MILANO - "Stop allo sciopero dei benzinai. Lo hanno deciso le organizzazioni di categoria dei gestori dopo l'incontro con l'Autorità per gli scioperi a cui hanno riconosciuto "il coraggio dell'iniziativa". La chiusura degli impianti sulle autostrade doveva andare avanti fino alle 6 di venerdì mattina e nel primo giorno aveva avuto percentuali alte di adesione. Al netto delle aree gestite direttamente dalle petrolifere e quelle aperte per garantire il rispetto dei servizi minimi essenziali, l'adesione allo sciopero in corso da ieri sera è superiore al 90% secondo le organizzazioni di categoria che hanno indetto la protesta. Sulle "dorsali", la A1/A3 Milano-Reggio Calabria, la A14 Bologna-Bari, la A4 Torino-Venezia, così come sulle tangenziali di Milano e Napoli si registrano adesioni che sfiorano il 100%.
Anche per questo le organizzazioni di categoria, attraverso una nota, avevano chiesto al governo "di assumere la piena responsabilità del proprio ruolo e di non limitarsi ad osservare, come uno spettatore qualsiasi, che si compiano i misfatti annunciati e si perpetuino le violazioni delle norme e degli accordi sottoscritti in sede istituzionale". Allo stesso modo, le organizzazioni avevano apprezzato l'iniziativa assunta dalla Commissione di garanzia per lo sciopero per la convocazione di compagnie petrolifere e concessionari sui temi proposti dai gestori, per indagare e chiarire le vere responsabilità che hanno portato ad un tale aggravamento delle vertenza.
Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, incontrerà i petrolieri il prossimo 25 luglio. Lo ha annunciato lo stesso ministro a margine di un convegno, spiegando che "cercheremo in tutti i modi, raggiungendo un'intesa e con la moral suasion, di mantenere il prezzo dei carburanti più basso possibile. Viviamo in una società in cui c'è mercato", ha continuato il ministro: "Dobbiamo verificare che il comportamento dei petrolieri si allinei al comportamento degli altri produttori di petrolio e distributori di carburanti europei". Nel frattempo il primo richiamo di Zanonato ha portato a una frenata nella corsa dei prezzi.
Anche per questo le organizzazioni di categoria, attraverso una nota, avevano chiesto al governo "di assumere la piena responsabilità del proprio ruolo e di non limitarsi ad osservare, come uno spettatore qualsiasi, che si compiano i misfatti annunciati e si perpetuino le violazioni delle norme e degli accordi sottoscritti in sede istituzionale". Allo stesso modo, le organizzazioni avevano apprezzato l'iniziativa assunta dalla Commissione di garanzia per lo sciopero per la convocazione di compagnie petrolifere e concessionari sui temi proposti dai gestori, per indagare e chiarire le vere responsabilità che hanno portato ad un tale aggravamento delle vertenza.
Intanto, il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, incontrerà i petrolieri il prossimo 25 luglio. Lo ha annunciato lo stesso ministro a margine di un convegno, spiegando che "cercheremo in tutti i modi, raggiungendo un'intesa e con la moral suasion, di mantenere il prezzo dei carburanti più basso possibile. Viviamo in una società in cui c'è mercato", ha continuato il ministro: "Dobbiamo verificare che il comportamento dei petrolieri si allinei al comportamento degli altri produttori di petrolio e distributori di carburanti europei". Nel frattempo il primo richiamo di Zanonato ha portato a una frenata nella corsa dei prezzi.