Economia

Inail: irregolare l'87% delle imprese
Nel 2012 calano i morti sul lavoro

Diminuiscono le denunce di infortuni scese del 9% a 745mila, gli incidenti mortali diminuiscono a 790: 409 sono avvenuti fuori dall'azienda. Lo scorso anno regolarizzati 54mila lavoratori

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MILANO - L'87% delle imprese controllate dall'Inail lo scorso anno presentava irregolarità. L'istituto - si legge nella relazione annuale - ha portato a termine verifiche su 22.950 aziende (il 67% del terziario, il 26% del settore industria), quasi 2mila in più del 2011 con la regolarizzazione di 53.734 lavoratori (10% in più rispetto al 2011), di cui 45.679 irregolari e 8.055 "in nero" (7,27% in più rispetto al 2011). Dal punto di vista finanziario l'Inail registra un risultato finanziario positivo pari a 859 milioni di euro: "Il risultato economico - dice il presidente Massimo De Felice - si è stabilizzato vicino ai 1.400 milioni e ciò ha migliorato l'avanzo patrimoniale, giunto a 3.949 milioni di euro".

La notizia positiva arriva dal calo degli incidenti sul lavoro: lo scorso anno le denunce di infortuni sono state 745mila (-9% sul 2011 e -23% sul 2008). Calano anche quelli mortali accertati scesi a 790 (il bilancio, però, resta tragico con oltre due morti al giorno) a fronte di 1.296 denunce: l'Inail ha sottolineato che anche con i 25 casi ancora in istruttoria si avrebbe un calo del 6% sul 2011 e del 27% sul 2008.

In particolare dei quasi 500mila infortuni accertati, il 18% è avvenuto "fuori" dell'azienda, cioè in occasione di lavoro "con mezzo di trasporto" o "in itinere" (durante il tragitto per il lavoro). Per quanto riguarda gli infortuni mortali, dei 790 casi finora accertati sul lavoro (erano 866 nel 2011, 1.110 nel 2008), più della metà (409) sono avvenuti "fuori" dell'azienda. "La distinzione rispetto alla localizzazione dell'infortunio è rilevante - sottolinea il presidente dell'Inail, Massimo De Felice - per meglio giudicare e calibrare le politiche di prevenzione".

Gli infortuni sul lavoro hanno causato più di 12 milioni di giornate di inabilità con costo a carico dell'Inail: in media 80 giorni per infortuni che hanno provocato menomazione, 19 giorni in assenza di menomazione. Infine, le prime elaborazione dell'indice di sinistrosità mostrano (sull'intero insieme, per gli infortuni sul lavoro accaduti negli anni 2008-2010) un andamento lievemente decrescente, al livello di 2,6 ogni 100 addetti esposti al rischio per un anno; i casi mortali si mantengono - evidenzia sempre l'Inail - al livello di 4 ogni 100.000 addetti (impiegati a tempo pieno in un anno).

Tra le denunce di patologie legate cioè all'amianto, protocollate nel 2012, ne sono state riconosciute 1.540: dei casi denunciati nell'anno, 348 hanno avuto esito mortale. Il dato è contenuto nella relazione annuale dell'Inail, presentata alla Camera. In generale, le denunce di malattie nel 2012 sono state circa 47.500 (47.417), circa mille in meno rispetto al 2011 (48.458, pari a -2,1%) ma in aumento di quasi il 51% rispetto al 2008 (31.473). Ne è stata riconosciuta la causa professionale a circa il 37% (17.384), mentre circa il 3% è ancora in istruttoria. I decessi sono stati 1.583 nel 2012 (il 27% in meno rispetto ai 2.165 del 2008). Le denunce - sottolinea l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - riguardano le malattie e non i soggetti ammalati, che sono circa 36 mila e 300: il 41% per causa professionale riconosciuta (ancora circa il 3% in istruttoria).