Economia

Confcommercio frena privatizzazione Fs:
"Un boomerang sociale ed economico"

Durissima persa di posizione del vicepresidente Uggè: "Si tradurrebbe in una ulteriore colonizzazione in un settore strategico per la coesione socio-economica e la competitività dei territori".

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MILANO - Usa una metafora calcistica e parla di clamoroso autogol. Non uno qualsiasi, ma quelli firmati dal giocatore del Cagliari scudettato di Gigi Riva, diventati sinonimo di gol ad effetto ma nella porta sbagliata. Il tutto per dire che la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato sarebbe un errore clamoroso, tanto da mettere in crisi la coesione socio-economica del paese.

A sostenere questa tesi non è il sindacalista nemico del passaggio ai privati dell'ennesimo settore pubblico o uno degli ultimi rappresentanti della sinistra politica. Ma il vicepresidente di Confcommercio, Paolo Uggè. Il quale a fronte delle ipotesi di possibili cessioni del settore del trasporto su rotaia o apertura al mercato - per la quale l'ad delle Fs Mario Moretti ha detto che la società è più che pronta - ha usato parole nettissime per esprimere la contrarietà della sua associazione.

"Ricordate il difensore del Cagliari Comunardo Niccolai? Ecco, su questo delicato tema evitiamo spettacolari autogol. Se possiamo rallegrarci come italiani per il fatto che l'azienda sia pronta a far fronte a tale evenienza, occorre evitare in ogni caso il rischio che l'eventuale privatizzazione possa tradursi in un'ulteriore colonizzazione in un settore altamente strategico per la coesione socio-economica e la competitività dei territori".

In altre parole, Uggé teme che la privatizzazione possa significare una riduzione del servizio sulle linee a minor traffico con gli operatori a concentarrsi solo sulle tratte più redditizie. Minore possibilità di spostamento significa anche minori flussi commerciali. Con un aumento delle spese per i trasporti che andrebbero a sottrarre risorse ai consumi già penalizzati non poco dalla recessione.

Ma c'è dell'altro. Confcommercio, non a caso, ha usato la parola colonizzazione. Non vuole che l'apertura ai privati significhi solo offire una occasione a gruppi esteri, in assenza di condizioni di reciprocità. "Per generare benefici effettivi per tutti i consumatori, e non solo vantaggi competitivi per singoli operatori, la privatizzazione delle Ferrovie dello Stato Italiane dovrebbe maturare, senza deleterie scorciatoie, all'interno di un coerente processo di liberalizzazione dei mercati ferroviari europei. Oltre che dall'Autorità Nazionale dei Trasporti recentemente avviata".