La rivoluzione del Monopoly
dagli immobili a Wall Street
Franco Zantonelli, di FRANCO ZANTONELLI
Hasbro lancerà per Natale la versione Empire del suo gioco. Le partite saranno più rapide: per vincere bisognerà arricchirsi più in fretta degli avversari comprando quote di grandi multinazionali. Almeno all'inizio i due prodotti si affiancheranno
LUGANO - Addio via Montenapoleone, Times Square e Piccadilly Circus. I giocatori di Monopoly, d'ora in poi, dovranno abbandonare le compravendite immobiliari, nei luoghi più prestigiosi, per diventare dei trader finanziari. Lo ha deciso l'editore statunitense Hasbro, proprietario del marchio Monopoly che, dal 1935, ha fatto giocare 750 milioni di appassionati.
Ebbene, entro il prossimo Natale arriverà Monopoly Empire e i due dadi, finora impiegati per impossessarsi di case, terreni, alberghi e stazioni ferroviarie, serviranno per acquisire la maggioranza azionaria di gruppi multinazionali, come l'elvetica Nestlè, le statunitensi Coca Cola, McDonalds e Apple, la coreana Samsung. Monopoly, insomma, seguendo un po' l'onda del mercato, lascia il mattone e si butta su Wall Street.
E se, finora, lo scopo era quello di impoverire gli altri giocatori, sottraendo loro la sostanza immobiliare, oggi diventa quello di arricchirsi il più in fretta possibile, grazi…
Ebbene, entro il prossimo Natale arriverà Monopoly Empire e i due dadi, finora impiegati per impossessarsi di case, terreni, alberghi e stazioni ferroviarie, serviranno per acquisire la maggioranza azionaria di gruppi multinazionali, come l'elvetica Nestlè, le statunitensi Coca Cola, McDonalds e Apple, la coreana Samsung. Monopoly, insomma, seguendo un po' l'onda del mercato, lascia il mattone e si butta su Wall Street.
E se, finora, lo scopo era quello di impoverire gli altri giocatori, sottraendo loro la sostanza immobiliare, oggi diventa quello di arricchirsi il più in fretta possibile, grazi…
LUGANO - Addio via Montenapoleone, Times Square e Piccadilly Circus. I giocatori di Monopoly, d'ora in poi, dovranno abbandonare le compravendite immobiliari, nei luoghi più prestigiosi, per diventare dei trader finanziari. Lo ha deciso l'editore statunitense Hasbro, proprietario del marchio Monopoly che, dal 1935, ha fatto giocare 750 milioni di appassionati.
Ebbene, entro il prossimo Natale arriverà Monopoly Empire e i due dadi, finora impiegati per impossessarsi di case, terreni, alberghi e stazioni ferroviarie, serviranno per acquisire la maggioranza azionaria di gruppi multinazionali, come l'elvetica Nestlè, le statunitensi Coca Cola, McDonalds e Apple, la coreana Samsung. Monopoly, insomma, seguendo un po' l'onda del mercato, lascia il mattone e si butta su Wall Street.
E se, finora, lo scopo era quello di impoverire gli altri giocatori, sottraendo loro la sostanza immobiliare, oggi diventa quello di arricchirsi il più in fretta possibile, grazie a grossi pacchetti di azioni. Ma un altro obbiettivo di Monopoly Empire e', anche, quello di velocizzare il gioco.
"Oggi, nei giochi di società - spiega Sarah Labelle, docente di scienza della comunicazione a Parigi - si preferisce privilegiare più partite veloci, ad un'estenuante singola partita". "Mezz'ora, invece delle tre ore del Monopoli tradizionale", dicono alla Hasbro. Giocando con i pacchetti di azioni, insomma, si finisce per dovere essere sempre all'allerta, di avere quattro occhi, così come gli operatori di Borsa.
"Attenzione, però, siamo, comunque, sempre nel solco culturale del primo Monopoly, in quanto si continua a far riferimento a valori commerciali, al lusso e al possesso", dice ancora Sarah Labelle. E, visto che non pochi affezionati al vecchio gioco si sono inalberati, temendo di vederlo sparire, da Hasbro è arrivata la rassicurazione che Monopoly Empire si affiancherà, per il momento, al Monopoly tradizionale, senza per forza doverlo mandare in soffitta.
Se si vuole, inoltre, tra i due Monopoli un filo conduttore rimane: ogni giocatore partirà con un grattacielo, al quale applicherà le etichette delle società di cui entrerà in possesso. E saranno, ad esempio, delle patatine per McDonald's, una bottiglietta di Coca Cola per la multinazionale di Atlanta, una Corvette placcata in oro per simboleggiare una casa automobilistica. Da segnalare, infine, che, contrariamente al Monopoly che conosciamo, quello finanziario non prevede la sosta in prigione. È, anche questo, se vogliamo, è un segno i tempi.
Ebbene, entro il prossimo Natale arriverà Monopoly Empire e i due dadi, finora impiegati per impossessarsi di case, terreni, alberghi e stazioni ferroviarie, serviranno per acquisire la maggioranza azionaria di gruppi multinazionali, come l'elvetica Nestlè, le statunitensi Coca Cola, McDonalds e Apple, la coreana Samsung. Monopoly, insomma, seguendo un po' l'onda del mercato, lascia il mattone e si butta su Wall Street.
E se, finora, lo scopo era quello di impoverire gli altri giocatori, sottraendo loro la sostanza immobiliare, oggi diventa quello di arricchirsi il più in fretta possibile, grazie a grossi pacchetti di azioni. Ma un altro obbiettivo di Monopoly Empire e', anche, quello di velocizzare il gioco.
"Oggi, nei giochi di società - spiega Sarah Labelle, docente di scienza della comunicazione a Parigi - si preferisce privilegiare più partite veloci, ad un'estenuante singola partita". "Mezz'ora, invece delle tre ore del Monopoli tradizionale", dicono alla Hasbro. Giocando con i pacchetti di azioni, insomma, si finisce per dovere essere sempre all'allerta, di avere quattro occhi, così come gli operatori di Borsa.
"Attenzione, però, siamo, comunque, sempre nel solco culturale del primo Monopoly, in quanto si continua a far riferimento a valori commerciali, al lusso e al possesso", dice ancora Sarah Labelle. E, visto che non pochi affezionati al vecchio gioco si sono inalberati, temendo di vederlo sparire, da Hasbro è arrivata la rassicurazione che Monopoly Empire si affiancherà, per il momento, al Monopoly tradizionale, senza per forza doverlo mandare in soffitta.
Se si vuole, inoltre, tra i due Monopoli un filo conduttore rimane: ogni giocatore partirà con un grattacielo, al quale applicherà le etichette delle società di cui entrerà in possesso. E saranno, ad esempio, delle patatine per McDonald's, una bottiglietta di Coca Cola per la multinazionale di Atlanta, una Corvette placcata in oro per simboleggiare una casa automobilistica. Da segnalare, infine, che, contrariamente al Monopoly che conosciamo, quello finanziario non prevede la sosta in prigione. È, anche questo, se vogliamo, è un segno i tempi.