Economia

Bankitalia: "Riforma Fornero,
il posto fisso è più difficile"

Le misure per favorire l'occupazione adottate dal governo con il recente decreto potrebbero avere scarsi effetti: "L'entità contenuta e l'allocazione delle risorse finanziarie su più interventi ne limitano probabilmente l'efficacia nell'elevare i livelli occupazionali"

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MILANO -  Bankitalia critica la riforma Fornero e nel corso di un'audizione in Parlamento i responsabili del Servizio Studi hanno spiegato che le misure introdotte dal Dl lavoro rischiano di indebolire l'obiettivo di favorire il ricorso ai contratti a tempo indeterminato. "In generale - hanno osservato gli esperti di Bankitalia - vi è il rischio di indebolire l'obiettivo di favorire il ricorso a rapporti a tempo indeterminato perseguito dalla riforma del 2012". Inoltre, hanno aggiunto gli economisti di Palazzo Koch, "appare inefficiente variare i margini di flessiblità in risposta alla situazione congiunturale attraverso modifiche degli istituti contrattuali". Si tratta di misure che "mirano a sostenere la creazione di occupazione rimuovendo alcune norme percepite come particolarmente onerose dai datori di lavoro". Con le novità Introdotte dal dl su occupazione giovanile e Iva in materia di flessibilità in entrata "erano state introdotte o rafforzate con lo scopo di reindirizzare i flussi occupazionali verso forme di impiego più tutelate e di limitare i comportamenti elusivi". Si rileva inoltre che, nel secondo semestre 2012, in linea con la riforma, "sono emersi segnali di ricomposizione della domanda delle imprese verso posizioni standard di lavoro dipendente, a scapito delle tipologie contrattuali atipiche o di lavoro parasubordinato".

Conti pubblici. "L'andamento dei conti pubblici appare coerente con il conseguimento" dell'obiettivo del 2,9% nel rapporto deficit/pil per il 2013 previsto dal Def hanno proseguito gli esperti di Bankitalia ricordando che sull'andamento dei conti pubblici del secondo semestre peserà l'accelerazione dei pagamenti dei debiti della Pa. Nel documento di Bankitalia si osserva che "il decreto legge in esame introduce una serie di misure di ricomposizione del bilancio, sia dal lato delle spese sia delle entrate, con un impatto sostanzialmente nullo sull'indebitamento netto del triennio 2013-15". Inoltre gli economisti di via Nazionale ritengono che si possa "valutare che il differimento temporaneo dell'aumento dell'aliquota ordinaria dell'Iva comporti, rispetto a uno scenario che incorporava tale aumento dal primo luglio, una riduzione dell'ordine di 0,1 punti del tasso d'inflazione al consumo nel 2013 e un corrispondente incremento nel 2014".