MILANO - Air France-Klm riduce le perdite nel primo semestre del 2013 e rivede l'utile operativo nel secondo trimestre, dopo oltre un anno di ristrutturazione, sottolineando che "il contesto poco favorevole in Europa ha pesato sulle entrate", il gruppo franco-olandese, tuttavia, annuncia che in autunno prenderà "importanti misure complementari" nei settori dei voli a medio raggio e del cargo.
Nella prima metà dell'anno, la compagnia ha registrato una perdita netta di 793 milioni di euro contro il rosso di 1,26 miliardi al 30 giugno 2012, su un fatturato di 12,3 miliardi, in crescita dell'1,3%. A livello operativo il semestre si è chiuso con una perdita di 451 milioni (contro -690 milioni nella prima metà del 2012), ma il secondo trimestre ha segnato un utile operativo di 79 milioni contro la perdita di pari entità di un anno prima.
Nel trimestre la perdita netta si riduce a 163 milioni da -895 milioni un anno prima e il fatturato è in progresso dell'1,2% a 6,58 miliardi. Il debito netto è calato di oltre 600 milioni a 5,3 miliardi. Per il secondo semestre dell'esercizio, il gruppo, che è il primo azionista di Alitalia con il 25%, punta a un miglioramento del risultato operativo in linea con quello della prima metà dell'anno e a un calo del debito rispetto a fine 2012. Le misure complementari", che avranno effetto dal 2014, riguarderanno "esodi volontari come pure decisioni industriali e commerciali".
A pesare sui conti è in parte anche l'ex compagnia di bandiera italiana, che ha avuto un impatto negativo di 65 milioni di euro: un impatto "calcolato utilizzando un risultato stimato per il secondo trimestre, poiché il consiglio di amministrazione di Alitalia sui conti al 30 giugno si riunirà nel mese di agosto". Inoltre, "tenuto conto dei contributi negativi di Alitalia negli ultimi anni, il valore del goodwill sarà oggetto di un test sulla base del nuovo piano amedio termine finalizzato nel secondo semestre dalla direzione di Alitalia". La compagnia italiana ha segnato una perdita di 157 milioni di euro nel primo trimestre del 2013, in aumento da -131 milioni al marzo 2012, dopo avere accumulato perdite per quasi un miliardo di euro tra il 2009 e il 2012.
Nella prima metà dell'anno, la compagnia ha registrato una perdita netta di 793 milioni di euro contro il rosso di 1,26 miliardi al 30 giugno 2012, su un fatturato di 12,3 miliardi, in crescita dell'1,3%. A livello operativo il semestre si è chiuso con una perdita di 451 milioni (contro -690 milioni nella prima metà del 2012), ma il secondo trimestre ha segnato un utile operativo di 79 milioni contro la perdita di pari entità di un anno prima.
Nel trimestre la perdita netta si riduce a 163 milioni da -895 milioni un anno prima e il fatturato è in progresso dell'1,2% a 6,58 miliardi. Il debito netto è calato di oltre 600 milioni a 5,3 miliardi. Per il secondo semestre dell'esercizio, il gruppo, che è il primo azionista di Alitalia con il 25%, punta a un miglioramento del risultato operativo in linea con quello della prima metà dell'anno e a un calo del debito rispetto a fine 2012. Le misure complementari", che avranno effetto dal 2014, riguarderanno "esodi volontari come pure decisioni industriali e commerciali".
A pesare sui conti è in parte anche l'ex compagnia di bandiera italiana, che ha avuto un impatto negativo di 65 milioni di euro: un impatto "calcolato utilizzando un risultato stimato per il secondo trimestre, poiché il consiglio di amministrazione di Alitalia sui conti al 30 giugno si riunirà nel mese di agosto". Inoltre, "tenuto conto dei contributi negativi di Alitalia negli ultimi anni, il valore del goodwill sarà oggetto di un test sulla base del nuovo piano amedio termine finalizzato nel secondo semestre dalla direzione di Alitalia". La compagnia italiana ha segnato una perdita di 157 milioni di euro nel primo trimestre del 2013, in aumento da -131 milioni al marzo 2012, dopo avere accumulato perdite per quasi un miliardo di euro tra il 2009 e il 2012.