Economia

Telecom svaluta 2,2 mld di avviamento
e lancia un profit warning sul 2013

L'ex monopolista ha chiuso il semestre con una perdita di 1,4 miliardi e annunciato una revisione al ribasso dell'ebitda che calerà di una "media percentuale a una sola cifra". Confermata la riduzione del debito per fine anno. Bernabè: "Acceleriamo su scorporo rete"

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MILANO - Telecom Italia chiude il semestre con una perdita di 1.407 milioni di euro su cui pesano le svalutazioni dell'avviamento per complessivi 2,2 miliardi. A preoccupare gli analisti però è la revisione al ribasso per il 2013 del margine operativo che non calerà più di un "bassa percentuale a una sola cifra", ma di una "media percentuale a una sola cifra". A mitigare l'impatto dei conti è - invece - arrivato la conferma di voler accelerare sulla scorporo delle rete: in una nota il presidente Franco Bernabè ha ribadito la "di procedere celermente" in questa direzione.

I conti. Nel primo semestre 2013 Telecom ha realizzato ricavi per 13.760 milioni di euro (-7%) cui ha inciso anche l'uscita dal perimetro di consolidamento di Matrix e da La7. Il margine operativo lordo è calato del 10,6% a 5.236 milioni di euro e sono state fatte svalutazioni per 2.213 milioni di euro. Il risultato operativo che ne deriva è pari a 353 milioni di euro e il risultato netto, che altrimenti sarebbe stato positivo per 800 milioni di euro, diventa una perdita pari a 1.407 milioni di euro. Quasi dimezzato il flusso di cassa della gestione operativa che è pari a 1.277 milioni di euro (2.243 milioni di euro nel primo semestre 2012): "Tale risultato, già normalmente inferiore rispetto a quello del secondo semestre, ha risentito della stagionale dinamica degli esborsi relativi al fatturato passivo dell'ultima parte dell'esercizio precedente" spiega Telecom. Nel secondo trimestre 2013 l'indebitamento finanziario netto rettificato si è mantenuto sostanzialmente stabile rispetto al 31 marzo 2013. Il flusso di cassa della gestione operativa del trimestre (circa 1,13 miliardi di euro) è stato interamente assorbito dal fabbisogno per il pagamento di dividendi, oneri finanziari e imposte, dagli effetti derivanti dall'operazione di cessione di La7, avvenuta a fine aprile, e dal pagamento dei diritti d'uso delle frequenze di telefonia mobile in Brasile. L'indebitamento finanziario netto rettificato al 30 giugno è pari a 28.813 milioni di euro, in riduzione di 1,5 miliardi di euro rispetto al 30 giugno 2012.

Profit warning. Il profit warning si indirizza soprattutto alla linea fissa in Italia: "Il primo semestre 2013 è stato condizionato dalla fragilità della cornice economica domestica e da una riduzione della crescita dell'economia nei paesi latinoamericani. In Italia si è inoltre registrata la prosecuzione della pressione dei prezzi a cui si è aggiunto un significativo impatto negativo derivante dagli aspetti regolamentari. In questo contesto, si è deciso di rispondere alle offerte dei concorrenti investendo una parte di marginalità per aprire la strada alla difesa e all'acquisizione netta di clienti" ha detto Franco Bernabè. Quanto al debito, il presidente ha detto che il gruppo "sta ponendo in essere significative azioni volte ad incrementare il livello di efficienza operativa e ad assicurare il raggiungimento del deleverage previsto per la fine dell'anno".