MILANO - Per poter iniziare a ridurre il programma di acquisto di titoli, che attualmente procede al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese, occorrono ulteriori conferme del rafforzamento dell'economia Usa. E' l'orientamento prevalente tra i membri del Fomc, il braccio di politica monetaria della Federal Reserve, stando a quanto emerge dalle minute relative al vertice del mese scorso, ma non vi è un indirizzo unanime. La metà dei partecipanti del Fomc, infatti, ritiene che sarebbe appropriato mettere fine agli acquisti di asset entro la fine dell'anno. Altri - si legge nei verbali della riunione - ritengono che gli acquisti debbano proseguire fino al 2014. "Diversi membri hanno indicato che ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro sono necessari prima che sia appropriato prima di ridurre la velocità degli acquisti di titoli". I verbali mostrano così una Fed divisa e - secondo alcuni analisti - creano confusione perché contraddittori.
Non sono mancati due 'falchi' che hanno invece chiesto un'interruzione rapida del cosiddetto programma 'QE3' così da "evitare che gli svantaggi superino i benefici", così come "un altro paio" ha manifestato preoccupazione per la crescita dei rischi al ribasso per l'inflazione.
C'è invece, si apprende dalle minute, una maggiore unanimità sulla necessità di mantenere il costo del denaro "molto basso per un periodo considerevole di tempo" anche una volta conclusi gli acquisti di titoli.
Non sono mancati due 'falchi' che hanno invece chiesto un'interruzione rapida del cosiddetto programma 'QE3' così da "evitare che gli svantaggi superino i benefici", così come "un altro paio" ha manifestato preoccupazione per la crescita dei rischi al ribasso per l'inflazione.
C'è invece, si apprende dalle minute, una maggiore unanimità sulla necessità di mantenere il costo del denaro "molto basso per un periodo considerevole di tempo" anche una volta conclusi gli acquisti di titoli.