Economia

Seconde case, miniera non sfruttata in Italia:
perdita di 10mila euro l'anno per famiglia

Studio Halldis, “ci sono 3,5 milioni di case sfitte”. I proprietari non riescono ancora a adattarsi al mutato contesto economico e continuano a usare le seconde case a uso esclusivo. Ma, impiegandole al meglio, si potrebbe generare un fatturato dal settore extra alberghiero di 16 miliardi. Il caso limite di Madesimo: 3mila case vuote, ma i turisti non trovano alloggio di ALESSANDRO LONGO

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ROMA - In Italia le seconde case sono un patrimonio non sfruttato, con un danno di 10 mila euro l'anno per una famiglia media e in generale un'occasione sprecata per il turismo del Paese. Sono 3 milioni infatti le case lasciate vuote per gran parte dell'anno: record europeo. È quanto emerge da uno studio di Halldis (società di Windows on Europe) che Repubblica.it può anticipare, basato sull'incrocio di numerosi dati (Istat, Agenzia del Territorio, con la collaborazione di Enel Energia che ha aiutato a rilevare quando una casa è in effetti inutilizzata).

È il quadro di un problema. Le seconde case sono inutilizzate perché i proprietari di casa non hanno strutture di supporto per affittarle, a differenza di quanto avviene nel resto d'Europa. Il tasso di adozione dell'appartamento come alloggio per turismo in Italia è solo dell'8-9 per cento, contro il 25 per cento di media europea. Dei 3,5 milioni di seconde case, solo il 15 per cento è usato per affitto stagionale o di breve durato, quello più congeniale per turisti (o viaggi d'affari).  

Se le seconde case venissero impiegate nel modo migliore, "si potrebbe generare un fatturato dal settore extra alberghiero di 16 miliardi di euro rispetto ai 6,6 miliardi attuali (con un aumento di 10 miliardi di euro rispetto alla situazione attuale)", si legge nello studio. "Il ricavo lordo potenziale per ogni famiglia che mettesse un immobile a disposizione ammonterebbe a 10.000 euro annui. Al netto delle tasse e dei costi di gestione, l'introito varierebbe mediamente tra i 3.000 euro e i 5.000 euro che andrebbero a coprire per la quasi totalità i costi sostenuti per mantenere la seconda casa". Già, perché non affittare la casa è un costo- oltre che un mancato guadagno- che lo studio stima in 5 mila euro l'anno in media.

"Lo studio è corretto e i risultati si spiegano con un motivo culturale. In Italia chi compra le seconde case è abituato a tenerle a propria disposizione, sfitte, perché in passato era una strategia conveniente. Ora non lo è più", dice Giacomo Morri, docente di Amministrazione, Controllo, Finanza Aziendale e Immobiliare presso l'Università Bocconi di Milano. "Prima costava poco mantenere una seconda casa, ora le tasse sono più alte. Inoltre era un investimento sicuro, che si rivalutava molto, ma ora non è più così vero".

Di qui il bisogno di cambiare la cultura delle famiglie per sfruttare, in tempi di crisi, questa miniera inesplorata delle seconde case. Ci sono anche casi limite, "come la città di Madesimo, tra le montagne lombarde. Non riesce a soddisfare le esigenze di alloggio da parte dei turisti, che così vanno altrove, pur avendo 3 mila case vuote, cioè occupate solo 4-5 giorni l'anno", dice Alberto Melgrati, amministratore delegato di Halldis.

"In Austria, Svizzera, ma anche in Alto Adige è normale invece che tutte le case siano ben utilizzate per turismo. C'è infatti un sistema dove un attore importante - al solito il Comune o la Regione - aiutano i proprietari a mettere gli appartamenti online e farli rendere", continua Melgrati. "E sono anche affermati operatori specializzati che supportano nel rendere l'appartamento affittabile, promuoverlo, gestirlo in loco. Spesso da noi il proprietario non l'affitta perché vive altrove e non se ne può occupare".