Fmi: "Si aggrava la recessione italiana".
Frena la crescita dell'economia globale
Il Fondo monetario internazionale taglia le stime di ripresa. Frenano gli Usa e la Cina, si aggrava la contrazione dell'Eurozona: "Serve un mix di politiche macroeconomiche a sostegno della crescita e programmi credibili per una sostenibilità del debito"
MILANO - Promessa mantenuta. Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita dell'ecomonia globale come aveva anticipato pochi giorni fa il direttore generale dell'organizzazione, Christine Lagarde: il Pil mondiale crescerà, quest'anno, del 3,1% quest'anno (0,2 punti percentuali in meno rispetto ad aprile), mentre nel 2014 accelererà al 3,8% (-0,2 punti percentuali su aprile). Il peggiorare della congiuntura internazionale aggrava la recessione italiana: secondo l'aggiornamento del World economic outlook dello scorso aprile, la contrazione a fine anno sarà dell'1,8% (peggio del -1,5% previsto ad aprile), mentre per l'anno prossimo la crescita sarà dello 0,7% (+0,5% ad aprile).
Eurozona. Si aggrava anche la recessione dell'Eurozona con una contrazione dello 0,6% quest'anno (0,2 punti percentuali in più rispetto ad aprile) e una ripresa più debole nel 2014, quando il Pil crescerà dello 0,9% (-0,1 punti rispetto ad …
Eurozona. Si aggrava anche la recessione dell'Eurozona con una contrazione dello 0,6% quest'anno (0,2 punti percentuali in più rispetto ad aprile) e una ripresa più debole nel 2014, quando il Pil crescerà dello 0,9% (-0,1 punti rispetto ad …
MILANO - Promessa mantenuta. Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita dell'ecomonia globale come aveva anticipato pochi giorni fa il direttore generale dell'organizzazione, Christine Lagarde: il Pil mondiale crescerà, quest'anno, del 3,1% quest'anno (0,2 punti percentuali in meno rispetto ad aprile), mentre nel 2014 accelererà al 3,8% (-0,2 punti percentuali su aprile). Il peggiorare della congiuntura internazionale aggrava la recessione italiana: secondo l'aggiornamento del World economic outlook dello scorso aprile, la contrazione a fine anno sarà dell'1,8% (peggio del -1,5% previsto ad aprile), mentre per l'anno prossimo la crescita sarà dello 0,7% (+0,5% ad aprile).
Eurozona. Si aggrava anche la recessione dell'Eurozona con una contrazione dello 0,6% quest'anno (0,2 punti percentuali in più rispetto ad aprile) e una ripresa più debole nel 2014, quando il Pil crescerà dello 0,9% (-0,1 punti rispetto ad aprile). Un dato che non basta a rasserenare l'Italia perché la nostra performance sarà peggiore anche di Spagna e Francia: l'economia spagnola si contrarrà dell'1,6%, mentre la Francia avrà una decrescita dello 0,2% quest'anno e un'espansione dello 0,8% per l'anno venturo. Secondo il Fmi, anche la locomotiva d'europa è destinata a rallentare. La Germania crescerà quest'anno dello 0,3% e dell'1,3% nel 2014 (le due stime sono state tagliate rispettivamente dello 0,3% e dello 0,1%): "Berlino - dice il Fmi - deve adottare misure per una crescita sostenibile degli investimenti".
Stati Uniti. Se l'Europa non sta bene, anche gli Stati Uniti mostrano segnali di debolezza. L'economia a stelle e strisce crescerà dell'1,7% nel 2013 e del 2,7% l'anno prossimo, meno di quanto calcolato ad aprile: "Queste proiezioni - scrive il Fmi - sono state calcolate ipotizzando che il cosiddetto sequester (l'insieme dei tagli automatici alla spesa entrati in vigore il primo marzo scorso, ndr) resterà in atto fino al 2014, più a lungo di quanto atteso in precedenza". Per il Fondo monetario internazionale, "la domanda privata dovrebbe restare solida visto che l'aumento della ricchezza delle famiglie americane è legata alla ripresa del settore immobiliare e a condizioni finanziarie ancora di sostegno". La Cina, nonostante un taglio delle attese pari allo 0,3% quest'anno e dello 0,6% il prossimo, resterà la locomotiva mondiale, con un incremento del Pil pari al 7,8% nel 2013 e del 7,7% nel 2014.
I rischi. In assoluto, però, il fattore di criticità più recente sottolineato dagli economisti di Washington è rappresentato dalla "crescita più lenta in diversi mercati emergenti chiave", che si aggiunge a "un notevole indebolimento della domanda interna" e al "protrarsi della recessione nell'Eurozona". Per rafforzare l'economia globale, afferma il Fondo, occorrono "iniziative politiche aggiuntive". Nei dettagli, "le principali economie avanzate dovrebbero mantenere un mix di politiche macroeconomiche a sostegno della crescita", nonchè "programmi credibili per una sostenibilità del debito di medio termine" e "riforme che risanino i bilanci e i canali del credito".
Eurozona. Si aggrava anche la recessione dell'Eurozona con una contrazione dello 0,6% quest'anno (0,2 punti percentuali in più rispetto ad aprile) e una ripresa più debole nel 2014, quando il Pil crescerà dello 0,9% (-0,1 punti rispetto ad aprile). Un dato che non basta a rasserenare l'Italia perché la nostra performance sarà peggiore anche di Spagna e Francia: l'economia spagnola si contrarrà dell'1,6%, mentre la Francia avrà una decrescita dello 0,2% quest'anno e un'espansione dello 0,8% per l'anno venturo. Secondo il Fmi, anche la locomotiva d'europa è destinata a rallentare. La Germania crescerà quest'anno dello 0,3% e dell'1,3% nel 2014 (le due stime sono state tagliate rispettivamente dello 0,3% e dello 0,1%): "Berlino - dice il Fmi - deve adottare misure per una crescita sostenibile degli investimenti".
Stati Uniti. Se l'Europa non sta bene, anche gli Stati Uniti mostrano segnali di debolezza. L'economia a stelle e strisce crescerà dell'1,7% nel 2013 e del 2,7% l'anno prossimo, meno di quanto calcolato ad aprile: "Queste proiezioni - scrive il Fmi - sono state calcolate ipotizzando che il cosiddetto sequester (l'insieme dei tagli automatici alla spesa entrati in vigore il primo marzo scorso, ndr) resterà in atto fino al 2014, più a lungo di quanto atteso in precedenza". Per il Fondo monetario internazionale, "la domanda privata dovrebbe restare solida visto che l'aumento della ricchezza delle famiglie americane è legata alla ripresa del settore immobiliare e a condizioni finanziarie ancora di sostegno". La Cina, nonostante un taglio delle attese pari allo 0,3% quest'anno e dello 0,6% il prossimo, resterà la locomotiva mondiale, con un incremento del Pil pari al 7,8% nel 2013 e del 7,7% nel 2014.
I rischi. In assoluto, però, il fattore di criticità più recente sottolineato dagli economisti di Washington è rappresentato dalla "crescita più lenta in diversi mercati emergenti chiave", che si aggiunge a "un notevole indebolimento della domanda interna" e al "protrarsi della recessione nell'Eurozona". Per rafforzare l'economia globale, afferma il Fondo, occorrono "iniziative politiche aggiuntive". Nei dettagli, "le principali economie avanzate dovrebbero mantenere un mix di politiche macroeconomiche a sostegno della crescita", nonchè "programmi credibili per una sostenibilità del debito di medio termine" e "riforme che risanino i bilanci e i canali del credito".