MILANO - La Bce prevede una "graduale ripresa nel prosieguo dell'anno e nel 2014". E' quanto si legge nell'ultimo bollettino dell'istituto di Francoforte, in cui si prevede anche che i rischi per le prospettive economiche dell'area euro "continuano ad essere orientati al ribasso". Di più: "La riduzione del rating della Francia da parte di Fitch e di quello dell'Italia da parte di S&P hanno avuto impatti limitati sui mercati obbligazionari".
La Banca centrale europea, però non ha intenzione di mollare la presa e conferma che l'orientamento di politica monetaria resterà accomodante finché sarà necessario e "di attendersi che i tassi di interesse di riferimento rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo". Dopo sei trimestri di contrazione dell'attività nell'Eurozona, "i recenti indicatori del clima di fiducia basati sui risultati delle indagini mostrano qualche ulteriore miglioramento, a partire da bassi livelli, dando cauta conferma all'aspettativa dello stabilizzarsi dell'attività economica su livelli contenuti".
Tuttavia, le aspettative di crescita del Pil in termini reali per l'Eurozona sono state corrette al ribasso per quest'anno, il prossimo e il 2015: la stima per quest'anno è stata ridotta di 0,2 punti percentuali a -0,6% dal precedente -0,4% e quella per l'anno prossimo passa da un +1% a +0,9%. Per il 2015 la previsione è stata ridotta di 0,1 punti percentuali all'1,5% dall'1,6% del secondo trimestre. A preoccupare gli economisti di Francoforte è soprattutto il mercato del lavoro. La disoccupazione è confermata al 12,3% per quest'anno, ma nel 2014 aumenterà fino al 12,4%.
Anche per questo i paesi dell'area euro devono procedere a una "più rapida attuazione delle necessarie riforme strutturali al fine di promuovere la competitività, la crescita e la creazione di posti dil avoro". La Bce chiede anche la "rimozione delle rigidità nel mercato del lavoro, la riduzione degli oneri amministrativi e il rafforzamento della concorrenza nel mercato dei beni e servizi di particolare giovamento per le piccole e medie imprese". Queste misure, rileva la Bce "sono essenziali per abbassare il livello attualmente elevato di disoccupazione specie nelle fasce più giovani della popolazione". E ancora: "I paesi dell'area dell'euro non dovrebbero vanificare gli sforzi già compiuti allo scopo di ridurre i disavanzi pubblici", con "strategie di bilancio favorevoli alla crescita" e "con la riduzione al minimo degli effetti distorsivi dell'imposizione fiscale".
La Banca centrale europea, però non ha intenzione di mollare la presa e conferma che l'orientamento di politica monetaria resterà accomodante finché sarà necessario e "di attendersi che i tassi di interesse di riferimento rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo". Dopo sei trimestri di contrazione dell'attività nell'Eurozona, "i recenti indicatori del clima di fiducia basati sui risultati delle indagini mostrano qualche ulteriore miglioramento, a partire da bassi livelli, dando cauta conferma all'aspettativa dello stabilizzarsi dell'attività economica su livelli contenuti".
Tuttavia, le aspettative di crescita del Pil in termini reali per l'Eurozona sono state corrette al ribasso per quest'anno, il prossimo e il 2015: la stima per quest'anno è stata ridotta di 0,2 punti percentuali a -0,6% dal precedente -0,4% e quella per l'anno prossimo passa da un +1% a +0,9%. Per il 2015 la previsione è stata ridotta di 0,1 punti percentuali all'1,5% dall'1,6% del secondo trimestre. A preoccupare gli economisti di Francoforte è soprattutto il mercato del lavoro. La disoccupazione è confermata al 12,3% per quest'anno, ma nel 2014 aumenterà fino al 12,4%.
Anche per questo i paesi dell'area euro devono procedere a una "più rapida attuazione delle necessarie riforme strutturali al fine di promuovere la competitività, la crescita e la creazione di posti dil avoro". La Bce chiede anche la "rimozione delle rigidità nel mercato del lavoro, la riduzione degli oneri amministrativi e il rafforzamento della concorrenza nel mercato dei beni e servizi di particolare giovamento per le piccole e medie imprese". Queste misure, rileva la Bce "sono essenziali per abbassare il livello attualmente elevato di disoccupazione specie nelle fasce più giovani della popolazione". E ancora: "I paesi dell'area dell'euro non dovrebbero vanificare gli sforzi già compiuti allo scopo di ridurre i disavanzi pubblici", con "strategie di bilancio favorevoli alla crescita" e "con la riduzione al minimo degli effetti distorsivi dell'imposizione fiscale".