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Spread giù di duecento punti in un anno
Mercato scommette sulla ripresa italiana

Tra il paracadute della Bce e i segnali incoraggianti arrivati dall'economia gli investitori si sentono più sicuri, ma all'orizzonte restano le ombre della tempesta perfetta: a settembre il voto in Germania e la riduzione degli aiuti della Fed negli Usa
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MILANO - Cinquanta punti in meno negli ultimi sei mesi. Duecento rispetto allo scorso 10 agosto. La ripresa sull'economia reale ancora non si vede, ma i mercati sono tornati a scommettere sull'Italia e lo spread continua a scendere. Così tanto che il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta invita a non abbassare la guardia: "Se ne è parlato tanto nel 2011 (quanto arrivò al picco di 575 punti base, ndr), poi, come spesso avviene in Italia, c'è stata un'indegestione e non se ne parla più". In effetti è vero. I giorni di novembre 2011, quando l'Italia sembrava a un passo dal fallimento spingendo l'ex premier Silvio Berlusconi a rassegnare le dimissioni, sembrano lontani anni luce. E oggi i mercati gurdano più ai pur timidi segnali di riprese che alle quotidiane tensioni politiche che tengono appesa a un filo la maggioranza di governo.

A contribuire alla calma è anche l'occhio vigile della Bce "pronta a tut…
MILANO - Cinquanta punti in meno negli ultimi sei mesi. Duecento rispetto allo scorso 10 agosto. La ripresa sull'economia reale ancora non si vede, ma i mercati sono tornati a scommettere sull'Italia e lo spread continua a scendere. Così tanto che il presidente del Consiglio dei ministri, Enrico Letta invita a non abbassare la guardia: "Se ne è parlato tanto nel 2011 (quanto arrivò al picco di 575 punti base, ndr), poi, come spesso avviene in Italia, c'è stata un'indegestione e non se ne parla più". In effetti è vero. I giorni di novembre 2011, quando l'Italia sembrava a un passo dal fallimento spingendo l'ex premier Silvio Berlusconi a rassegnare le dimissioni, sembrano lontani anni luce. E oggi i mercati gurdano più ai pur timidi segnali di riprese che alle quotidiane tensioni politiche che tengono appesa a un filo la maggioranza di governo.

A contribuire alla calma è anche l'occhio vigile della Bce "pronta a tutto per difendere l'euro". Ogni mese il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ribadisce la sua determinazione "a fare tutto il necessario per la moneta unica". Di più: ricorda essere "pronto in qualunque momento ad attivare il programma Omt" di acquisto dei titoli di Stato dei Paesi in difficoltà, agendo a fianco del fondo di salvataggio europeo Esm e con un ruolo del Fondo monetario internazionale. Basta che i governi ne facciano richiesta. L'Omt però richiede il rispetto di determinate condizioni da parte degli Stati, condizioni che per l'Italia non sarebbero molto diverse da quelle chieste - e in parte già attuate - dalla Bce nella lettera inviata a Berlusconi il 5 agosto 2011 (misure per la crescita; sostenibilità dei conti pubblici; correzione del bilancio; riduzione automatica del deficit; stretto controllo sul debito degli enti locali). Insomma anche per questo un'eventuale crisi di governo innsescata dalla condanna di Berlusconi, non ha gettato benzina sullo spread.
 
Alla chiusura dei mercati, ieri, la differenza di rendimento tra Btp e Bund è scesa a 250 punti base, ai minimi da maggio, ma anche a un soffio dai minimi dell'estate 2011. Prima che scoppiasse la tempesta. Una tempesta finanziaria perché lo spread misura il rischio di un paese: è, infatti, il prezzo in più che l'Italia deve pagare, rispetto alla Germania, per convincere gli investitori ad acquistare i suoi titoli di Stato. Fino al 2011 il premio richiesto non aveva mai superato quota 150 punti, adesso fatica a scendere sotto la soglia dei 250. Con un costo enorme per le casse dello Stato. Secondo la correlazione studiata da Bankitalia una riduzione di 100 punti base corrisponde un risparmio di circa 50 miliardi in tre anni. Ecco perché i tassi d'interesse sono in cima alle preoccupazione del governo alle prese con la rimodulazione dell'Imu, lo stop all'aumento dell'Iva, la Tares e i tagli alla spesa pubblica: un calo dello spread potrebbe finanziare molte delle operazioni in agenda.

E adesso dopo due estati di fuoco, la vera sorpresa è trovarsi a fare i conti con tregua sul mercato del debito alimentata dalle previsioni di ripresa dell'economia nell'Eurozona, ma anche dalla strategia di alleggerimento adottata dal Tesoro che ha deciso di cancellare alcune aste a medio-lungo termine programmate ad agosto. Eppure gli analisti gli analisti sono convinti che ci sia spazio per una discesa fino a quota 220: "Ci aspettiamo che nel corso delle prossime settimane lo spread Btp-Bund possa continuare a ridursi - si legge in un report di Ing - in concomitanza con un ritorno del decennale italiano verso i minimi dell'anno e a fronte di un Bund che potrebbe far fatica a scendere sotto quota 1,60%".

Certo se lo scenario per il momeno è positivo all'orizzonte ci sono nubi che fanno temere la tempesta perfetta. Prima il "tapering" della Federal Reserve che a settembre dovrebbe inziare a ridurre il suo piano mensile di acquisto di bond da 85 miliardi (uno scenario che ha spinto le vendite a Wall Street nell'ultima settimana); poi le elezioni in Germania con le difficolta della Cancelliera Angela Merkel e lo spettro di "Alternativa per la Germania": il partito che sogna il ritorno al marco potrebbe infatti entrare in Parlamento. E con il rating dell'Italia che due gradini sopra il livello spazzatura. Un'occasione da non perdere per chi vuole fare le riforme, ma anche per gli speculatori che sognano la fine dell'euro.