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Fmi: "Italia acceleri le riforme
sul lavoro e la concorrenza"

Il Fondo monetario internazionale lancia l'allarme sull'Eurozona che rischia di farsi sfuggire la ripresa e spinge i governi ad avere più coraggio per creare impieghi
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MILANO - La ripresa è lontana. Peggio, rischia di sfuggire: l'economia dell'Eurozona si contrarrà ancora dello 0,6% quest'anno, il prossimo, invece, potrebbe crescere dello 0,9%. Ma l'Italia è ferma al palo: per questo - avverte il Fondo monetario internazionale - le riforme sono ancora più importanti a comicinare dal "mercato del lavoro" e dalla "concorrenza nel mercato dei prodotti".

Nel rapporto stilato al termine della missione ex articolo 4 nell'Eurozona i tecnici del Fmi "raccomandano" all'Italia di "chiarire le condizioni per il reintegro via processo giudiziario", di  "introdurre contratti flessibili a tempo indeterminato", di "promuovere la contrattazione aziendale", di "considerare le differenze regionali nelle retribuzioni pubbliche" e di "sostenere la flessibilità salariale nel settore privato". Sul fronte della maggiore concorrenza, poi, Washington sotto…
MILANO - La ripresa è lontana. Peggio, rischia di sfuggire: l'economia dell'Eurozona si contrarrà ancora dello 0,6% quest'anno, il prossimo, invece, potrebbe crescere dello 0,9%. Ma l'Italia è ferma al palo: per questo - avverte il Fondo monetario internazionale - le riforme sono ancora più importanti a comicinare dal "mercato del lavoro" e dalla "concorrenza nel mercato dei prodotti".

Nel rapporto stilato al termine della missione ex articolo 4 nell'Eurozona i tecnici del Fmi "raccomandano" all'Italia di "chiarire le condizioni per il reintegro via processo giudiziario", di  "introdurre contratti flessibili a tempo indeterminato", di "promuovere la contrattazione aziendale", di "considerare le differenze regionali nelle retribuzioni pubbliche" e di "sostenere la flessibilità salariale nel settore privato". Sul fronte della maggiore concorrenza, poi, Washington sottolinea "la necessità di ulteriori passi avanti nelle privatizzazioni, in particolare dei servizi pubblici locali".

In chiave di ripresa, il Fmi, sottlinea come le azioni e gli strumenti messi a punto in questi mesi dall'Eurzona abbiano ridotto "importanti rischi di colpi di coda" della crisi e "le tensioni estreme dei mercati". Tuttavia, "i mercati finanziari sono ancora frammentati" e "il costo del finanziamento per il settore privato è alto nei paesi periferici, in particolare per le aziende più piccole". L'incertezza continua a pesare sulle aspettative future e incide sulle decisioni di spesa di cittadini e imprenditori: "Anche il necessario risanamento dei conti pesa sulla crescita".

In generale, il Fondo ritiene che i rischi per la crescita siano tutti verso il basso. "A causa dello spazio limitato per le misure politiche, del debito pubblico alto e ancora crescente e della sostanziale debolezza economica, un ulteriore shock negativo - domestico o esterno - potrebbe severamente impattare sulla crescita". In particolare, segnala il rapporto, "c'è un alto rischio di stagnazione, specialmente per le economie periferiche".

Il Fondo raccomanda alla Bce di tenersi pronta a tagliare ancora i tassi d'interesse "se le condizioni economiche dovessero peggiorare sostanzialmente". Mentre alle autorità politiche arriva l'invito a procedere "con urgenza" sulla strada delle riforme strutturali, a definire una vera unione bancaria e a utilizzare "maggiore flessibilità" sulla strada del risanamento fiscale, prevedendo "velocità di aggiustamento differenti all'interno di un credibile quadro di medio periodo".