno fa, parzialmente grazie alle nostre azioni di politica monetaria".
Draghi ha poi lanciato una frecciata ai falchi olandesi allineati con i tedeschi nell'opposizione alla misure espansive della Bce: "Nel Paese è stato riconosciuto che l'indebitamento privato ha raggiunto livelli eccessivi" e quindi nel 2012 è stato dato mandato alle banche di ridurre di "un punto percentuale all'anno" il tasso 'loan-to-value', ma "le banche hanno valutato sistemicamente importante per l'economia che sia costruito un extra buffer di capitale di 1-3 punti percentuali dal 2016 in poi".