ROMA - Il 70% di medici e veterinari dipendenti del Servizio sanitario, anche dirigenti, amministrativi, tecnici e professionali del Ssn, ha incrociato le braccia per lo sciopero della sanità in corso: è il dato reso noto dal cartello intersindacale che riunisce la maggior parte delle sigle che hanno partecipato alla protesta.
Presidio davanti al ministero dell'Economia. Stamani un centinaio di medici, dirigenti sanitari e veterinari ha partecipato davanti al ministero dell'Economia, al presidio indetto da diciotto sigle sindacali. La protesta coinvolge oltre 115 mila medici e veterinari e 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali.
Ritardi e disagi. Nella giornata di oggi potranno saltare gli interventi programmati, le visite e gli esami diagnostici negli ospedali e nei servizi territoriali pubblici. Secondo le stime dei sindacati potrebbero saltare circa 500mila controlli specialistici e 30mila interventi chirurgici, ma saranno ovviamente garantite le prestazioni essenziali e quelle di emergenza e urgenza. Ma lo stop riguarderà anche i veterinari che fermando i controlli bloccheranno le macellazioni dei capi di bestiame, migliaia di bovini, suini e ovini. Così come non ci saranno i consueti controlli per la sicurezza alimentare nei mercati ittici e in quelli ortofrutticoli
I motivi dello protesta. Sono riassunti in 8 punti le motivazioni della protesta: difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale; stabilizzazione dei precari e l'occupazione dei giovani; riforma della formazione medica pre e post laurea; legge specifica sulla responsabilità professionale; diritto a contratti e convenzioni e il ripristino delle prerogative sindacali; un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro; definizione di livelli essenziali organizzativi; una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari.
Chi adesrisce allo sciopero. Le sigle aderenti allo sciopero (Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi Emac, Fp Cgil medici, Fvm Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo Ascoti Fials medici, Uil Fpl medici, Sds Snabi, Aupi, Fp Cgil Spta, Uil Fpl Spta, Sinafo, Fedir sanità, Sidiriss, Ugl medici e Federspecializzandi) nei giorni scorsi hanno incontrato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendole di "non ignorare la protesta", ma di sforzarsi "a ricercare in ogni sede possibili soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema".
"Non entro nel merito delle trattative per il rinnovo del contratto dei medici, che rientra in un quadro più ampio che è quello del contratto del pubblico impiego per il quale c'è un blocco. Punterei piuttosto l'attenzione sul cosiddetto rinnovo a costo zero", ha detto il ministro. "Sto lavorando per avviare almeno in questo settore una riqualificazione della professione che credo sia necessaria anche per non svilire la funzione sociale della professione medica e delle professioni ad essa collaterali".
Il segretario regionale del Lazio dell'Anaao Assomed, Donato Antonellis, ha spiegato che "le manovre economiche degli ultimi anni e i provvedimenti sulla sanità, fondati su tagli lineari, hanno provocato ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi. Ma le ragioni della protesta sono anche per i contratti bloccati e la mancata tutela assicurativa dei medici".
Presidio davanti al ministero dell'Economia. Stamani un centinaio di medici, dirigenti sanitari e veterinari ha partecipato davanti al ministero dell'Economia, al presidio indetto da diciotto sigle sindacali. La protesta coinvolge oltre 115 mila medici e veterinari e 20 mila dirigenti sanitari, amministrativi, tecnici e professionali.
Ritardi e disagi. Nella giornata di oggi potranno saltare gli interventi programmati, le visite e gli esami diagnostici negli ospedali e nei servizi territoriali pubblici. Secondo le stime dei sindacati potrebbero saltare circa 500mila controlli specialistici e 30mila interventi chirurgici, ma saranno ovviamente garantite le prestazioni essenziali e quelle di emergenza e urgenza. Ma lo stop riguarderà anche i veterinari che fermando i controlli bloccheranno le macellazioni dei capi di bestiame, migliaia di bovini, suini e ovini. Così come non ci saranno i consueti controlli per la sicurezza alimentare nei mercati ittici e in quelli ortofrutticoli
I motivi dello protesta. Sono riassunti in 8 punti le motivazioni della protesta: difesa di un sistema sanitario pubblico e nazionale; stabilizzazione dei precari e l'occupazione dei giovani; riforma della formazione medica pre e post laurea; legge specifica sulla responsabilità professionale; diritto a contratti e convenzioni e il ripristino delle prerogative sindacali; un sistema di emergenza urgenza efficace, dignitoso, sicuro; definizione di livelli essenziali organizzativi; una progressione di carriera sottratta alla politica e ai tagli lineari.
Chi adesrisce allo sciopero. Le sigle aderenti allo sciopero (Anaao Assomed, Cimo Asmd, Aaroi Emac, Fp Cgil medici, Fvm Fassid, Cisl medici, Fesmed, Anpo Ascoti Fials medici, Uil Fpl medici, Sds Snabi, Aupi, Fp Cgil Spta, Uil Fpl Spta, Sinafo, Fedir sanità, Sidiriss, Ugl medici e Federspecializzandi) nei giorni scorsi hanno incontrato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, chiedendole di "non ignorare la protesta", ma di sforzarsi "a ricercare in ogni sede possibili soluzioni che arrestino la deriva regressiva del sistema".
"Non entro nel merito delle trattative per il rinnovo del contratto dei medici, che rientra in un quadro più ampio che è quello del contratto del pubblico impiego per il quale c'è un blocco. Punterei piuttosto l'attenzione sul cosiddetto rinnovo a costo zero", ha detto il ministro. "Sto lavorando per avviare almeno in questo settore una riqualificazione della professione che credo sia necessaria anche per non svilire la funzione sociale della professione medica e delle professioni ad essa collaterali".
Il segretario regionale del Lazio dell'Anaao Assomed, Donato Antonellis, ha spiegato che "le manovre economiche degli ultimi anni e i provvedimenti sulla sanità, fondati su tagli lineari, hanno provocato ripercussioni sul sistema dell'offerta dei servizi. Ma le ragioni della protesta sono anche per i contratti bloccati e la mancata tutela assicurativa dei medici".