Economia

Velocità, servizi localizzati e pagamenti online.
Ecco cosa chiediamo ai nostri smartphone

Le sfide delle compagnie di tlc per rispondere alle esigenze dei consumatori, in un mercato che vede svariati operatori coinvolti e l'uso dei dispositivi mobili sempre più slegato dalle modalità tradizionali delle chiamate voce e degli sms. In una ricerca Accenture emerge il profilo dei consumatori italiani: sono più dinamici degli altri Paesi occidentali e più disposti a spendere per servizi innovativi

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MILANO - Velocità di connessione alla rete Internet, possibilità di effettuare pagamenti direttamente dal proprio smartphone e massima disponibilità di accesso ai servizi cloud. È quanto chiedono i consumatori italiani ai propri cellulari, ampliando le sfide che devono affrontare le compagnie di Tlc. Ad analizzare uso e accesso al web tramite i dispositivi mobili è stata una ricerca di Accenture, che ha coinvolto 31mila consumatori in 26 Paesi, tra i quali l'Italia.

L'inedito Accenture Mobile Watch 2013 "mostra come si sia rafforzato un trend che stiamo osservando da tempo: la crescita esponenziale di tematiche legate alla mobilità nella domanda dei consumatori", spiega Michele Marrone, responsabile Accenture Mobile Services per Europa, America Latina e Asia. Dal lavoro di ricerca emerge con chiarezza come gli operatori Telco abbiano  ormai perso il "ruolo di unici fornitori di servizi" per i dispositivi mobili. Con l'evoluzione tecnologica, d'altra parte, si sono aggiunte sempre più funzioni e possibilità di utilizzo de propri smartphone, ormai ampiamente sganciati dai servizi tradizionali offerti dalle compagnie telefoniche. Non è un caso che la domanda di abbonamenti "dati" stia soppiantando quella di traffico voce e che l'Agcom abbia censito un calo degli sms in favore delle chat per telefonini.

Il lavoro di Accenture mostra come il 32% di proprietari di smartphone usi regolarmente il proprio dispositivo per chiamare via Internet, con un'incidenza che sale al 39% nel caso dei mercati emergenti. Con il miglioramento delle reti, quindi con la velocità e la stabilità di connessione offerta dal 4G, la percentuale salirebbe a quasi un consumatore su due. Dalla ricerca emerge poi che il 31% dei consumatori sceglierebbe un "pacchetto completo" offerto da un produttore di device inclusivo di chiamate audio e video, messaggistica, email e accesso alle applicazioni. Con buona pace delle Tlc, che verrebbero accantonate.

"Stiamo passando da un modello di business nel quale la compagnia offriva la sim e cercava di fidelizzare il cliente con app dedicate, a uno più flessibile, dove la compagnia si deve aprire a progettare applicazioni con altri operatori di settori affini, pensate per tutti i clienti". Un esempio lampante è dato dalla richiesta di servizi di mobile-payment, per i quali oltre la metà dei clienti cambierebbe provider per sceglierne uno che offrisse questo servizio. Dovendo scegliere a chi affidare il servizio, però, i consumatori preferirebbero una banca (89%), un fornitore di carte di pagamento (81%) e solo dopo un mobile provider (77%).

Ciò mostra come "per le compagnie sia ormai necessario aprire le proprie piattaforme al dialogo con altri operatori, come appunto le banche, per realizzare applicazioni in grado di offrire servizi ad ampio raggio", ricorda ancora Marrone. La sfida è già partita "e a vincerla sarà il 'first mover', cioè il primo che riuscirà a muoversi veramente in questa direzione". Oltre alla tempestività, il suggerimento alle Telco è di utilizzare le armi "che attualmente sono solo in parte impiegate per generare ricavi aggiuntivi: penso alle grandissime quantità di informazioni possedute sulla propria base clienti, con la quale è attivato un canale di comunicazione stabile, che aprono praterie per lo sviluppo nel marketing". L'esperto cita due esempi, in alcuni casi già sperimentati: "I servizi di home security, cioè di controllo a distanza con un kit pre-installato della sicurezza nel proprio appartamento, e quelli legati alla geo-localizzazione". Settori nei quali, qualora le compagnie unissero le forze ad altri operatori, potrebbero senza dubbio sfondare.

In questo panorama, l'Italia occupa un posto al sole con il 76% dei consumatori che possiede uno smartphone e il 34% un tablet. In molti parametri l'Italia risulta poi più affine ai mercati emergenti che a quelli maturi: più persone della media effettuano chiamate via Internet (il 39% in Italia) e ben il 61% degli intervistati cambierebbe operatore per passare a uno che offrisse servizi di pagamento mobile. Il tutto con una maggiore predisposizione alla spesa, visto che gli italiani pagherebbero dal 10 al 30% in più rispetto agli altri per avere una tecnologia 4G e i servizi sopra elencati. "La buona notizia per le Telco è qui: il mercato c'è ed è pronto". La cosa che devono evitare le compagnie a questo punto? "Rimanere nei modelli tradizionali e complicare troppo i servizi: ai consumatori servono applicazioni facili e immediate, non gli approcci troppo 'ingegneristici' che ogni tanto si riscontrano".