Economia

La cassa integrazione cala del 30%
L'Inps: "Timidi segnali di ripresa"

A luglio sono state autorizzate 80,6 milioni di ore contro le 115,7 milioni dello scorso anno. Mastrapasqua: "Per il terzo mese consecutivo registriamo un calo delle richieste e autorizzazioni della cassa integrazione ordinaria con una decisa diminuzione anche della cassa straordinaria"

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MILANO - Cala la cassa integrazione autorizzata a luglio: 80,6 milioni di ore tra interventi ordinari, straordinari e in deroga con una diminuzione del 30,3% rispetto ai 115,7 milioni di ore dello stesso mese dell'anno precedente. Lo comunica l'inps, specificando che le ore di cassa integrazione ordinaria (Cigo) a luglio 2013 sono state 25,3 milioni (-26,8%). In particolare, la variazione tendenziale è stata pari a -30,4% nell'industria e -12,6% nell'edilizia. Anche per quanto riguarda la cassa integrazione straordinaria (Cigs), si registra un deciso calo: -29,2% per 31,6 milioni di ore. Infine, gli interventi in deroga (cigd) sono stati pari a 23,8 milioni di ore (-35,1%).

Per quanto riguarda disoccupazione e mobilità, queste riferite al mese di giugno, si rileva che sono state presentate 96.814 domande di Aspi e 23.857 domande di mini Aspi. Nello stesso mese sono state inoltrate 441 domande di disoccupazione (tra ordinaria e speciale edile), 9.273 domande di mobilità e 373 di disoccupazione ordinaria ai lavoratori sospesi, per un totale di 130.758 domande. Complessivamente, nei primi sei mesi 2013 sono state presentate 829.682 Domande, con un aumento del 20% rispetto alle 691.617 Domande presentate nel corrispondente periodo del 2012.

"Per il terzo mese consecutivo - commenta il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua - registriamo un calo delle richieste e autorizzazioni della cassa integrazione ordinaria con una decisa diminuzione anche della cassa straordinaria. Si tratta di una diminuzione consistente che potrebbe confermare i timidi segnali di ripresa produttiva, intravisti per la seconda metà dell'anno. Ma si tratta di dati che non possono far dimenticare la gravità della crisi, ribadita dai dati sulla disoccupazione".